Il Piano urbano della natura (Urban Nature Plan) è il nuovo strumento strategico promosso a livello europeo per guidare le città nella tutela della biodiversità, nel ripristino degli ecosistemi urbani e nella costruzione di infrastrutture verdi e blu funzionali alla resilienza climatica. Questo strumento è richiamato dalla Urban Nature Plan Guidance della Commissione Europea (2024), che definisce i piani di inverdimento urbano come quadri integrati capaci di formalizzare l’impegno delle città nel promuovere e tutelare la natura urbana, in allineamento con il Regolamento europeo sul ripristino della natura (Regolamento UE 2024/1991). In Italia, il riferimento principale è costituito dalle Linee guida per la gestione del verde urbano (MATTM, 2017), che definivano il Piano del verde come strumento volontario integrativo della pianificazione urbanistica, finalizzato a delineare un profilo verde della città basato su conoscenza del patrimonio naturale, connessioni ecologiche e interventi strategici. Tuttavia, i cambiamenti introdotti dalla Strategia Europea della Biodiversità al 2030 rendono oggi necessaria l’evoluzione da Piano del verde a Piano urbano della natura, strumento strategico orientato alla tutela e all’incremento della biodiversità. L’Unione Europea chiede a tutte le città con oltre 20.000 abitanti di adottare entro il 2030 un Piano urbano della natura integrato nella pianificazione urbanistica. Tali piani devono prevedere misure concrete come la creazione e riqualificazione di parchi e boschi urbani, infrastrutture verdi diffuse (tetti e pareti verdi, orti, strade alberate), rinaturalizzazione degli spazi, limitazione di pratiche dannose come l’uso dei pesticidi e la falciatura eccessiva, e potenziamento della connettività ecologica. A livello europeo, diversi Paesi hanno già sviluppato linee guida nazionali, confermando la centralità degli obiettivi condivisi: migliorare la qualità della vita, contrastare gli effetti del cambiamento climatico e arrestare la perdita di biodiversità. Il contesto italiano presenta un quadro eterogeneo: solo il 15% dei capoluoghi dispone attualmente di un Piano del verde, ma il numero è in crescita, in particolare dal 2021 in poi. La diversità ecologica del territorio nazionale – espressa dalle sue ecoregioni – richiede che ogni Piano urbano della natura sia adattato alle specificità locali, calibrando dati, priorità e modelli di governance. Queste linee guida hanno l’obiettivo di fornire a progettisti, rappresentanti e tecnici delle amministrazioni comunali strumenti, indicazioni, riferimenti e buone pratiche per elaborare i Piani urbani della natura in Italia. Il documento è stato elaborato nell’ambito delle attività di ricerca svolte dal National Biodiversity Future Center (NBFC) [2022-25], il primo centro nazionale di ricerca e innovazione dedicato alla biodiversità, finanziato dal MUR attraverso i fondi dell’Unione Europea - NextGenerationEU. In particolare, nell’ambito dello Spoke 5 di NBFC, dedicato allo studio della biodiversità nei contesti urbani, è stata condotta una lettura dello stato dell’arte di politiche, piani e progetti per la biodiversità urbana nel nostro paese, a cui è seguito un approfondimento sui Piani urbani della natura. Il presente documento rappresenta uno degli esiti di tale lavoro.

Linee guida per i Piani urbani della natura

M. C. Pastore;A. Lapenna;L. Lazzarini;I. Mahmoud;M. Sandulli;F. Zanotto
2026-01-01

Abstract

Il Piano urbano della natura (Urban Nature Plan) è il nuovo strumento strategico promosso a livello europeo per guidare le città nella tutela della biodiversità, nel ripristino degli ecosistemi urbani e nella costruzione di infrastrutture verdi e blu funzionali alla resilienza climatica. Questo strumento è richiamato dalla Urban Nature Plan Guidance della Commissione Europea (2024), che definisce i piani di inverdimento urbano come quadri integrati capaci di formalizzare l’impegno delle città nel promuovere e tutelare la natura urbana, in allineamento con il Regolamento europeo sul ripristino della natura (Regolamento UE 2024/1991). In Italia, il riferimento principale è costituito dalle Linee guida per la gestione del verde urbano (MATTM, 2017), che definivano il Piano del verde come strumento volontario integrativo della pianificazione urbanistica, finalizzato a delineare un profilo verde della città basato su conoscenza del patrimonio naturale, connessioni ecologiche e interventi strategici. Tuttavia, i cambiamenti introdotti dalla Strategia Europea della Biodiversità al 2030 rendono oggi necessaria l’evoluzione da Piano del verde a Piano urbano della natura, strumento strategico orientato alla tutela e all’incremento della biodiversità. L’Unione Europea chiede a tutte le città con oltre 20.000 abitanti di adottare entro il 2030 un Piano urbano della natura integrato nella pianificazione urbanistica. Tali piani devono prevedere misure concrete come la creazione e riqualificazione di parchi e boschi urbani, infrastrutture verdi diffuse (tetti e pareti verdi, orti, strade alberate), rinaturalizzazione degli spazi, limitazione di pratiche dannose come l’uso dei pesticidi e la falciatura eccessiva, e potenziamento della connettività ecologica. A livello europeo, diversi Paesi hanno già sviluppato linee guida nazionali, confermando la centralità degli obiettivi condivisi: migliorare la qualità della vita, contrastare gli effetti del cambiamento climatico e arrestare la perdita di biodiversità. Il contesto italiano presenta un quadro eterogeneo: solo il 15% dei capoluoghi dispone attualmente di un Piano del verde, ma il numero è in crescita, in particolare dal 2021 in poi. La diversità ecologica del territorio nazionale – espressa dalle sue ecoregioni – richiede che ogni Piano urbano della natura sia adattato alle specificità locali, calibrando dati, priorità e modelli di governance. Queste linee guida hanno l’obiettivo di fornire a progettisti, rappresentanti e tecnici delle amministrazioni comunali strumenti, indicazioni, riferimenti e buone pratiche per elaborare i Piani urbani della natura in Italia. Il documento è stato elaborato nell’ambito delle attività di ricerca svolte dal National Biodiversity Future Center (NBFC) [2022-25], il primo centro nazionale di ricerca e innovazione dedicato alla biodiversità, finanziato dal MUR attraverso i fondi dell’Unione Europea - NextGenerationEU. In particolare, nell’ambito dello Spoke 5 di NBFC, dedicato allo studio della biodiversità nei contesti urbani, è stata condotta una lettura dello stato dell’arte di politiche, piani e progetti per la biodiversità urbana nel nostro paese, a cui è seguito un approfondimento sui Piani urbani della natura. Il presente documento rappresenta uno degli esiti di tale lavoro.
2026
CNR Edizioni
978 88 8080 862 6
piani urbani della natura, biodiversità, pianificazione, natura, infrastrutture verdi e blu
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Utilizza questo identificativo per citare o creare un link a questo documento: https://hdl.handle.net/11311/1313325
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