Il contributo analizza il ruolo del PNRR nel promuovere interventi di rigenerazione urbana nelle regioni Piemonte, Lombardia e Veneto, mettendone in luce modalità attuative, distribuzione territoriale e principali criticità. Attraverso l’esame di diverse misure – tra cui l’Attrattività dei borghi, le Green Communities, gli interventi di rigenerazione urbana nei comuni sopra i 15.000 abitanti, i Piani Urbani Integrati (PUI) e il programma PINQuA – emerge un quadro articolato, caratterizzato da una significativa mobilitazione di risorse ma anche da una frammentazione degli strumenti e da una debole integrazione strategica. L’analisi evidenzia come gli investimenti si siano distribuiti in modo più uniforme nelle aree metropolitane, dove maggiori capacità amministrative e progettuali hanno favorito l’accesso ai finanziamenti. Al contrario, nei comuni minori e nelle aree interne la distribuzione risulta più discontinua e selettiva, spesso legata alla capacità di risposta ai bandi piuttosto che ai reali fabbisogni territoriali. Alcune misure, come le Green Communities, hanno favorito la costruzione di cluster territoriali in contesti montani, mentre altre, come il bando borghi, mostrano una geografia disomogenea e polarizzata. Le evidenze mettono inoltre in luce criticità rilevanti: l’assenza di una politica nazionale integrata per la rigenerazione urbana, la debolezza del quadro regolativo, la disomogeneità dei progetti e la tendenza alla centralizzazione delle decisioni. A ciò si aggiunge il tema cruciale della sostenibilità nel medio-lungo periodo degli interventi realizzati, soprattutto per le amministrazioni di piccole dimensioni, che potrebbero incontrare difficoltà nella gestione e manutenzione delle opere una volta esaurite le risorse straordinarie del Piano. Nonostante tali limiti, il PNRR ha rappresentato un’importante occasione di innovazione, introducendo approcci orientati alla prossimità, all’integrazione tra dimensione fisica e sociale e alla sperimentazione di nuove forme di governance multilivello. I casi in cui gli investimenti sono stati inseriti in strategie territoriali più ampie mostrano come il coordinamento tra livelli istituzionali possa amplificarne gli effetti. Nel complesso, la rigenerazione urbana nel PNRR si configura come un ambito di sperimentazione incompiuta: un insieme di interventi che ha attivato risorse e processi rilevanti, ma che non è riuscito a consolidarsi in una politica strutturale e integrata. La sfida futura consiste nel capitalizzare le esperienze maturate, superando la logica emergenziale e orientando le politiche verso un quadro strategico stabile, capace di coniugare equità territoriale, sostenibilità e rafforzamento delle capacità istituzionali locali.

Rigenerazione urbana

L Tamini
2026-01-01

Abstract

Il contributo analizza il ruolo del PNRR nel promuovere interventi di rigenerazione urbana nelle regioni Piemonte, Lombardia e Veneto, mettendone in luce modalità attuative, distribuzione territoriale e principali criticità. Attraverso l’esame di diverse misure – tra cui l’Attrattività dei borghi, le Green Communities, gli interventi di rigenerazione urbana nei comuni sopra i 15.000 abitanti, i Piani Urbani Integrati (PUI) e il programma PINQuA – emerge un quadro articolato, caratterizzato da una significativa mobilitazione di risorse ma anche da una frammentazione degli strumenti e da una debole integrazione strategica. L’analisi evidenzia come gli investimenti si siano distribuiti in modo più uniforme nelle aree metropolitane, dove maggiori capacità amministrative e progettuali hanno favorito l’accesso ai finanziamenti. Al contrario, nei comuni minori e nelle aree interne la distribuzione risulta più discontinua e selettiva, spesso legata alla capacità di risposta ai bandi piuttosto che ai reali fabbisogni territoriali. Alcune misure, come le Green Communities, hanno favorito la costruzione di cluster territoriali in contesti montani, mentre altre, come il bando borghi, mostrano una geografia disomogenea e polarizzata. Le evidenze mettono inoltre in luce criticità rilevanti: l’assenza di una politica nazionale integrata per la rigenerazione urbana, la debolezza del quadro regolativo, la disomogeneità dei progetti e la tendenza alla centralizzazione delle decisioni. A ciò si aggiunge il tema cruciale della sostenibilità nel medio-lungo periodo degli interventi realizzati, soprattutto per le amministrazioni di piccole dimensioni, che potrebbero incontrare difficoltà nella gestione e manutenzione delle opere una volta esaurite le risorse straordinarie del Piano. Nonostante tali limiti, il PNRR ha rappresentato un’importante occasione di innovazione, introducendo approcci orientati alla prossimità, all’integrazione tra dimensione fisica e sociale e alla sperimentazione di nuove forme di governance multilivello. I casi in cui gli investimenti sono stati inseriti in strategie territoriali più ampie mostrano come il coordinamento tra livelli istituzionali possa amplificarne gli effetti. Nel complesso, la rigenerazione urbana nel PNRR si configura come un ambito di sperimentazione incompiuta: un insieme di interventi che ha attivato risorse e processi rilevanti, ma che non è riuscito a consolidarsi in una politica strutturale e integrata. La sfida futura consiste nel capitalizzare le esperienze maturate, superando la logica emergenziale e orientando le politiche verso un quadro strategico stabile, capace di coniugare equità territoriale, sostenibilità e rafforzamento delle capacità istituzionali locali.
2026
Territorializzare il PNRR in Piemonte, Lombardia e Veneto. Un Atlante
9791259532916
The contribution examines the role of the NRRP in promoting urban regeneration interventions across the regions of Piedmont, Lombardy, and Veneto, highlighting implementation mechanisms, territorial distribution, and key criticalities. Through the analysis of several measures—including the Attractiveness of Historic Villages, Green Communities, urban regeneration programmes for municipalities with more than 15,000 inhabitants, Integrated Urban Plans (IUPs), and the PINQuA programme—a complex picture emerges, characterized by a significant mobilisation of resources alongside a fragmentation of instruments and weak strategic integration. The analysis shows that investments have been more evenly distributed in metropolitan areas, where stronger administrative and planning capacities have facilitated access to funding. Conversely, in smaller municipalities and inner areas, allocation appears more uneven and selective, often dependent on the ability to respond to competitive calls rather than on actual territorial needs. Some measures, such as Green Communities, have supported the formation of territorial clusters in mountain areas, while others, such as the historic villages programme, reveal a highly uneven and polarized spatial distribution. The findings also point to several critical issues: the absence of a coherent national urban regeneration policy, weaknesses in the regulatory framework, heterogeneity in project design, and a tendency toward centralized decision-making. In addition, a crucial concern relates to the medium- to long-term sustainability of the implemented interventions, particularly for smaller administrations that may face difficulties in managing and maintaining projects once extraordinary NRRP resources are exhausted. Despite these limitations, the NRRP has represented an important opportunity for innovation, introducing approaches focused on proximity, the integration of physical and social dimensions, and the experimentation of new forms of multilevel governance. Cases in which investments have been embedded within broader territorial strategies demonstrate how coordination across institutional levels can enhance their overall impact. Overall, urban regeneration within the Italian NRRP can be interpreted as an incomplete field of experimentation: a set of interventions that has activated significant resources and processes but has not succeeded in consolidating into a coherent and structural policy framework. The key challenge ahead lies in capitalising on these experiences, moving beyond an emergency-driven and project-based approach, and steering policies toward a stable strategic framework capable of combining territorial equity, long-term sustainability, and the strengthening of local institutional capacities.
File in questo prodotto:
File Dimensione Formato  
Fregolent-Tamini_Rigenerazione urbana_ATLANTE-PNRR.pdf

accesso aperto

: Publisher’s version
Dimensione 3.79 MB
Formato Adobe PDF
3.79 MB Adobe PDF Visualizza/Apri

I documenti in IRIS sono protetti da copyright e tutti i diritti sono riservati, salvo diversa indicazione.

Utilizza questo identificativo per citare o creare un link a questo documento: https://hdl.handle.net/11311/1314291
Citazioni
  • ???jsp.display-item.citation.pmc??? ND
  • Scopus ND
  • ???jsp.display-item.citation.isi??? ND
social impact