A partire dalla seconda metà dell’Ottocento la presenza italiana in Brasile, soprattutto a São Paulo, ha costituito un fattore determinante nell’evoluzione, sia urbanistica sia architettonica, della città e della sua immagine. La chiesa di Sant’Anna a Jundiaí, nello stato di San Paolo del Brasile, a trent’anni di distanza dalla sua costruzione, rappresenta la testimonianza di un’architettura sacra contemporanea in grado di confrontarsi con i temi propri della tradizione ecclesiale, liturgica, spirituale, che adotta i linguaggi costruttivi e formali della modernità. L’opera si connota per la capacità di tradurre in forma architettonica la complessità del luogo sacro, inteso quale spazio ove l’uomo incontra il divino: luogo di aggregazione e partecipazione collettiva, punto di riferimento di un’intera comunità. Una realtà di frontiera, nobilitata da un orfanotrofio: un luogo nel quale, ancora oggi, si rivede la Comunidade Sant’Anna della Paróquia São João Bosco. In un contesto culturale e geografico lontano dalle radici europee, la chiesa intende mantenere viva la tensione tra memoria e innovazione, evitando la facile retorica della tradizione, nonché l’astrazione forzatamente laicizzata di certa architettura moderna.
Emilio Faroldi, Maria Pilar Vettori. Chiesa di Sant’Anna e centro di convivenza culturale, educativo, residenziale e teatro, Jundiaí, São Paulo, Brasile
E. Faroldi;M. P. Vettori
2025-01-01
Abstract
A partire dalla seconda metà dell’Ottocento la presenza italiana in Brasile, soprattutto a São Paulo, ha costituito un fattore determinante nell’evoluzione, sia urbanistica sia architettonica, della città e della sua immagine. La chiesa di Sant’Anna a Jundiaí, nello stato di San Paolo del Brasile, a trent’anni di distanza dalla sua costruzione, rappresenta la testimonianza di un’architettura sacra contemporanea in grado di confrontarsi con i temi propri della tradizione ecclesiale, liturgica, spirituale, che adotta i linguaggi costruttivi e formali della modernità. L’opera si connota per la capacità di tradurre in forma architettonica la complessità del luogo sacro, inteso quale spazio ove l’uomo incontra il divino: luogo di aggregazione e partecipazione collettiva, punto di riferimento di un’intera comunità. Una realtà di frontiera, nobilitata da un orfanotrofio: un luogo nel quale, ancora oggi, si rivede la Comunidade Sant’Anna della Paróquia São João Bosco. In un contesto culturale e geografico lontano dalle radici europee, la chiesa intende mantenere viva la tensione tra memoria e innovazione, evitando la facile retorica della tradizione, nonché l’astrazione forzatamente laicizzata di certa architettura moderna.| File | Dimensione | Formato | |
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Descrizione: Emilio Faroldi, Maria Pilar Vettori. Chiesa di Sant’Anna e centro di convivenza culturale, educativo, residenziale e teatro, Jundiaí, São Paulo, Brasile
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