The essay examines the five Special Interiors designed for the exhibition Italy at Work: Her Renaissance in Design Today (1950–53) as exhibition devices through which the transformations of postwar Italian design culture were presented to American audiences. Commissioned from Luigi Cosenza, Roberto Menghi, Carlo Mollino, Gio Ponti and Fabrizio Clerici, these interiors made the formal values of the objects legible within their intended context of use, mediating between the museum setting and the marketplace. Through a comparative reading of the projects, the contribution highlights the plurality of approaches to the relationship between architecture, the arts, and craftsmanship: from Clerici’s cultivated theatricality to Ponti’s “collaborative direction,” from Mollino’s transformable and potentially serial solutions to Cosenza’s reworking of Mediterranean identity, and finally to Menghi’s sober liturgical modernisation. Taken together, the interiors offer a nuanced image of the Italian “renaissance” of the postwar years promoted by the exhibition, grounded in the tension between tradition and innovation, between craft and industry.

Il contributo analizza i cinque Special Interiors progettati per la mostra Italy at Work: Her Renaissance in Design Today (1950–53) come dispositivi espositivi attraverso cui presentare al pubblico americano le trasformazioni della cultura progettuale italiana del dopoguerra. Commissionati a Luigi Cosenza, Roberto Menghi, Carlo Mollino, Gio Ponti e Fabrizio Clerici, gli ambienti rendevano leggibili i valori formali degli oggetti nel loro contesto d’uso, mediando tra dimensione museale e mercato. Attraverso un confronto tra i progetti, il contributo evidenzia la pluralità di approcci al rapporto tra architettura, arti e artigianato: dalla teatralità colta di Clerici alla “regia collaborativa” di Ponti, dalle soluzioni trasformabili e potenzialmente seriali di Mollino alla rielaborazione dell’identità mediterranea di Cosenza, fino alla sobria modernizzazione liturgica di Menghi. Nel loro insieme, gli interni restituiscono un’immagine articolata del “rinascimento” italiano del secondo dopoguerra promosso dalla mostra, fondata sulla tensione tra tradizione e innovazione, tra artigianato e industria.

Interni d'Autore / Special Interiors

Antonio Aiello
2025-01-01

Abstract

The essay examines the five Special Interiors designed for the exhibition Italy at Work: Her Renaissance in Design Today (1950–53) as exhibition devices through which the transformations of postwar Italian design culture were presented to American audiences. Commissioned from Luigi Cosenza, Roberto Menghi, Carlo Mollino, Gio Ponti and Fabrizio Clerici, these interiors made the formal values of the objects legible within their intended context of use, mediating between the museum setting and the marketplace. Through a comparative reading of the projects, the contribution highlights the plurality of approaches to the relationship between architecture, the arts, and craftsmanship: from Clerici’s cultivated theatricality to Ponti’s “collaborative direction,” from Mollino’s transformable and potentially serial solutions to Cosenza’s reworking of Mediterranean identity, and finally to Menghi’s sober liturgical modernisation. Taken together, the interiors offer a nuanced image of the Italian “renaissance” of the postwar years promoted by the exhibition, grounded in the tension between tradition and innovation, between craft and industry.
2025
Made in Italy in mostra L’America e la nascita del mito tra arte e design / Made in Italy on Display America and the Creation of the Myth between Art and Design
9791255611448
Il contributo analizza i cinque Special Interiors progettati per la mostra Italy at Work: Her Renaissance in Design Today (1950–53) come dispositivi espositivi attraverso cui presentare al pubblico americano le trasformazioni della cultura progettuale italiana del dopoguerra. Commissionati a Luigi Cosenza, Roberto Menghi, Carlo Mollino, Gio Ponti e Fabrizio Clerici, gli ambienti rendevano leggibili i valori formali degli oggetti nel loro contesto d’uso, mediando tra dimensione museale e mercato. Attraverso un confronto tra i progetti, il contributo evidenzia la pluralità di approcci al rapporto tra architettura, arti e artigianato: dalla teatralità colta di Clerici alla “regia collaborativa” di Ponti, dalle soluzioni trasformabili e potenzialmente seriali di Mollino alla rielaborazione dell’identità mediterranea di Cosenza, fino alla sobria modernizzazione liturgica di Menghi. Nel loro insieme, gli interni restituiscono un’immagine articolata del “rinascimento” italiano del secondo dopoguerra promosso dalla mostra, fondata sulla tensione tra tradizione e innovazione, tra artigianato e industria.
Interiors, History of Interiors, Interni, Storia Degli interni, Italy at Work, Luigi Cosenza, Roberto Menghi, Carlo Mollino, Gio Ponti, Fabrizio Clerici, Interior Design, Exhibit Design
Interni, Storia Degli interni, Italy at Work, Luigi Cosenza, Roberto Menghi, Carlo Mollino, Gio Ponti, Fabrizio Clerici, Interior design, Allestimenti, Exhibit Design
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