This essay investigates comfort as a design paradigm, showing how its spatial and symbolic meaning, which emerged in the modern domestic interior, has extended to contemporary urban space in the form of surveilled and reassuring environments. This often exclusionary vision is questioned through research conducted in North Turin, in the Aurora and Barriera neighbourhoods, where anti-domestic conditions emerge in relation to abandoned sites, informal practices and heterogeneous uses. Considering discomfort as a design resource, the research explores strategies that valorize uncertainty and plurality, drawing on the notions of unheimlich, delinking and opacity. The city thus appears as a complex terrain, where instability becomes opportunity for new forms of coexistence.

Il contributo indaga il comfort come paradigma progettuale, mostrando come la sua accezione spaziale e simbolica, nata nell’interno domestico moderno, si sia estesa allo spazio urbano contemporaneo sotto forma di ambienti controllati e rassicuranti. Questa visione, spesso escludente, viene problematizzata attraverso una ricerca condotta a Torino Nord, nei quartieri Aurora e Barriera, dove emergono condizioni antidomestiche legate a spazi dismessi, pratiche informali e usi eterogenei. Considerando il discomfort come risorsa progettuale, si esplorano strategie che valorizzano incertezza e pluralità, richiamando le nozioni di unheimlich, delinking e opacità. La città appare così come un terreno complesso, in cui l’instabilità diventa occasione per nuove forme di coesistenza.

Abitare lungo i margini. Opacità e pratiche urbane anti-domestiche a Torino Nord / Inhabiting the Margins. Opacity and Anti-domestic Urban Practices in North Turin

Filippo Lorenzo Balma
2026-01-01

Abstract

This essay investigates comfort as a design paradigm, showing how its spatial and symbolic meaning, which emerged in the modern domestic interior, has extended to contemporary urban space in the form of surveilled and reassuring environments. This often exclusionary vision is questioned through research conducted in North Turin, in the Aurora and Barriera neighbourhoods, where anti-domestic conditions emerge in relation to abandoned sites, informal practices and heterogeneous uses. Considering discomfort as a design resource, the research explores strategies that valorize uncertainty and plurality, drawing on the notions of unheimlich, delinking and opacity. The city thus appears as a complex terrain, where instability becomes opportunity for new forms of coexistence.
2026
Il contributo indaga il comfort come paradigma progettuale, mostrando come la sua accezione spaziale e simbolica, nata nell’interno domestico moderno, si sia estesa allo spazio urbano contemporaneo sotto forma di ambienti controllati e rassicuranti. Questa visione, spesso escludente, viene problematizzata attraverso una ricerca condotta a Torino Nord, nei quartieri Aurora e Barriera, dove emergono condizioni antidomestiche legate a spazi dismessi, pratiche informali e usi eterogenei. Considerando il discomfort come risorsa progettuale, si esplorano strategie che valorizzano incertezza e pluralità, richiamando le nozioni di unheimlich, delinking e opacità. La città appare così come un terreno complesso, in cui l’instabilità diventa occasione per nuove forme di coesistenza.
domestic
Turin
discomfort
opacity
urban interior
urban design
domestic space
coexistence
delinking
uncanny
Torino
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