The article examines the 'Piano d’uso collettivo a Gramsci', a work created by the artist Giò Pomodoro in Ales in 1977 in memory of Antonio Gramsci. A compelling example of the potential dialogue between art and architecture, the work enabled Pomodoro to advance a new model of public art based on principles that remain highly relevant today. Central among these is the idea of countering monumentality with “use value”, conceiving art as a means of creating spaces for community gathering and responding to people’s actual needs, particularly in the contested environments of urban peripheries. This principle is complemented by the idea that the work should be firmly rooted in the anthropological and social context in which it is created, as well as by the active participation of citizens in its conception and implementation. The result is a genuine form of public art, imbued with civic values, even when - as in the case of the 'Piano' - its creation is not initiated or promoted by public institutions.

L’articolo analizza il piano d’uso collettivo a Gramsci, opera realizzata in memoria di Antonio Gramsci ad Ales dall’artista Gio' Pomodoro nel 1977. Perfetto esempio del dialogo possibile tra arte e architettura, con quest’opera Pomodoro ha promosso un nuovo modello di arte pubblica fondata su alcuni temi ancora oggi attuali, come l’idea di contrapporre alla monumentalità il “valore d’uso” per un’arte capace di creare luoghi di aggregazione per la comunità e di rispondere alle sue esigenze reali, soprattutto nelle realtà conflittuali delle periferie urbane. Principio che si affianca a quello del radicamento dell’opera nella realtà antropologica e sociale in cui è destinata a sorgere e, ancora, a quello della partecipazione della cittadinanza nel processo ideativo e realizzativo dell’opera stessa. Il risultato è una vera arte pubblica, ricca di valori civili, anche quando, come nel caso del piano, non sono le istituzioni pubbliche a farsi promotrici della realizzazione.

Il piano d’uso collettivo a Gramsci, proposta di Gio' Pomodoro per un nuovo modello di arte pubblica

Usai Giacomo
2025-01-01

Abstract

The article examines the 'Piano d’uso collettivo a Gramsci', a work created by the artist Giò Pomodoro in Ales in 1977 in memory of Antonio Gramsci. A compelling example of the potential dialogue between art and architecture, the work enabled Pomodoro to advance a new model of public art based on principles that remain highly relevant today. Central among these is the idea of countering monumentality with “use value”, conceiving art as a means of creating spaces for community gathering and responding to people’s actual needs, particularly in the contested environments of urban peripheries. This principle is complemented by the idea that the work should be firmly rooted in the anthropological and social context in which it is created, as well as by the active participation of citizens in its conception and implementation. The result is a genuine form of public art, imbued with civic values, even when - as in the case of the 'Piano' - its creation is not initiated or promoted by public institutions.
2025
L’articolo analizza il piano d’uso collettivo a Gramsci, opera realizzata in memoria di Antonio Gramsci ad Ales dall’artista Gio' Pomodoro nel 1977. Perfetto esempio del dialogo possibile tra arte e architettura, con quest’opera Pomodoro ha promosso un nuovo modello di arte pubblica fondata su alcuni temi ancora oggi attuali, come l’idea di contrapporre alla monumentalità il “valore d’uso” per un’arte capace di creare luoghi di aggregazione per la comunità e di rispondere alle sue esigenze reali, soprattutto nelle realtà conflittuali delle periferie urbane. Principio che si affianca a quello del radicamento dell’opera nella realtà antropologica e sociale in cui è destinata a sorgere e, ancora, a quello della partecipazione della cittadinanza nel processo ideativo e realizzativo dell’opera stessa. Il risultato è una vera arte pubblica, ricca di valori civili, anche quando, come nel caso del piano, non sono le istituzioni pubbliche a farsi promotrici della realizzazione.
sintesi delle arti, arte collettiva, partecipazione, valore d’uso dell’arte
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