Il progetto del Loft A di Carlo Donati interpreta lo spazio domestico come un’esperienza percettiva e narrativa, da attraversare nel tempo più che da osservare staticamente. L’abitazione, ottenuta dall’unione di più unità preesistenti nel contesto milanese, si configura come un campo fluido e continuo, in cui geometrie curve, variazioni di quota e l’uso strategico del colore – in particolare il rosso dell’ingresso – guidano il movimento e la percezione del corpo nello spazio. L’organizzazione interna supera la tradizionale suddivisione in ambienti, privilegiando sequenze spaziali aperte e interconnesse, in cui luce, materiali e arredi contribuiscono attivamente alla costruzione dell’esperienza abitativa. Il living, più neutro e luminoso, introduce un equilibrio percettivo, mentre elementi come patii, piscina e connessioni verticali rafforzano la continuità tra interno ed esterno e tra le diverse funzioni della casa. Nel complesso, il progetto si definisce come un’architettura sensoriale e immersiva, in cui spazio, colore e materia operano congiuntamente per generare una fruizione lenta, corporea e consapevole dell’abitare.

Il Loft A di Carlo Donati. Lo spazio domestico come campo percettivo attraversabile

Isabella Giola
2026-01-01

Abstract

Il progetto del Loft A di Carlo Donati interpreta lo spazio domestico come un’esperienza percettiva e narrativa, da attraversare nel tempo più che da osservare staticamente. L’abitazione, ottenuta dall’unione di più unità preesistenti nel contesto milanese, si configura come un campo fluido e continuo, in cui geometrie curve, variazioni di quota e l’uso strategico del colore – in particolare il rosso dell’ingresso – guidano il movimento e la percezione del corpo nello spazio. L’organizzazione interna supera la tradizionale suddivisione in ambienti, privilegiando sequenze spaziali aperte e interconnesse, in cui luce, materiali e arredi contribuiscono attivamente alla costruzione dell’esperienza abitativa. Il living, più neutro e luminoso, introduce un equilibrio percettivo, mentre elementi come patii, piscina e connessioni verticali rafforzano la continuità tra interno ed esterno e tra le diverse funzioni della casa. Nel complesso, il progetto si definisce come un’architettura sensoriale e immersiva, in cui spazio, colore e materia operano congiuntamente per generare una fruizione lenta, corporea e consapevole dell’abitare.
2026
CARLO DONATI, RESIDENZE ITALIANE, LOFT MILANESE, IOARCH
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