Una leggenda locale narra della fuga di Saturno, cacciato dall'Olimpo e approdato in Ciociaria, dove avrebbe insegnato agli uomini la tecnica e avviato l'età dell'oro. Testimonianze di questo lascito sarebbero le sette città dalle mure megalitiche, fondate dallo stesso dio romano. Questo storico policentrismo, intrecciato a confini amministrativi e rapporti geopolitici complessi, è stato progressivamente sovrapposto da dinamiche esterne. Le riforme borboniche, l’insediamento delle industrie belliche e, più tardi, le politiche della Cassa per il Mezzogiorno, hanno lasciato segni profondi, operando secondo una logica estrattiva che non ha generato assetti produttivi duraturi, ma ha piuttosto prodotto una condizione di inerzia, mantenendo il territorio in un equilibrio instabile tra innovazione e immobilismo. La Ciociaria rappresenta non solo un caso emblematico delle dinamiche territoriali tipiche dell’Italia di Mezzo, ma anche unico, perché prossima a un polo metropolitano così attrattivo come quello di Roma. In questa prospettiva, con un richiamo all’antica denominazione di Latium adiectum, «Lazio aggiunto», il territorio viene interpretato come una sorta di “provincia aggiunta”, a cavallo tra frange metropolitane e i contesti urbano-rurali, sempre nell’orbita di Roma. Questa condizione si traduce in una tensione continua tra appartenenza e marginalità, tra funzione servente e autonomia mancata e al contempo nella convinzione che anche il futuro dell’area passi dal rapporto con la capitale. Tutto ciò si riflette in un territorio dagli equilibri fragili, dove antichi nuclei storici convivono con forme disordinate di urbanizzazione, aree industriali dismesse e nuovi poli logistici nati dalla riconversione produttiva. Eppure, accanto a grandi infrastrutture pesanti, permangono trame rurali resistenti, memorie collettive, occasioni di riscatto, mentre il paesaggio alterna condizioni di degrado ambientale e valori naturalistici diffusi. Questa compresenza irrisolta tra modernità incompiuta e tracce storiche fa della Ciociaria un territorio di forti contrasti, dove il passato persiste e il futuro fatica a delinearsi in un’identità concreta.

La Provincia aggiunta. La Ciociaria, il Nord del Sud.

C. Nifosi';F. De Angelis;P. Beria
2025-01-01

Abstract

Una leggenda locale narra della fuga di Saturno, cacciato dall'Olimpo e approdato in Ciociaria, dove avrebbe insegnato agli uomini la tecnica e avviato l'età dell'oro. Testimonianze di questo lascito sarebbero le sette città dalle mure megalitiche, fondate dallo stesso dio romano. Questo storico policentrismo, intrecciato a confini amministrativi e rapporti geopolitici complessi, è stato progressivamente sovrapposto da dinamiche esterne. Le riforme borboniche, l’insediamento delle industrie belliche e, più tardi, le politiche della Cassa per il Mezzogiorno, hanno lasciato segni profondi, operando secondo una logica estrattiva che non ha generato assetti produttivi duraturi, ma ha piuttosto prodotto una condizione di inerzia, mantenendo il territorio in un equilibrio instabile tra innovazione e immobilismo. La Ciociaria rappresenta non solo un caso emblematico delle dinamiche territoriali tipiche dell’Italia di Mezzo, ma anche unico, perché prossima a un polo metropolitano così attrattivo come quello di Roma. In questa prospettiva, con un richiamo all’antica denominazione di Latium adiectum, «Lazio aggiunto», il territorio viene interpretato come una sorta di “provincia aggiunta”, a cavallo tra frange metropolitane e i contesti urbano-rurali, sempre nell’orbita di Roma. Questa condizione si traduce in una tensione continua tra appartenenza e marginalità, tra funzione servente e autonomia mancata e al contempo nella convinzione che anche il futuro dell’area passi dal rapporto con la capitale. Tutto ciò si riflette in un territorio dagli equilibri fragili, dove antichi nuclei storici convivono con forme disordinate di urbanizzazione, aree industriali dismesse e nuovi poli logistici nati dalla riconversione produttiva. Eppure, accanto a grandi infrastrutture pesanti, permangono trame rurali resistenti, memorie collettive, occasioni di riscatto, mentre il paesaggio alterna condizioni di degrado ambientale e valori naturalistici diffusi. Questa compresenza irrisolta tra modernità incompiuta e tracce storiche fa della Ciociaria un territorio di forti contrasti, dove il passato persiste e il futuro fatica a delinearsi in un’identità concreta.
2025
Donzelli Editore Srl
9788855227841
urbanistica, geografia, italia di mezzo, Lazio, Cassa del mezzogiorno, provincia, Frosinone
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