Il volume è una raccolta di saggi che permette di costruire un racconto corale attorno a temi salienti del dibattito interdisciplinare, legati alle trasformazioni delle città contemporanee tra paure e fragilità. La scelta del titolo non è casuale, in quanto il tempo che stiamo vivendo si regge su un difficile equilibrio tra narrazioni che avanzano a doppia velocità: a volte evocando discorsi continui, stabili e persistenti, altre volte, più spesso, abbracciando in modo istantaneo un domani sempre più incerto, discontinuo, frammentato nella rottura del discorso, nell'interruzione della grammatica, nell'incomprensibilità di una sintassi compressa. Il volume si regge su questo difficile dilemma, cercando di esplorare il senso di possibili nuove narrazioni, forse più deboli, instabili, incerte, costantemente sospese in una dimensione 'tra' che non può che esprimersi in senso relazionale, per rapporto ad altri racconti, ad altre storie. Città, fragilità e paura ne costituiscono lo sfondo, le figure di regolazione entro cui le modificazioni emergono in forme continuamente differengti. Alcune parole rimangono tuttavia sottese, quasi a definire un sostrato originario del racconto. La struttura del volume ruota attorno a queste riflessioni e le esprime attraverso la voce di autori, studiosi, architetti che si sono confrontati su questi scenari 'in e oltre' l'ambito accademico. l'indice è diviso in due parti: la prima, fondata sulla sequenza di racconti eterogenei ma interrelati, affronta, in modo plurimo e sfaccettato, la fragilità delle nostre città contemporanee, stordite dalle sempre più incombenti crisi e trasformazioni, difficilmente pronte a riprendere il passo dei tempi che le hanno generate, formate, modificate; la seconda, 'la città delle parole', entra nelle 'narrazioni ' precedenti estraspolandone alcuni 'concetti' che sembrano definire i contorni di una possibile ri-scrittura urbana. Il capitolo vuole proporsi come una sorta di 'architettura' urbana, pur nella consapevolezza che le parole scelte non restituiscono la complessità dei nostri abitati, ma ciascuna di esse rimanda, nella mente di chi le legge, ad altre parole, ad altri concetti, ad altri racconti, ognuno libera di muoversi all'interno delle narrazioni precedenti, in modo libero ma orientato sempre a restituire uno spaccato complessa delle nostre città contemporanee.
Narrazioni urbane. Città, Fragilità, Paura
Guya Bertelli
2026-01-01
Abstract
Il volume è una raccolta di saggi che permette di costruire un racconto corale attorno a temi salienti del dibattito interdisciplinare, legati alle trasformazioni delle città contemporanee tra paure e fragilità. La scelta del titolo non è casuale, in quanto il tempo che stiamo vivendo si regge su un difficile equilibrio tra narrazioni che avanzano a doppia velocità: a volte evocando discorsi continui, stabili e persistenti, altre volte, più spesso, abbracciando in modo istantaneo un domani sempre più incerto, discontinuo, frammentato nella rottura del discorso, nell'interruzione della grammatica, nell'incomprensibilità di una sintassi compressa. Il volume si regge su questo difficile dilemma, cercando di esplorare il senso di possibili nuove narrazioni, forse più deboli, instabili, incerte, costantemente sospese in una dimensione 'tra' che non può che esprimersi in senso relazionale, per rapporto ad altri racconti, ad altre storie. Città, fragilità e paura ne costituiscono lo sfondo, le figure di regolazione entro cui le modificazioni emergono in forme continuamente differengti. Alcune parole rimangono tuttavia sottese, quasi a definire un sostrato originario del racconto. La struttura del volume ruota attorno a queste riflessioni e le esprime attraverso la voce di autori, studiosi, architetti che si sono confrontati su questi scenari 'in e oltre' l'ambito accademico. l'indice è diviso in due parti: la prima, fondata sulla sequenza di racconti eterogenei ma interrelati, affronta, in modo plurimo e sfaccettato, la fragilità delle nostre città contemporanee, stordite dalle sempre più incombenti crisi e trasformazioni, difficilmente pronte a riprendere il passo dei tempi che le hanno generate, formate, modificate; la seconda, 'la città delle parole', entra nelle 'narrazioni ' precedenti estraspolandone alcuni 'concetti' che sembrano definire i contorni di una possibile ri-scrittura urbana. Il capitolo vuole proporsi come una sorta di 'architettura' urbana, pur nella consapevolezza che le parole scelte non restituiscono la complessità dei nostri abitati, ma ciascuna di esse rimanda, nella mente di chi le legge, ad altre parole, ad altri concetti, ad altri racconti, ognuno libera di muoversi all'interno delle narrazioni precedenti, in modo libero ma orientato sempre a restituire uno spaccato complessa delle nostre città contemporanee.| File | Dimensione | Formato | |
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