Il contributo analizza il ruolo del PNRR nello sviluppo delle infrastrutture della globalizzazione digitale, con particolare riferimento alla logistica e ai data center nelle regioni del Nord Italia. In un contesto caratterizzato dalla crescita dell’economia delle piattaforme e dalla centralità dei dati, tali infrastrutture emergono come elementi materiali fondamentali, capaci di ridefinire assetti territoriali, modelli insediativi e dinamiche economiche. L’analisi evidenzia come gli investimenti del PNRR, pur non configurandosi come una politica unitaria per la logistica e le infrastrutture digitali, abbiano contribuito in modo significativo a rafforzarne lo sviluppo attraverso un insieme di misure trasversali distribuite tra diverse missioni (digitalizzazione, transizione ecologica, mobilità sostenibile, coesione territoriale). In particolare, interventi sulla digitalizzazione della pubblica amministrazione, sull’intermodalità logistica e sull’energia incidono indirettamente sulla crescita di data center e sistemi logistici avanzati. Dal punto di vista territoriale, si osserva una localizzazione selettiva di queste infrastrutture lungo corridoi infrastrutturali strategici e in aree periurbane caratterizzate da elevata accessibilità e bassi costi fondiari. Tali dinamiche contribuiscono a processi di dispersione insediativa, consumo di suolo e frammentazione degli spazi aperti, generando al contempo nuove forme di polarizzazione e specializzazione territoriale. Le grandi piattaforme logistiche e digitali tendono inoltre a rafforzare modelli economici selettivi, con impatti occupazionali limitati e poco inclusivi. Le evidenze empiriche mostrano come la distribuzione degli investimenti rifletta in larga misura le condizioni strutturali dei territori, premiando contesti già competitivi e dotati di infrastrutture, mentre intercetta solo marginalmente le aree più fragili. In questo senso, il PNRR appare più come un acceleratore di dinamiche in atto che come uno strumento di riequilibrio territoriale. Una criticità centrale riguarda l’assenza di un quadro normativo e strategico aggiornato capace di governare gli impatti ambientali, sociali ed economici di queste infrastrutture, in particolare in relazione al consumo di suolo, all’elevato fabbisogno energetico e alle ricadute locali. Ne deriva uno scarto tra le logiche di sviluppo della logistica globale e gli obiettivi di sostenibilità e pianificazione territoriale. In conclusione, il PNRR ha contribuito a rafforzare la territorializzazione delle infrastrutture della globalizzazione digitale, ma senza costruire una cornice integrata di governo. La sfida futura consiste nell’elaborare politiche strutturali e strumenti di pianificazione capaci di coniugare innovazione, sostenibilità e riequilibrio territoriale, orientando in modo più consapevole gli effetti della trasformazione digitale sui territori.
Infrastrutture della globalizzazione digitale: logistica e data center
Luca Tamini;
2026-01-01
Abstract
Il contributo analizza il ruolo del PNRR nello sviluppo delle infrastrutture della globalizzazione digitale, con particolare riferimento alla logistica e ai data center nelle regioni del Nord Italia. In un contesto caratterizzato dalla crescita dell’economia delle piattaforme e dalla centralità dei dati, tali infrastrutture emergono come elementi materiali fondamentali, capaci di ridefinire assetti territoriali, modelli insediativi e dinamiche economiche. L’analisi evidenzia come gli investimenti del PNRR, pur non configurandosi come una politica unitaria per la logistica e le infrastrutture digitali, abbiano contribuito in modo significativo a rafforzarne lo sviluppo attraverso un insieme di misure trasversali distribuite tra diverse missioni (digitalizzazione, transizione ecologica, mobilità sostenibile, coesione territoriale). In particolare, interventi sulla digitalizzazione della pubblica amministrazione, sull’intermodalità logistica e sull’energia incidono indirettamente sulla crescita di data center e sistemi logistici avanzati. Dal punto di vista territoriale, si osserva una localizzazione selettiva di queste infrastrutture lungo corridoi infrastrutturali strategici e in aree periurbane caratterizzate da elevata accessibilità e bassi costi fondiari. Tali dinamiche contribuiscono a processi di dispersione insediativa, consumo di suolo e frammentazione degli spazi aperti, generando al contempo nuove forme di polarizzazione e specializzazione territoriale. Le grandi piattaforme logistiche e digitali tendono inoltre a rafforzare modelli economici selettivi, con impatti occupazionali limitati e poco inclusivi. Le evidenze empiriche mostrano come la distribuzione degli investimenti rifletta in larga misura le condizioni strutturali dei territori, premiando contesti già competitivi e dotati di infrastrutture, mentre intercetta solo marginalmente le aree più fragili. In questo senso, il PNRR appare più come un acceleratore di dinamiche in atto che come uno strumento di riequilibrio territoriale. Una criticità centrale riguarda l’assenza di un quadro normativo e strategico aggiornato capace di governare gli impatti ambientali, sociali ed economici di queste infrastrutture, in particolare in relazione al consumo di suolo, all’elevato fabbisogno energetico e alle ricadute locali. Ne deriva uno scarto tra le logiche di sviluppo della logistica globale e gli obiettivi di sostenibilità e pianificazione territoriale. In conclusione, il PNRR ha contribuito a rafforzare la territorializzazione delle infrastrutture della globalizzazione digitale, ma senza costruire una cornice integrata di governo. La sfida futura consiste nell’elaborare politiche strutturali e strumenti di pianificazione capaci di coniugare innovazione, sostenibilità e riequilibrio territoriale, orientando in modo più consapevole gli effetti della trasformazione digitale sui territori.| File | Dimensione | Formato | |
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