lo sfratto è una messa in scena della sovranità, una pedagogia pubblica del limite: non serve soltanto a liberare un immobile, serve a ricordare chi decide quando si può restare e quando, invece, si deve andare via. La soglia domestica è uno spazio centrale, quasi semi-sacrale, e violarla richiede una forte legittimazione simbolica. La divisa, l’ufficialità, il linguaggio tecnico producono una de-soggettivazione immediata: non si entra in una casa, si “esegue un provvedimento”. La vita che abitava quello spazio viene sospesa e tradotta in pratica amministrativa.

Anatomia di uno sfratto

Elena Granata
2026-01-01

Abstract

lo sfratto è una messa in scena della sovranità, una pedagogia pubblica del limite: non serve soltanto a liberare un immobile, serve a ricordare chi decide quando si può restare e quando, invece, si deve andare via. La soglia domestica è uno spazio centrale, quasi semi-sacrale, e violarla richiede una forte legittimazione simbolica. La divisa, l’ufficialità, il linguaggio tecnico producono una de-soggettivazione immediata: non si entra in una casa, si “esegue un provvedimento”. La vita che abitava quello spazio viene sospesa e tradotta in pratica amministrativa.
2026
sfratto, casa, diritti, abitare, burocrazia, città
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