Se è evidente la rilevanza dello spazio pubblico nelle strategie e nei progetti di rigenerazione urbana e territoriale, è comprensibile il ritorno di interesse per le istituzioni scolastiche e le loro sedi, come punto di innesco di processi che abbiano ricadute sulla qualità materiale dello spazio pubblico e sulla sua capacità di contribuire a far fronte a condizioni climatiche sempre più critiche. È su queste dimensioni che fanno leva la gran parte dei progetti che possiamo osservare, in Europa e in Italia. Da un lato gli interventi dedicati agli spazi di pertinenza delle scuole, in particolare gli spazi aperti, diventano oggetto di sperimentazioni mirate a ridurre gli effetti del cambiamento climatico. Dall’altro gli interventi sugli spazi adiacenti o prossimi alle scuole sono nella gran parte dei casi dedicati a creare le migliori condizioni possibili in termini di accessibilità, attraverso forme di mobilità dolce, e in termini di qualità dello spazio pubblico, attraverso interventi temporanei o permanenti di eliminazione o limitazione del traffico veicolare o della sua velocità. Ognuna di queste sperimentazioni è accolta con interesse e merita di essere osservata nella sua evoluzione: quali impatti, quali effetti inattesi, quali aggiustamenti nel tempo, quale grado di consolidamento, quali nuovi progetti? Ci sono però altre due dimensioni che richiedono attenzione. La prima riguarda le condizioni degli edifici scolastici, molto spesso critiche, e considerate prioritarie da tutti coloro che li frequentano. La seconda riguarda il ruolo possibile degli interventi sugli spazi scolastici e sul loro intorno rispetto all’ambizione di ridurre le diseguaglianze che affliggono alcuni ambiti delle città e alcune aree marginali del territorio.
Fuori dalla scuola, dentro la città. Per una transizione verso qualità ed equità degli spazi urbani
C. Baldissera;P. Savoldi
2026-01-01
Abstract
Se è evidente la rilevanza dello spazio pubblico nelle strategie e nei progetti di rigenerazione urbana e territoriale, è comprensibile il ritorno di interesse per le istituzioni scolastiche e le loro sedi, come punto di innesco di processi che abbiano ricadute sulla qualità materiale dello spazio pubblico e sulla sua capacità di contribuire a far fronte a condizioni climatiche sempre più critiche. È su queste dimensioni che fanno leva la gran parte dei progetti che possiamo osservare, in Europa e in Italia. Da un lato gli interventi dedicati agli spazi di pertinenza delle scuole, in particolare gli spazi aperti, diventano oggetto di sperimentazioni mirate a ridurre gli effetti del cambiamento climatico. Dall’altro gli interventi sugli spazi adiacenti o prossimi alle scuole sono nella gran parte dei casi dedicati a creare le migliori condizioni possibili in termini di accessibilità, attraverso forme di mobilità dolce, e in termini di qualità dello spazio pubblico, attraverso interventi temporanei o permanenti di eliminazione o limitazione del traffico veicolare o della sua velocità. Ognuna di queste sperimentazioni è accolta con interesse e merita di essere osservata nella sua evoluzione: quali impatti, quali effetti inattesi, quali aggiustamenti nel tempo, quale grado di consolidamento, quali nuovi progetti? Ci sono però altre due dimensioni che richiedono attenzione. La prima riguarda le condizioni degli edifici scolastici, molto spesso critiche, e considerate prioritarie da tutti coloro che li frequentano. La seconda riguarda il ruolo possibile degli interventi sugli spazi scolastici e sul loro intorno rispetto all’ambizione di ridurre le diseguaglianze che affliggono alcuni ambiti delle città e alcune aree marginali del territorio.| File | Dimensione | Formato | |
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