La nuova direttiva europea EPBD (Energy Performance of Buildings Directive) mira alla decarbonizzazione del parco edilizio entro il 2050, attraverso la riduzione dell’energia primaria e l’eliminazione dei combustibili fossili. In vista del suo recepimento in Italia, entro il 2026, questo studio si interroga sull’efficacia economica e ambientale delle misure previste. Per rispondere, è stato sviluppato e utilizzato un modello multi-periodo che restituisce il mix tecnologico di minimo costo per il soddisfacimento della domanda nel rispetto di vincoli tecnici ed emissivi. Il modello include diverse soluzioni tecnologiche e un grande dettaglio geografico per rappresentare le diverse nicchie di domanda e offerta. Per l’analisi, sono stati analizzati tre scenari: con le sole misure EPBD, con la sola riduzione delle emissioni, e una combinazione dei precedenti. I risultati mostrano che le sole misure previste dall’EPBD non bastano a raggiungere la decarbonizzazione entro il 2050. Le pompe di calore aria-aria hanno un ruolo rilevante nello scenario con misure EPBD, ma altre tecnologie per la decarbonizzazione restano poco diffuse, come il teleriscaldamento, le pompe di calore idroniche e ibride, e la biomassa. Anche il tasso di riqualificazione è insufficiente nella seconda metà del periodo, risultando complessivamente in una rilevante presenza di gas fossile. Lo studio evidenzia come l’EPBD vada recepita con attenzione per evitare percorsi non ottimali e poco efficienti.

Per una EPBD sulla giusta strada verso la decarbonizzazione

M. Pozzi;G. Muliere;F. Fattori;M. Motta
2026-01-01

Abstract

La nuova direttiva europea EPBD (Energy Performance of Buildings Directive) mira alla decarbonizzazione del parco edilizio entro il 2050, attraverso la riduzione dell’energia primaria e l’eliminazione dei combustibili fossili. In vista del suo recepimento in Italia, entro il 2026, questo studio si interroga sull’efficacia economica e ambientale delle misure previste. Per rispondere, è stato sviluppato e utilizzato un modello multi-periodo che restituisce il mix tecnologico di minimo costo per il soddisfacimento della domanda nel rispetto di vincoli tecnici ed emissivi. Il modello include diverse soluzioni tecnologiche e un grande dettaglio geografico per rappresentare le diverse nicchie di domanda e offerta. Per l’analisi, sono stati analizzati tre scenari: con le sole misure EPBD, con la sola riduzione delle emissioni, e una combinazione dei precedenti. I risultati mostrano che le sole misure previste dall’EPBD non bastano a raggiungere la decarbonizzazione entro il 2050. Le pompe di calore aria-aria hanno un ruolo rilevante nello scenario con misure EPBD, ma altre tecnologie per la decarbonizzazione restano poco diffuse, come il teleriscaldamento, le pompe di calore idroniche e ibride, e la biomassa. Anche il tasso di riqualificazione è insufficiente nella seconda metà del periodo, risultando complessivamente in una rilevante presenza di gas fossile. Lo studio evidenzia come l’EPBD vada recepita con attenzione per evitare percorsi non ottimali e poco efficienti.
2026
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