Il progetto Bosco in Transizione per la rigenerazione paesaggistica delle aree centrali di Olia Speciosa (Castiadas) si configura come un dispositivo territoriale integrato che ridefinisce il rapporto tra ambiente naturale, struttura insediativa e spazio civico. Inserito in un contesto di elevato valore ambientale e storico, caratterizzato dal sistema diffuso delle borgate e da una forte identità agro-paesaggistica, l’intervento assume come principio fondativo la centralità della matrice ecologica — vegetale, idrica e topografica — quale elemento ordinatore dell’intero sistema territoriale . Il progetto introduce un cambio di paradigma rispetto alla pianificazione tradizionale: non sono più le infrastrutture o gli edifici a determinare la configurazione del paesaggio, bensì il sistema ambientale a strutturare le relazioni spaziali, sociali e funzionali. In questa prospettiva, il “bosco” diventa infrastruttura attiva, capace di generare continuità urbana, resilienza climatica e nuove forme di abitabilità collettiva. Dal punto di vista operativo, l’intervento si articola attraverso strategie di rigenerazione ecologica e topografica: modellazione del suolo, gestione delle acque meteoriche, creazione di micro-bacini e sistemi drenanti, sostituzione progressiva delle specie alloctone (eucalipti) con specie autoctone resilienti, e costruzione di un paesaggio forestale multispecifico. L’uso prevalente di materiali naturali e a basso impatto — terra, legno certificato e acciaio — consente di raggiungere elevati standard di sostenibilità e circolarità . Il progetto assume inoltre una forte dimensione civica ed educativa, configurandosi come un paesaggio didattico aperto, in cui scuola, comunità e ambiente si intrecciano. Dispositivi come orti, percorsi tematici, osservatori e spazi per l’apprendimento informale trasformano l’area in un laboratorio permanente di educazione ambientale, coerente con i principi UNESCO. Dal punto di vista urbano, il Bosco in Transizione agisce come elemento connettivo tra le principali polarità civiche (scuola, municipio, biblioteca, chiesa), ricucendo frammentazioni e generando uno spazio pubblico continuo, accessibile e inclusivo. L’attenzione all’accessibilità universale e alla fruizione intergenerazionale rafforza il carattere democratico del progetto, concepito come infrastruttura sociale oltre che ambientale. Il quadro teorico di riferimento integra il concetto di paesaggio operativo — inteso come sistema performativo e relazionale — con i principi del Landscape Urbanism e con gli obiettivi del New European Bauhaus, coniugando sostenibilità, qualità estetica e inclusione. Infine, il progetto si propone come modello prototipico e replicabile per le aree interne del Mediterraneo, grazie alla sua semplicità costruttiva, alla gestione sostenibile e alla capacità di attivare processi comunitari. Più che un parco, esso rappresenta una piattaforma ecologica e civica in evoluzione, capace di connettere natura, cultura e società in una visione contemporanea del progetto di paesaggio.

"Bosco in Transizione". Rigenerazione Paesaggistica delle aree verdi centrali di Olia Speciosa_Castiadas

Leoni F.
2025-01-01

Abstract

Il progetto Bosco in Transizione per la rigenerazione paesaggistica delle aree centrali di Olia Speciosa (Castiadas) si configura come un dispositivo territoriale integrato che ridefinisce il rapporto tra ambiente naturale, struttura insediativa e spazio civico. Inserito in un contesto di elevato valore ambientale e storico, caratterizzato dal sistema diffuso delle borgate e da una forte identità agro-paesaggistica, l’intervento assume come principio fondativo la centralità della matrice ecologica — vegetale, idrica e topografica — quale elemento ordinatore dell’intero sistema territoriale . Il progetto introduce un cambio di paradigma rispetto alla pianificazione tradizionale: non sono più le infrastrutture o gli edifici a determinare la configurazione del paesaggio, bensì il sistema ambientale a strutturare le relazioni spaziali, sociali e funzionali. In questa prospettiva, il “bosco” diventa infrastruttura attiva, capace di generare continuità urbana, resilienza climatica e nuove forme di abitabilità collettiva. Dal punto di vista operativo, l’intervento si articola attraverso strategie di rigenerazione ecologica e topografica: modellazione del suolo, gestione delle acque meteoriche, creazione di micro-bacini e sistemi drenanti, sostituzione progressiva delle specie alloctone (eucalipti) con specie autoctone resilienti, e costruzione di un paesaggio forestale multispecifico. L’uso prevalente di materiali naturali e a basso impatto — terra, legno certificato e acciaio — consente di raggiungere elevati standard di sostenibilità e circolarità . Il progetto assume inoltre una forte dimensione civica ed educativa, configurandosi come un paesaggio didattico aperto, in cui scuola, comunità e ambiente si intrecciano. Dispositivi come orti, percorsi tematici, osservatori e spazi per l’apprendimento informale trasformano l’area in un laboratorio permanente di educazione ambientale, coerente con i principi UNESCO. Dal punto di vista urbano, il Bosco in Transizione agisce come elemento connettivo tra le principali polarità civiche (scuola, municipio, biblioteca, chiesa), ricucendo frammentazioni e generando uno spazio pubblico continuo, accessibile e inclusivo. L’attenzione all’accessibilità universale e alla fruizione intergenerazionale rafforza il carattere democratico del progetto, concepito come infrastruttura sociale oltre che ambientale. Il quadro teorico di riferimento integra il concetto di paesaggio operativo — inteso come sistema performativo e relazionale — con i principi del Landscape Urbanism e con gli obiettivi del New European Bauhaus, coniugando sostenibilità, qualità estetica e inclusione. Infine, il progetto si propone come modello prototipico e replicabile per le aree interne del Mediterraneo, grazie alla sua semplicità costruttiva, alla gestione sostenibile e alla capacità di attivare processi comunitari. Più che un parco, esso rappresenta una piattaforma ecologica e civica in evoluzione, capace di connettere natura, cultura e società in una visione contemporanea del progetto di paesaggio.
2025
Matrice ambientale, Rigenerazione ecologica, Continuità paesaggistica, Paesaggio operativo, Infrastruttura civica
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Utilizza questo identificativo per citare o creare un link a questo documento: https://hdl.handle.net/11311/1309084
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