Collective memory is not a collection of documents and recollections, but an active, selective, and often fragmentary construction. Archives, as cultural devices, do not merely preserve: they articulate what is remembered and what can be forgotten. This contribution investigates how, in the context of digital writing practices, such strategies of recording can generate models that weave together memories, testimonies, documents, and interpretations, involving both people and materials. From this perspective, we present Design Philology, an experimental platform for archiving, exploration, and narration developed by the Department of Design at Politecnico di Milano. The platform investigates the potential of the archive as a space for open and plural writing, assuming partiality as a generative condition. The analysis focuses on the authorial sections of the archive (Narrazioni and Timeline) where the interface takes on a curatorial role, enabling the construction of interpretive and narrative paths. In these sections, the writing model allows authors to rewrite the archive through operations of montage, juxtaposition, and the articulation of relationships between contents. Archival materials, images, paratexts, institutional documents, personal testimonies, and multimedia contributions combine across different temporal and relational layers, giving shape to compositions that make visible thematic, biographical, or personal perspectives, and to partial and plural forms of memory-writing. In this context, Design Philology positions itself as an experimental prototype of digital mnēmography: an attempt to write institutional memory by exploring the complexity, incompleteness, and partiality of archival materials, as well as the multiplicity of those who have lived, interpreted, and transmitted this history.

La memoria collettiva non è una collezione di documenti e ricordi, ma una costruzione attiva, selettiva, spesso frammentaria. Gli archivi, in quanto dispositivi culturali, non si limitano a conservare: articolano ciò che viene ricordato e ciò che può essere dimenticato. Questo contributo indaga come, nel contesto di forme di scrittura digitale, tali strategie di registrazione possano generare modelli che intrecciano ricordi, testimonianze, documenti e interpretazioni, coinvolgendo persone e materiali. In questa prospettiva, presentiamo Design Philology, una piattaforma sperimentale di archivio, esplorazione e racconto sviluppata dal Dipartimento di Design del Politecnico di Milano, che indaga le potenzialità dell’archivio come spazio di scrittura aperta e plurivoca, assumendo la parzialità come condizione generativa. L’analisi si concentra sulle sezioni autoriali dell’archivio, Narrazioni e Timeline, in cui l’interfaccia assume un ruolo curatoriale, capace di costruire percorsi di lettura e interpretazione. In queste sezioni, il modello di scrittura consente agli autori di riscrivere l’archivio attraverso operazioni di montaggio, affiancamento e articolazione di relazioni tra contenuti. Materiali d’archivio, immagini, peritesti, documenti istituzionali, testimonianze e contributi multimediali si combinano su piani temporali e relazionali differenti, dando forma a composizioni capaci di evidenziare punti di vista tematici, biografici o personali, e a scritture parziali e plurali della memoria. Design Philology, in questo contesto, si propone come prototipo sperimentale di mnemografia digitale: un esperimento di scrittura della memoria istituzionale che intende esplorare la complessità, l’incompletezza e la parzialità dei materiali d’archivio, così come la molteplicità di chi ha vissuto, interpretato e tramandato questa storia

Modelli di scrittura per archivi incompleti. Design Philology e la ricostruzione di memorie parziali

M. Quaggiotto
2025-01-01

Abstract

Collective memory is not a collection of documents and recollections, but an active, selective, and often fragmentary construction. Archives, as cultural devices, do not merely preserve: they articulate what is remembered and what can be forgotten. This contribution investigates how, in the context of digital writing practices, such strategies of recording can generate models that weave together memories, testimonies, documents, and interpretations, involving both people and materials. From this perspective, we present Design Philology, an experimental platform for archiving, exploration, and narration developed by the Department of Design at Politecnico di Milano. The platform investigates the potential of the archive as a space for open and plural writing, assuming partiality as a generative condition. The analysis focuses on the authorial sections of the archive (Narrazioni and Timeline) where the interface takes on a curatorial role, enabling the construction of interpretive and narrative paths. In these sections, the writing model allows authors to rewrite the archive through operations of montage, juxtaposition, and the articulation of relationships between contents. Archival materials, images, paratexts, institutional documents, personal testimonies, and multimedia contributions combine across different temporal and relational layers, giving shape to compositions that make visible thematic, biographical, or personal perspectives, and to partial and plural forms of memory-writing. In this context, Design Philology positions itself as an experimental prototype of digital mnēmography: an attempt to write institutional memory by exploring the complexity, incompleteness, and partiality of archival materials, as well as the multiplicity of those who have lived, interpreted, and transmitted this history.
2025
La memoria collettiva non è una collezione di documenti e ricordi, ma una costruzione attiva, selettiva, spesso frammentaria. Gli archivi, in quanto dispositivi culturali, non si limitano a conservare: articolano ciò che viene ricordato e ciò che può essere dimenticato. Questo contributo indaga come, nel contesto di forme di scrittura digitale, tali strategie di registrazione possano generare modelli che intrecciano ricordi, testimonianze, documenti e interpretazioni, coinvolgendo persone e materiali. In questa prospettiva, presentiamo Design Philology, una piattaforma sperimentale di archivio, esplorazione e racconto sviluppata dal Dipartimento di Design del Politecnico di Milano, che indaga le potenzialità dell’archivio come spazio di scrittura aperta e plurivoca, assumendo la parzialità come condizione generativa. L’analisi si concentra sulle sezioni autoriali dell’archivio, Narrazioni e Timeline, in cui l’interfaccia assume un ruolo curatoriale, capace di costruire percorsi di lettura e interpretazione. In queste sezioni, il modello di scrittura consente agli autori di riscrivere l’archivio attraverso operazioni di montaggio, affiancamento e articolazione di relazioni tra contenuti. Materiali d’archivio, immagini, peritesti, documenti istituzionali, testimonianze e contributi multimediali si combinano su piani temporali e relazionali differenti, dando forma a composizioni capaci di evidenziare punti di vista tematici, biografici o personali, e a scritture parziali e plurali della memoria. Design Philology, in questo contesto, si propone come prototipo sperimentale di mnemografia digitale: un esperimento di scrittura della memoria istituzionale che intende esplorare la complessità, l’incompletezza e la parzialità dei materiali d’archivio, così come la molteplicità di chi ha vissuto, interpretato e tramandato questa storia
Memory Writing, Digital Archives, Relational Ontology, Curatorial Narration, Institutional Memory
Scrittura Della Memoria, Archivi Digitali, Ontologia Relazionale, Narrazione Curatoriale, Memoria Istituzionale
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Utilizza questo identificativo per citare o creare un link a questo documento: https://hdl.handle.net/11311/1311182
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