1 Il dinamismo con il quale nella società contemporanea cambiano le modalità di relazione fra le persone, nelle strutture di convivenza, in quelle del lavoro, del tempo libero ecc., così come fra le persone e i luoghi dove queste relazioni avvengono, si scontra da un lato con l’inerzia degli spazi costruiti esistenti e reclama dall’altro modi adeguati di pensare e di risolvere quelli nuovi che quelle relazioni sono chiamati ad ospitare. 2 Una distanza particolarmente difficile da colmare nel caso dell’edilizia residenziale pubblica, che vede numerosi livelli, e soggetti, di intermediazione fra domanda e manufatto costruito, e che in Occidente ha visto solo recentemente, dopo decenni di oblio, un rinnovato e più che mai necessario interesse da parte delle istituzioni e della cultura architettonica. 3 Queste nuove, e sempre più mutevoli ed instabili, configurazioni dell’abitare, stanno mettendo in crisi un intero sistema centrato sull’alloggio privato nel suo rapporto con i servizi pubblici, l’uno variato quasi unicamente nella sua capacità di contenere persone gli altri tendenzialmente concentrati per raggiungere economie di scala, e sul sistema delle normative, delle modalità costruttive, delle politiche di intervento pubblico, del sistema dei finanziamenti, dell’organizzazione del mercato, ecc. ad esso connessi. 4 Con lo sguardo del progettista, cioè di chi si concentra sulla concreta definizione materico-formale dei luoghi dell’abitare, abbiamo provato ad osservare questi fenomeni con la categoria della soglia, ponendo attenzione non tanto alle “durate” cioè ai momenti di equilibrio e di stabilità di uno stato, ma sui suoi passaggi di mutazione come elemento pregnante e identificativo. Soglie relazionali fra diversi soggetti che fruiscono, soglie temporali negli usi come nei processi costruttivi, e soglie spaziali lette in una sequenza da “bordo marciapiede e finestra su strada” immaginata come successione, nei due versi di percorrenza, di interruzioni di spazi via via selettiva e caratterizzata da specifiche attenzioni verso chi prosegue, chi si ferma, chi entra, con le possibili alternative di percorrenze e con la necessità di tenere insieme continuità senza soluzione e gradazioni di specificità in cui ciò che si perde -perché non è più possibile al di là di una soglia- si somma a ciò che si acquisisce perché prima della soglia non era possibile. Una modalità di lettura dei fenomeni descritti, dei casi studio analizzati, dei progetti didattici e delle ricerche internazionali che sono alla base della discussione che si propone.
Abitare in "piano sequenza"
R. Rizzi
2026-01-01
Abstract
1 Il dinamismo con il quale nella società contemporanea cambiano le modalità di relazione fra le persone, nelle strutture di convivenza, in quelle del lavoro, del tempo libero ecc., così come fra le persone e i luoghi dove queste relazioni avvengono, si scontra da un lato con l’inerzia degli spazi costruiti esistenti e reclama dall’altro modi adeguati di pensare e di risolvere quelli nuovi che quelle relazioni sono chiamati ad ospitare. 2 Una distanza particolarmente difficile da colmare nel caso dell’edilizia residenziale pubblica, che vede numerosi livelli, e soggetti, di intermediazione fra domanda e manufatto costruito, e che in Occidente ha visto solo recentemente, dopo decenni di oblio, un rinnovato e più che mai necessario interesse da parte delle istituzioni e della cultura architettonica. 3 Queste nuove, e sempre più mutevoli ed instabili, configurazioni dell’abitare, stanno mettendo in crisi un intero sistema centrato sull’alloggio privato nel suo rapporto con i servizi pubblici, l’uno variato quasi unicamente nella sua capacità di contenere persone gli altri tendenzialmente concentrati per raggiungere economie di scala, e sul sistema delle normative, delle modalità costruttive, delle politiche di intervento pubblico, del sistema dei finanziamenti, dell’organizzazione del mercato, ecc. ad esso connessi. 4 Con lo sguardo del progettista, cioè di chi si concentra sulla concreta definizione materico-formale dei luoghi dell’abitare, abbiamo provato ad osservare questi fenomeni con la categoria della soglia, ponendo attenzione non tanto alle “durate” cioè ai momenti di equilibrio e di stabilità di uno stato, ma sui suoi passaggi di mutazione come elemento pregnante e identificativo. Soglie relazionali fra diversi soggetti che fruiscono, soglie temporali negli usi come nei processi costruttivi, e soglie spaziali lette in una sequenza da “bordo marciapiede e finestra su strada” immaginata come successione, nei due versi di percorrenza, di interruzioni di spazi via via selettiva e caratterizzata da specifiche attenzioni verso chi prosegue, chi si ferma, chi entra, con le possibili alternative di percorrenze e con la necessità di tenere insieme continuità senza soluzione e gradazioni di specificità in cui ciò che si perde -perché non è più possibile al di là di una soglia- si somma a ciò che si acquisisce perché prima della soglia non era possibile. Una modalità di lettura dei fenomeni descritti, dei casi studio analizzati, dei progetti didattici e delle ricerche internazionali che sono alla base della discussione che si propone.| File | Dimensione | Formato | |
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