Il contributo analizza le economie urbane di prossimità nelle regioni Piemonte, Lombardia e Veneto, proponendo una lettura interregionale delle loro strutture, dinamiche evolutive e condizioni di fragilità. A partire dai dati ASIA-Istat sulle unità locali, l’economia di prossimità è articolata in quattro famiglie funzionali: commercio al dettaglio, somministrazione di alimenti e bevande, artigianato di prossimità, attività direzionali e di servizio. Tale classificazione consente di costruire un indicatore strutturale capace di distinguere comuni con funzioni posizionali, complementari, direzionali, locali o prossime alla desertificazione. L’analisi dinamica delle variazioni 2021-2023 evidenzia processi differenziati di trasformazione delle reti locali: potenziamento dell’attrattività, consolidamento commerciale, sostituzione funzionale, terziarizzazione, equilibrio o contrazione. A questi elementi si affianca la valutazione della competitività esercitata dalle grandi polarità commerciali e del tempo libero, misurata attraverso i bacini di prossimità veicolare e la loro sovrapposizione territoriale. La combinazione tra struttura locale, dinamiche evolutive e pressione competitiva permette di definire un indicatore di potenziale fragilità dell’economia urbana di prossimità. I risultati mostrano che le reti più solide, spesso associate a centralità urbane, comuni turistici o poli di servizio, presentano minori livelli di fragilità; al contrario, le condizioni più critiche interessano comuni montani, aree interne, contesti periurbani e realtà con reti locali deboli o in contrazione. L’indagine conferma che la fragilità delle economie di prossimità non dipende unicamente dalla competizione dei grandi attrattori commerciali, ma deriva dall’interazione tra caratteristiche intrinseche dei sistemi locali, traiettorie evolutive e fattori territoriali esterni. Le polarità commerciali agiscono dunque come acceleratori di tendenze già in atto, più che come cause dirette e univoche di declino. L’approccio proposto offre una base conoscitiva utile per orientare politiche di pianificazione, programmazione e valutazione a scala sovralocale, anche in relazione agli effetti del PNRR. Pur con alcuni limiti legati alla disponibilità e all’aggiornamento dei dati, gli indicatori elaborati risultano scalabili e replicabili, contribuendo a riconoscere le economie di prossimità come infrastrutture socio-economiche fondamentali per la qualità urbana, l’equità territoriale e la sostenibilità dei sistemi locali.

Economie di prossimità e polarità territoriali: geografie interregionali

Tamini, Luca
2026-01-01

Abstract

Il contributo analizza le economie urbane di prossimità nelle regioni Piemonte, Lombardia e Veneto, proponendo una lettura interregionale delle loro strutture, dinamiche evolutive e condizioni di fragilità. A partire dai dati ASIA-Istat sulle unità locali, l’economia di prossimità è articolata in quattro famiglie funzionali: commercio al dettaglio, somministrazione di alimenti e bevande, artigianato di prossimità, attività direzionali e di servizio. Tale classificazione consente di costruire un indicatore strutturale capace di distinguere comuni con funzioni posizionali, complementari, direzionali, locali o prossime alla desertificazione. L’analisi dinamica delle variazioni 2021-2023 evidenzia processi differenziati di trasformazione delle reti locali: potenziamento dell’attrattività, consolidamento commerciale, sostituzione funzionale, terziarizzazione, equilibrio o contrazione. A questi elementi si affianca la valutazione della competitività esercitata dalle grandi polarità commerciali e del tempo libero, misurata attraverso i bacini di prossimità veicolare e la loro sovrapposizione territoriale. La combinazione tra struttura locale, dinamiche evolutive e pressione competitiva permette di definire un indicatore di potenziale fragilità dell’economia urbana di prossimità. I risultati mostrano che le reti più solide, spesso associate a centralità urbane, comuni turistici o poli di servizio, presentano minori livelli di fragilità; al contrario, le condizioni più critiche interessano comuni montani, aree interne, contesti periurbani e realtà con reti locali deboli o in contrazione. L’indagine conferma che la fragilità delle economie di prossimità non dipende unicamente dalla competizione dei grandi attrattori commerciali, ma deriva dall’interazione tra caratteristiche intrinseche dei sistemi locali, traiettorie evolutive e fattori territoriali esterni. Le polarità commerciali agiscono dunque come acceleratori di tendenze già in atto, più che come cause dirette e univoche di declino. L’approccio proposto offre una base conoscitiva utile per orientare politiche di pianificazione, programmazione e valutazione a scala sovralocale, anche in relazione agli effetti del PNRR. Pur con alcuni limiti legati alla disponibilità e all’aggiornamento dei dati, gli indicatori elaborati risultano scalabili e replicabili, contribuendo a riconoscere le economie di prossimità come infrastrutture socio-economiche fondamentali per la qualità urbana, l’equità territoriale e la sostenibilità dei sistemi locali.
2026
Territorializzare il PNRR in Piemonte, Lombardia e Veneto. Un Atlante
9791259532916
The contribution analyses urban proximity economies in the regions of Piedmont, Lombardy, and Veneto, providing an interregional interpretation of their structures, evolutionary dynamics, and conditions of fragility. Drawing on ASIA-Istat data on local units, proximity economy is articulated into four functional categories: retail trade, food and beverage services, proximity-based craft activities, and business and service functions. This classification enables the construction of a structural indicator capable of distinguishing municipalities with positional, complementary, service-oriented, local, or near-desertification profiles. The dynamic analysis of changes over the 2021–2023 period highlights differentiated processes of transformation within local networks: strengthening of attractiveness, commercial consolidation, functional substitution, tertiarisation, equilibrium, or contraction. These dimensions are complemented by an assessment of the competitive pressure exerted by major retail and leisure attractors, measured through vehicular proximity catchment areas and their territorial overlap. The combination of local structure, evolutionary dynamics, and competitive pressure makes it possible to define an indicator of the potential fragility of urban proximity economies. The results show that more robust networks, often associated with urban centralities, tourist municipalities, or service hubs, display lower levels of fragility. Conversely, the most critical conditions are found in mountain municipalities, inner areas, peri-urban contexts, and localities characterised by weak or contracting local networks. The study confirms that the fragility of proximity economies does not depend solely on competition from major retail attractors, but results from the interaction between the intrinsic characteristics of local systems, their evolutionary trajectories, and external territorial factors. Retail polarities therefore act as accelerators of ongoing trends rather than as direct and unequivocal causes of decline. The proposed approach provides a useful knowledge base for informing planning, programming, and evaluation policies at the supra-local scale, including in relation to the effects of the NRRP. Despite certain limitations concerning data availability and updating, the indicators developed are scalable and replicable, contributing to the recognition of proximity economies as fundamental socio-economic infrastructures for urban quality, territorial equity, and the sustainability of local systems.
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Utilizza questo identificativo per citare o creare un link a questo documento: https://hdl.handle.net/11311/1314288
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