Parlare di servizi nelle aree interne può significare molteplici cose: lo stato, spesso deficitario e problematico, delle dotazioni collettive tradizionali nelle aree marginali; il contributo che le aree interne possono offrire a contesti allargati in un’ottica di fornitura di servizi ecosistemici e di manutenzione del territorio, soprattutto da un punto di vista idrogeologico; infine, il tema, meno trattato ma di crescente interesse, del benessere di chi vive questi luoghi, legato anche alla vicinanza e abbondanza di beni ambientali. Si tratta di tre sguardi in parte complementari e integrati, in parte divergenti per risorse, sistemi di governance, settori e attori coinvolti, che danno conto della complessità della questione e delle plurali sfaccettature che essa assume nei territori periferici. Osservando i territori lombardi, in questo testo cerchiamo di andare oltre la più consolidata, ma anche coprente, narrazione della rarefazione dell’offerta, interrogandoci su quale sia oggi la dotazione e la qualità dei servizi del welfare nei contesti marginali. Quali i modelli di organizzazione spaziale dei servizi nelle diverse situazioni periferiche? Quali i processi di trasformazione dei servizi e di adattamento/riorganizzazione di popolazioni e luoghi? Per rispondere a questi interrogativi, abbiamo analizzato alcune configurazioni territoriali esistenti – con particolare riferimento all’istruzione e ai servizi socio-sanitari – e approfondito tre territori che mostrano interessanti processi di cambiamento e ibridazione tra differenti modelli di welfare. Sullo sfondo sono presenti due grandi transizioni socio-ambientali in corso. Da un lato, i processi di invecchiamento e ridistribuzione interna della popolazione locale, ma anche di sua diversificazione, che colpiscono in forma più accentuata le aree interne, nonostante alcuni timidi segnali in controtendenza. Dall’altro, gli effetti del cambiamento climatico che potrebbero anche spingere abitanti delle aree urbane a trasferirsi per periodi più o meno lunghi nelle aree interne, alla ricerca di condizioni climatiche più favorevoli.
Le infrastrutture del quotidiano nelle aree marginali. Pratiche e politiche sperimentali nell’organizzazione dei servizi nelle aree interne lombarde
C. Mattioli
2025-01-01
Abstract
Parlare di servizi nelle aree interne può significare molteplici cose: lo stato, spesso deficitario e problematico, delle dotazioni collettive tradizionali nelle aree marginali; il contributo che le aree interne possono offrire a contesti allargati in un’ottica di fornitura di servizi ecosistemici e di manutenzione del territorio, soprattutto da un punto di vista idrogeologico; infine, il tema, meno trattato ma di crescente interesse, del benessere di chi vive questi luoghi, legato anche alla vicinanza e abbondanza di beni ambientali. Si tratta di tre sguardi in parte complementari e integrati, in parte divergenti per risorse, sistemi di governance, settori e attori coinvolti, che danno conto della complessità della questione e delle plurali sfaccettature che essa assume nei territori periferici. Osservando i territori lombardi, in questo testo cerchiamo di andare oltre la più consolidata, ma anche coprente, narrazione della rarefazione dell’offerta, interrogandoci su quale sia oggi la dotazione e la qualità dei servizi del welfare nei contesti marginali. Quali i modelli di organizzazione spaziale dei servizi nelle diverse situazioni periferiche? Quali i processi di trasformazione dei servizi e di adattamento/riorganizzazione di popolazioni e luoghi? Per rispondere a questi interrogativi, abbiamo analizzato alcune configurazioni territoriali esistenti – con particolare riferimento all’istruzione e ai servizi socio-sanitari – e approfondito tre territori che mostrano interessanti processi di cambiamento e ibridazione tra differenti modelli di welfare. Sullo sfondo sono presenti due grandi transizioni socio-ambientali in corso. Da un lato, i processi di invecchiamento e ridistribuzione interna della popolazione locale, ma anche di sua diversificazione, che colpiscono in forma più accentuata le aree interne, nonostante alcuni timidi segnali in controtendenza. Dall’altro, gli effetti del cambiamento climatico che potrebbero anche spingere abitanti delle aree urbane a trasferirsi per periodi più o meno lunghi nelle aree interne, alla ricerca di condizioni climatiche più favorevoli.| File | Dimensione | Formato | |
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