Comunità in nuce. Dialoghi dai territori fragili è un libro che nasce dall’esperienza di un seminario universitario pensato e organizzato con l’obiettivo di dibattere e condividere il senso e il metodo di una ricerca sul campo, condotta per circa un anno assieme alle comunità terremotate del 2016 del Centro Italia (Camerino e Norcia), per discuterli in modo aperto e critico e tratteggiarne alcune linee preliminari e orientative per la sua implementazione. Questo momento di riflessione collettiva s’inserisce nel più ampio progetto TRIALs - Transformative Resilience for Inner Areas and Local Communities. Strategies and actions for disaster risk reduction and post-disaster recovery, un Programma di Ricerca di Interesse Nazionale (PRIN 2022), che coinvolge cinque Università italiane. La ricerca si concentra sulle aree interne del Centro Italia colpite dal terremoto del 2016, per ripensare le linee guida della pianificazione e proporre un nuovo approccio per la ricostruzione nonché per la preparazione a futuri - ma certi - eventi catastrofici. L’obiettivo finale è quello di costruire scenari di pianificazione per la cura dei territori nella direzione di una resilienza trasformativa delle comunità che li abitano. Il volume raccoglie e sistematizza le riflessioni emerse durante il seminario, attraverso un percorso articolato in due parti, ciascuna delle quali contribuisce a delineare una comprensione multidimensionale e multiattoriale delle comunità e delle loro potenzialità. La prima parte, Costruire il metodo: verso l’antifragilità, si concentra sulla genesi e la strutturazione del metodo di ricerca. Il contributo di Paolo Galuzzi e Piergiorgio Vitillo Galuzzi, Ricomporre le terre mutate. Dalla crisi alla cura, offre un inquadramento del tema e degli obiettivi del progetto TRIALs, analizzando le aree colpite dal sisma del 2016 e mettendo in luce vulnerabilità, fragilità e valori intrinseci, con una specifica riflessione sui temi quali comunità, identità, transitorietà, nuove economie contestuali, a partire dalla constatazione del terremoto come componente strutturale e seconda natura di questi luoghi. Successivamente, Elena Solero con Le biografie e mappe di comunità come dispositivi aperti e incrementabili ne approfondisce il percorso metodologico, evidenziando il ruolo nella ricerca e restituendo i primi risultati emersi dai casi studio di Camerino e Norcia. Infine, Marika Fior, in La dimensione della temporaneità: eredità e risorsa per scenari possibili, esplora come la temporaneità sia indagata e valorizzata all’interno della ricerca per co-costruire futuri possibili, sottolineando la capacità di imparare dalle difficoltà passate e di emergere più forti da un evento distruttivo, attraverso la costruzione condivisa di scenari di pianificazione finalizzati a preparare le comunità e i territori ad affrontare le sfide future. La seconda parte del libro, Discutere il metodo: punti di vista incrementali, apre un dialogo critico e multidisciplinare sulla metodologia di lavoro, grazie ai contributi di quattro autori invitati al seminario. Gabriele Pasqui, con Politiche urbane e resilienza: fattori esplorativi di una ricerca, offre riflessioni sul rapporto tra ricerca, politiche urbane e territoriali, con un focus sulle dinamiche post-disastro e i meccanismi che attuano scenari “praticabili”. Fabio Renzi, in Economie sostenibili dei territori fragili: il neo-popolamento delle montagne, propone considerazioni per disegnare nuove strategie economiche nelle aree interne, partendo dalle specificità locali e dalle opportunità legate alla filiera del legno e che possono rappresentare elementi su cui basare le identità delle comunità future. Anna Rizzo, con il contributo Fine dei paesi e isolamento sociale, documentare il vivere giorno per giorno, sottolinea come l’abbandono dei paesi nelle aree interne sia il risultato di processi complessi e di lunga data, ma evidenzia soprattutto come l’attenzione dovrebbe concentrarsi sulle persone che vi abitano non solo sugli esiti fisici del terremoto. Il quarto contributo, di Anna Maria Colavitti, Abitare i territori fragili: spunti dalle pratiche in Sardegna, offre un prezioso confronto tra le esperienze delle aree interne del Centro Italia e le dinamiche abitative nei territori insulari. Il contributo conclusivo, Questioni aperte per implementare un metodo. Limiti e sperimentazione di Davide Fortini, sintetizza le riflessioni emerse dai contributi presentati al seminario evidenziando le criticità incontrate durante la ricerca e delineando le direzioni sperimentali da sviluppare per il prosieguo del progetto. Infine, i racconti fotografici (Claudio Colotti, Francesco Di Loreto) che accompagnano e arricchiscono i testi rappresentano un vero e proprio documento visivo autonomo. In un’epoca in cui i territori sono l’esito di pressioni, traumi e incertezze, questo volume rappresenta un invito alla riflessione e alla partecipazione attiva sulle possibili traiettorie da seguire per rigenerare contesti fragili, facendo tesoro delle fragilità e dei valori che li caratterizzano. Attraverso un percorso che unisce metodo scientifico, analisi critica e un potente racconto per immagini, il libro mostra come la ricerca possa e debba uscire dai confini accademici per diventare opportunità e occasione di cambiamento. Questo istant book, pensato come strumento pratico e utilizzabile, si offre quindi a tutti coloro che desiderano contribuire alla costruzione di un futuro resiliente per i territori fragili, delineando traiettorie di sviluppo nella direzione di un percorso co-partecipato e co-creato.

Comunità in nuce. Dialoghi dai territori fragili

E. Solero
2026-01-01

Abstract

Comunità in nuce. Dialoghi dai territori fragili è un libro che nasce dall’esperienza di un seminario universitario pensato e organizzato con l’obiettivo di dibattere e condividere il senso e il metodo di una ricerca sul campo, condotta per circa un anno assieme alle comunità terremotate del 2016 del Centro Italia (Camerino e Norcia), per discuterli in modo aperto e critico e tratteggiarne alcune linee preliminari e orientative per la sua implementazione. Questo momento di riflessione collettiva s’inserisce nel più ampio progetto TRIALs - Transformative Resilience for Inner Areas and Local Communities. Strategies and actions for disaster risk reduction and post-disaster recovery, un Programma di Ricerca di Interesse Nazionale (PRIN 2022), che coinvolge cinque Università italiane. La ricerca si concentra sulle aree interne del Centro Italia colpite dal terremoto del 2016, per ripensare le linee guida della pianificazione e proporre un nuovo approccio per la ricostruzione nonché per la preparazione a futuri - ma certi - eventi catastrofici. L’obiettivo finale è quello di costruire scenari di pianificazione per la cura dei territori nella direzione di una resilienza trasformativa delle comunità che li abitano. Il volume raccoglie e sistematizza le riflessioni emerse durante il seminario, attraverso un percorso articolato in due parti, ciascuna delle quali contribuisce a delineare una comprensione multidimensionale e multiattoriale delle comunità e delle loro potenzialità. La prima parte, Costruire il metodo: verso l’antifragilità, si concentra sulla genesi e la strutturazione del metodo di ricerca. Il contributo di Paolo Galuzzi e Piergiorgio Vitillo Galuzzi, Ricomporre le terre mutate. Dalla crisi alla cura, offre un inquadramento del tema e degli obiettivi del progetto TRIALs, analizzando le aree colpite dal sisma del 2016 e mettendo in luce vulnerabilità, fragilità e valori intrinseci, con una specifica riflessione sui temi quali comunità, identità, transitorietà, nuove economie contestuali, a partire dalla constatazione del terremoto come componente strutturale e seconda natura di questi luoghi. Successivamente, Elena Solero con Le biografie e mappe di comunità come dispositivi aperti e incrementabili ne approfondisce il percorso metodologico, evidenziando il ruolo nella ricerca e restituendo i primi risultati emersi dai casi studio di Camerino e Norcia. Infine, Marika Fior, in La dimensione della temporaneità: eredità e risorsa per scenari possibili, esplora come la temporaneità sia indagata e valorizzata all’interno della ricerca per co-costruire futuri possibili, sottolineando la capacità di imparare dalle difficoltà passate e di emergere più forti da un evento distruttivo, attraverso la costruzione condivisa di scenari di pianificazione finalizzati a preparare le comunità e i territori ad affrontare le sfide future. La seconda parte del libro, Discutere il metodo: punti di vista incrementali, apre un dialogo critico e multidisciplinare sulla metodologia di lavoro, grazie ai contributi di quattro autori invitati al seminario. Gabriele Pasqui, con Politiche urbane e resilienza: fattori esplorativi di una ricerca, offre riflessioni sul rapporto tra ricerca, politiche urbane e territoriali, con un focus sulle dinamiche post-disastro e i meccanismi che attuano scenari “praticabili”. Fabio Renzi, in Economie sostenibili dei territori fragili: il neo-popolamento delle montagne, propone considerazioni per disegnare nuove strategie economiche nelle aree interne, partendo dalle specificità locali e dalle opportunità legate alla filiera del legno e che possono rappresentare elementi su cui basare le identità delle comunità future. Anna Rizzo, con il contributo Fine dei paesi e isolamento sociale, documentare il vivere giorno per giorno, sottolinea come l’abbandono dei paesi nelle aree interne sia il risultato di processi complessi e di lunga data, ma evidenzia soprattutto come l’attenzione dovrebbe concentrarsi sulle persone che vi abitano non solo sugli esiti fisici del terremoto. Il quarto contributo, di Anna Maria Colavitti, Abitare i territori fragili: spunti dalle pratiche in Sardegna, offre un prezioso confronto tra le esperienze delle aree interne del Centro Italia e le dinamiche abitative nei territori insulari. Il contributo conclusivo, Questioni aperte per implementare un metodo. Limiti e sperimentazione di Davide Fortini, sintetizza le riflessioni emerse dai contributi presentati al seminario evidenziando le criticità incontrate durante la ricerca e delineando le direzioni sperimentali da sviluppare per il prosieguo del progetto. Infine, i racconti fotografici (Claudio Colotti, Francesco Di Loreto) che accompagnano e arricchiscono i testi rappresentano un vero e proprio documento visivo autonomo. In un’epoca in cui i territori sono l’esito di pressioni, traumi e incertezze, questo volume rappresenta un invito alla riflessione e alla partecipazione attiva sulle possibili traiettorie da seguire per rigenerare contesti fragili, facendo tesoro delle fragilità e dei valori che li caratterizzano. Attraverso un percorso che unisce metodo scientifico, analisi critica e un potente racconto per immagini, il libro mostra come la ricerca possa e debba uscire dai confini accademici per diventare opportunità e occasione di cambiamento. Questo istant book, pensato come strumento pratico e utilizzabile, si offre quindi a tutti coloro che desiderano contribuire alla costruzione di un futuro resiliente per i territori fragili, delineando traiettorie di sviluppo nella direzione di un percorso co-partecipato e co-creato.
2026
LetteraVentidue Edizioni
979-12-5644-147-1
Terremoto, biografie di comunità, mappe di comunità, aree fragili, partecipazione attiva, economie sostenibili, politiche urbane, resilienza
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Utilizza questo identificativo per citare o creare un link a questo documento: https://hdl.handle.net/11311/1306168
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