L'infrastruttura invisibile (Maffei & Zurlo) argomenta che la competitività di Milano come ecosistema creativo non dipende da investimenti o tecnologia, ma dalla densità di relazioni, fiducia reciproca e capitale cognitivo collettivo — ciò che Resta definisce "infrastruttura invisibile". Attraverso Scott, Howkins, Florida e Tarrius, gli autori mostrano come la classe creativa generi valore solo in contesti ad alta interazione, dove conoscenza tacita e reti informali si traducono in innovazione diffusa. Milano incarna questo modello Hub-Spoke: nodi locali densamente connessi e aperti a circuiti internazionali del design. L'infrastruttura culturale si articola in una dimensione materiale (studi, laboratori, istituzioni) e una immateriale (mentalità progettuale, tolleranza, cultura del fare). Oggi questa infrastruttura è messa alla prova da quattro transizioni — sostenibilità, giustizia sociale, digitalizzazione e interconnessione globale — che rischiano di eroderne l'autenticità. La risposta proposta è una governance ibrida: una transition arena che integri spinte bottom-up delle comunità con la capacità top-down di istituzioni e brand, costruendo un patto per il bene comune capace di rendere visibile l'invisibile della città creativa.

L'infrastruttura invisibile. Competitività territoriale e Sistema Design Milano

Stefano Maffei;Francesco Zurlo
2025-01-01

Abstract

L'infrastruttura invisibile (Maffei & Zurlo) argomenta che la competitività di Milano come ecosistema creativo non dipende da investimenti o tecnologia, ma dalla densità di relazioni, fiducia reciproca e capitale cognitivo collettivo — ciò che Resta definisce "infrastruttura invisibile". Attraverso Scott, Howkins, Florida e Tarrius, gli autori mostrano come la classe creativa generi valore solo in contesti ad alta interazione, dove conoscenza tacita e reti informali si traducono in innovazione diffusa. Milano incarna questo modello Hub-Spoke: nodi locali densamente connessi e aperti a circuiti internazionali del design. L'infrastruttura culturale si articola in una dimensione materiale (studi, laboratori, istituzioni) e una immateriale (mentalità progettuale, tolleranza, cultura del fare). Oggi questa infrastruttura è messa alla prova da quattro transizioni — sostenibilità, giustizia sociale, digitalizzazione e interconnessione globale — che rischiano di eroderne l'autenticità. La risposta proposta è una governance ibrida: una transition arena che integri spinte bottom-up delle comunità con la capacità top-down di istituzioni e brand, costruendo un patto per il bene comune capace di rendere visibile l'invisibile della città creativa.
2025
(Eco) Sistema Design Milano. Salone del Mobile.Milano Annual Report 2025
978 88 941 6745 0
Cluster culturale
Capitale relazionale
Transition arena
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