Già da tempo la Torre Velasca ha mostrato un’intrinseca fragilità al passare del tempo, ma soprattutto numerose criticità nel rispondere alle esigenze della società contemporanea. Nel 2020 il gruppo immobiliare Hines, nuovo proprietario dell’edificio, in accordo con la Soprintendenza ai Beni Culturali e con il Comune di Milano, ha promosso il progetto di Asti Architetti che, in collaborazione dello studio CEAS, ha previsto sugli esterni un intervento attento alla materialità del costruito e ai suoi significati, mentre per gli interni opere maggiormente invasive che hanno previsto la ridistribuzione degli spazi articolandoli in spazi commerciali, uffici, ristoranti, spa e residenze.

Milano verticale, in principio fu la Velasca: 70 anni con restauro

francesca albani
2025-01-01

Abstract

Già da tempo la Torre Velasca ha mostrato un’intrinseca fragilità al passare del tempo, ma soprattutto numerose criticità nel rispondere alle esigenze della società contemporanea. Nel 2020 il gruppo immobiliare Hines, nuovo proprietario dell’edificio, in accordo con la Soprintendenza ai Beni Culturali e con il Comune di Milano, ha promosso il progetto di Asti Architetti che, in collaborazione dello studio CEAS, ha previsto sugli esterni un intervento attento alla materialità del costruito e ai suoi significati, mentre per gli interni opere maggiormente invasive che hanno previsto la ridistribuzione degli spazi articolandoli in spazi commerciali, uffici, ristoranti, spa e residenze.
2025
Milano, conservazione, torre velasca, bbpr
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Utilizza questo identificativo per citare o creare un link a questo documento: https://hdl.handle.net/11311/1303788
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