This article investigates how the integration of antidisciplinary, antagonist, and speculative approaches can activate critical and political agency in the projects developed by students involved in a teaching workshop within the field of communication design. In particular, the antidisciplinary approach is framed as a form of epistemic resistance: the strategic suspension of disciplinary boundaries acts on the way in which knowledge is produced and rendered visible in the form of artefacts, devices, and interfaces. The communicative projects developed in the workshop aim to generate critical reflection, in opposition to a morally reassuring design that risks becoming politically innocuous. Projects are therefore treated as generators of uncertainty: devices capable of triggering doubt-driven critical thinking.

L'articolo indaga come l'integrazione degli approcci antidisciplinare, antagonista e speculativo possa attivare agency critica e politica nei progetti e negli studenti coinvolti in un laboratorio didattico nell'ambito del design della comunicazione. In particolare, l'approccio antidisciplinare viene inquadrato come forma di resistenza epistemica: la sospensione strategica dei confini disciplinari agisce sul modo in cui la conoscenza viene prodotta e resa visibile sotto forma di artefatti, dispositivi e interfacce. I progetti comunicativi sviluppati nel laboratorio si propongono di generare riflessione critica, in opposizione a un design moralmente rassicurante che rischia di diventare politicamente inoffensivo. I progetti sono quindi trattati come generatori di incertezza: dispositivi capaci di innescare un pensiero critico dubitante.

Design antidisciplinare come forma di resistenza epistemica. Agency critica e politica nella formazione in design della comunicazione

F. E. Guida;E. Isidori;C. Tranti
2026-01-01

Abstract

This article investigates how the integration of antidisciplinary, antagonist, and speculative approaches can activate critical and political agency in the projects developed by students involved in a teaching workshop within the field of communication design. In particular, the antidisciplinary approach is framed as a form of epistemic resistance: the strategic suspension of disciplinary boundaries acts on the way in which knowledge is produced and rendered visible in the form of artefacts, devices, and interfaces. The communicative projects developed in the workshop aim to generate critical reflection, in opposition to a morally reassuring design that risks becoming politically innocuous. Projects are therefore treated as generators of uncertainty: devices capable of triggering doubt-driven critical thinking.
2026
L'articolo indaga come l'integrazione degli approcci antidisciplinare, antagonista e speculativo possa attivare agency critica e politica nei progetti e negli studenti coinvolti in un laboratorio didattico nell'ambito del design della comunicazione. In particolare, l'approccio antidisciplinare viene inquadrato come forma di resistenza epistemica: la sospensione strategica dei confini disciplinari agisce sul modo in cui la conoscenza viene prodotta e resa visibile sotto forma di artefatti, dispositivi e interfacce. I progetti comunicativi sviluppati nel laboratorio si propongono di generare riflessione critica, in opposizione a un design moralmente rassicurante che rischia di diventare politicamente inoffensivo. I progetti sono quindi trattati come generatori di incertezza: dispositivi capaci di innescare un pensiero critico dubitante.
Antidisciplinary Design, Communication Design, Speculative Design, Critical Thinking, Education
Design Antidisciplinare, Design della Comunicazione, Design Speculativo, Pensiero critico, Didattica
File in questo prodotto:
File Dimensione Formato  
PGJ42_Guida+et+al.pdf

accesso aperto

: Publisher’s version
Dimensione 29.82 MB
Formato Adobe PDF
29.82 MB Adobe PDF Visualizza/Apri

I documenti in IRIS sono protetti da copyright e tutti i diritti sono riservati, salvo diversa indicazione.

Utilizza questo identificativo per citare o creare un link a questo documento: https://hdl.handle.net/11311/1315192
Citazioni
  • ???jsp.display-item.citation.pmc??? ND
  • Scopus ND
  • ???jsp.display-item.citation.isi??? ND
social impact