La particolare forma topografica dell’area si inscrive nel “tridente” infrastrutturale già evidente nella mappa seicentesca del Bertazzolo che strutturava la campagna oltre Porta Predella, determinato dal ruolo difensivo del Lago del Paiolo e della tenaglia militare della Predella. Nella campagna, dove si istituiva quella dialettica pieno/vuoto complementare al tessuto compatto della città – costituitosi per aggregazione intorno ai vuoti delle corti e delle piazze –, i recinti extraurbani come quelli del Te o del Labirinto costituivano l’atto fondativo per definire l’interno costruito da un esterno indeterminato. L’attuale morfologia dell’area registra una forma insediativa urbano-rurale a bassa densità, additiva e composita, più che periferica. Alla frammentazione dell’intorno, il progetto risponde con l’enunciato di un atto insediativo chiaro: un recinto fondativo articolato all’interno da un sistema di corti passanti. Il principio ordinatore del recinto rompe il tradizionale isolamento della scuola come microcosmo a sé, all’interno di una recinzione. Non una ulteriore disposizione di volumi, dunque, ma una architettura-recinto nitida all’esterno (la lecorbusieriana masque de simplicité) e permeabile al suo interno, scavata e articolata da un sistema di corti passanti e edifici primari che garantiscono praticabilità pubblica e relazioni urbane tra i diversi assi del “tridente”. Il recinto contiene e registra l’articolazione dei volumi primari corrispondenti ai servizi condivisi dalla comunità privilegiando, come le ville rustiche, il dialogo continuo tra architettura e paesaggio. Il recinto contiene e registra l’articolazione dei volumi primari riconoscibili dalla parete-diaframma, corrispondenti ai servizi condivisi dalla comunità, privilegiando come nelle antiche ville rustiche il dialogo continuo tra architettura e paesaggio. All’esterno, le avancorti attrezzano uno spazio pubblico dotato di parcheggi, giardini, campi sportivi e playground. Lungo l’asse centrale a baionetta, incentrato sul neo-tipo dell’Anello Verde, la scuola si articola in un sistema di luoghi-spazio in analogia con i luoghi della città: edifici pubblici, corti, giardini, interni urbani, spazi specializzati. Le corti o!rono spazi verdi disegnati per la didattica outdoor, definendo zone di quiete e gioco attivo, lavoro individuale e a gruppi. Anche all’interno, l’architettura educatrice costruisce luoghi-spazio secondo codici figurativi e$non esclusivamente pedagogici. “Lo spazio architettonico non è solo un fattore attivo nell’influenzare le condizioni di apprendimento e sviluppo, ma è anche un elemento costitutivo nella formazione del pensiero e uno strumento specifico di conoscenza critica, culturale e immaginifica della realtà. Organizzare lo spazio dell’istruzione significa organizzare la metafora della conoscenza” (L.A. Pezzetti).
Architettura Educatrice in forma di città
Laura A. Pezzetti;H. Khanamiryan;I. Nalchajyan
2026-01-01
Abstract
La particolare forma topografica dell’area si inscrive nel “tridente” infrastrutturale già evidente nella mappa seicentesca del Bertazzolo che strutturava la campagna oltre Porta Predella, determinato dal ruolo difensivo del Lago del Paiolo e della tenaglia militare della Predella. Nella campagna, dove si istituiva quella dialettica pieno/vuoto complementare al tessuto compatto della città – costituitosi per aggregazione intorno ai vuoti delle corti e delle piazze –, i recinti extraurbani come quelli del Te o del Labirinto costituivano l’atto fondativo per definire l’interno costruito da un esterno indeterminato. L’attuale morfologia dell’area registra una forma insediativa urbano-rurale a bassa densità, additiva e composita, più che periferica. Alla frammentazione dell’intorno, il progetto risponde con l’enunciato di un atto insediativo chiaro: un recinto fondativo articolato all’interno da un sistema di corti passanti. Il principio ordinatore del recinto rompe il tradizionale isolamento della scuola come microcosmo a sé, all’interno di una recinzione. Non una ulteriore disposizione di volumi, dunque, ma una architettura-recinto nitida all’esterno (la lecorbusieriana masque de simplicité) e permeabile al suo interno, scavata e articolata da un sistema di corti passanti e edifici primari che garantiscono praticabilità pubblica e relazioni urbane tra i diversi assi del “tridente”. Il recinto contiene e registra l’articolazione dei volumi primari corrispondenti ai servizi condivisi dalla comunità privilegiando, come le ville rustiche, il dialogo continuo tra architettura e paesaggio. Il recinto contiene e registra l’articolazione dei volumi primari riconoscibili dalla parete-diaframma, corrispondenti ai servizi condivisi dalla comunità, privilegiando come nelle antiche ville rustiche il dialogo continuo tra architettura e paesaggio. All’esterno, le avancorti attrezzano uno spazio pubblico dotato di parcheggi, giardini, campi sportivi e playground. Lungo l’asse centrale a baionetta, incentrato sul neo-tipo dell’Anello Verde, la scuola si articola in un sistema di luoghi-spazio in analogia con i luoghi della città: edifici pubblici, corti, giardini, interni urbani, spazi specializzati. Le corti o!rono spazi verdi disegnati per la didattica outdoor, definendo zone di quiete e gioco attivo, lavoro individuale e a gruppi. Anche all’interno, l’architettura educatrice costruisce luoghi-spazio secondo codici figurativi e$non esclusivamente pedagogici. “Lo spazio architettonico non è solo un fattore attivo nell’influenzare le condizioni di apprendimento e sviluppo, ma è anche un elemento costitutivo nella formazione del pensiero e uno strumento specifico di conoscenza critica, culturale e immaginifica della realtà. Organizzare lo spazio dell’istruzione significa organizzare la metafora della conoscenza” (L.A. Pezzetti).| File | Dimensione | Formato | |
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