Raccontiamo qui un percorso di sperimentazione didattica di cui ricorre quest’anno il decennale, avendo avuto inizio nell’a.a. 2013/2014. Un inizio più o meno casuale ma che si è imposto come una necessità da tempo avvertita. Si tratta di una esercitazione individuale chiamata Infopoesia proposta agli studenti nell’ambito del laboratorio di Sintesi Finale DensityDesign della Scuola del Design del Politecnico di Milano. Il neologismo, trovato in un Tweet da Paolo Ciuccarelli e da lui felicemente adottato, mette insieme i termini “informazione” e “poesia”, per marcare la spettacolarità estetica di alcune infografiche. Nel nostro caso, l’Infopoesia è divenuta una forma poetico-artistica della visualizzazione dei dati, dove il designer è libero di esprimere il proprio punto di vista sulle realtà che i dati rappresentano, spesso asetticamente, con lo scopo di “far sentire” emotivamente i loro contenuti, più che a “farli vedere”. L’aspetto sperimentale non consiste quindi nella verifica empirica di un progetto nelle sue fasi più evolute, quanto nel procedere per esplorazioni continue alla ricerca di possibilità espressive altre rispetto a quelle consuete e proprie della data visualization. Le sperimentazioni riguardano anche i media usati, dal video al poster, dal libro a modelli tridimensionali, fino ad artefatti non convenzionali. In questo senso, uno dei concetti-chiave è quello di “traduzione”: dai dati presenti come entità inespressive nel web alla loro trasformazione in metafore eloquenti. Nel corso degli anni sono state descritte realtà sociali, culturali e ambientali, liberamente scelte dagli studenti. Dentro ogni infopoesia si rivelano così storie di solitudine e disagio così come di conflitti o derivanti da disastri ecologici. Negli ultimi due anni è stato invece affrontato il tema della riappropriazione dei dati di natura pubblica e di natura “privata”, focalizzandosi nello specifico sul rapporto fra soggetto e tecnologia, recuperando e trasformando in metafore poetiche le innumerevoli tracce digitali che ognuno lascia sul web. Una selezione dei lavori di questi ultimi due anni è oggetto di una mostra alla biblioteca della Technische Universität di Darmstadt (vedi documenti) nell’ambito di una serie di esposizioni sul tema “Die Poesie der Daten” (titolo ispirato proprio dall’infopoesia). La narrazione che proponiamo si prefigge di ricostruire sia la metodologia via via affinata nel corso di questo decennio, sia di ripercorrere la varietà dei temi affrontati, anche per mettere in evidenza l’inevitabile, ma spesso dimenticata, connessione fra il design della comunicazione e la complessità dei contenuti della realtà sociale. Attraverso la presentazione delle infopoesie più riuscite e la ricostruzione di alcuni percorsi progettuali (dalla scelta del dataset alla metafora che li interpreta), la nostra narrazione è anche una occasione per delineare un modello di espressione che si situa fra l’attenta metodologia del design e l’immaginazione artistica.

Infopoetry / Infopoesia. Data Visualisation between Design Method and Artistic Expression: an Experimentation Infopoesia / Infopoetry. La visualizzazione dei dati tra metodo progettuale ed espressione artistica: una sperimentazione

Salvatore, Zingale;Arianna, Bellantuono
2025-01-01

Abstract

Raccontiamo qui un percorso di sperimentazione didattica di cui ricorre quest’anno il decennale, avendo avuto inizio nell’a.a. 2013/2014. Un inizio più o meno casuale ma che si è imposto come una necessità da tempo avvertita. Si tratta di una esercitazione individuale chiamata Infopoesia proposta agli studenti nell’ambito del laboratorio di Sintesi Finale DensityDesign della Scuola del Design del Politecnico di Milano. Il neologismo, trovato in un Tweet da Paolo Ciuccarelli e da lui felicemente adottato, mette insieme i termini “informazione” e “poesia”, per marcare la spettacolarità estetica di alcune infografiche. Nel nostro caso, l’Infopoesia è divenuta una forma poetico-artistica della visualizzazione dei dati, dove il designer è libero di esprimere il proprio punto di vista sulle realtà che i dati rappresentano, spesso asetticamente, con lo scopo di “far sentire” emotivamente i loro contenuti, più che a “farli vedere”. L’aspetto sperimentale non consiste quindi nella verifica empirica di un progetto nelle sue fasi più evolute, quanto nel procedere per esplorazioni continue alla ricerca di possibilità espressive altre rispetto a quelle consuete e proprie della data visualization. Le sperimentazioni riguardano anche i media usati, dal video al poster, dal libro a modelli tridimensionali, fino ad artefatti non convenzionali. In questo senso, uno dei concetti-chiave è quello di “traduzione”: dai dati presenti come entità inespressive nel web alla loro trasformazione in metafore eloquenti. Nel corso degli anni sono state descritte realtà sociali, culturali e ambientali, liberamente scelte dagli studenti. Dentro ogni infopoesia si rivelano così storie di solitudine e disagio così come di conflitti o derivanti da disastri ecologici. Negli ultimi due anni è stato invece affrontato il tema della riappropriazione dei dati di natura pubblica e di natura “privata”, focalizzandosi nello specifico sul rapporto fra soggetto e tecnologia, recuperando e trasformando in metafore poetiche le innumerevoli tracce digitali che ognuno lascia sul web. Una selezione dei lavori di questi ultimi due anni è oggetto di una mostra alla biblioteca della Technische Universität di Darmstadt (vedi documenti) nell’ambito di una serie di esposizioni sul tema “Die Poesie der Daten” (titolo ispirato proprio dall’infopoesia). La narrazione che proponiamo si prefigge di ricostruire sia la metodologia via via affinata nel corso di questo decennio, sia di ripercorrere la varietà dei temi affrontati, anche per mettere in evidenza l’inevitabile, ma spesso dimenticata, connessione fra il design della comunicazione e la complessità dei contenuti della realtà sociale. Attraverso la presentazione delle infopoesie più riuscite e la ricostruzione di alcuni percorsi progettuali (dalla scelta del dataset alla metafora che li interpreta), la nostra narrazione è anche una occasione per delineare un modello di espressione che si situa fra l’attenta metodologia del design e l’immaginazione artistica.
2025
Design Philology Essays. Issue One
9788835183013
Visualizzazione dati, Sperimentazione, Traduzione, Information design, Espressione artistica
File in questo prodotto:
File Dimensione Formato  
eng_07.pdf

accesso aperto

Descrizione: Infopoetry / Infopoesia. Data Visualisation between Design Method and Artistic Expression: an Experimentation
: Publisher’s version
Dimensione 2.86 MB
Formato Adobe PDF
2.86 MB Adobe PDF Visualizza/Apri
ita_07.pdf

accesso aperto

Descrizione: Infopoesia / Infopoetry. La visualizzazione dei dati tra metodo progettuale ed espressione artistica: una sperimentazione
: Publisher’s version
Dimensione 2.45 MB
Formato Adobe PDF
2.45 MB Adobe PDF Visualizza/Apri

I documenti in IRIS sono protetti da copyright e tutti i diritti sono riservati, salvo diversa indicazione.

Utilizza questo identificativo per citare o creare un link a questo documento: https://hdl.handle.net/11311/1311099
Citazioni
  • ???jsp.display-item.citation.pmc??? ND
  • Scopus ND
  • ???jsp.display-item.citation.isi??? ND
social impact