La facoltà della mente di conservare e richiamare alla coscienza ricordi ed esperienze pregnanti la nostra esistenza rappresenta una variabile fondante dell’identità individuale e collettiva. Il momento di passaggio dalla raccolta e conservazione di informazioni funzionali alle proprie esigenze, legate all’hic et nunc, alla creazione di archivi istituzionalizzati è sicuramente da correlarsi all’evoluzione delle modalità aggregative delle persone e allo sviluppo di necessità più profonde rispetto a quelle sino a tale momento affrontate. Il trascorso, dunque, inteso come strumento fondamentale atto a definire la propria identità, è chiamato a ricostruire ciò che noi siamo o riteniamo di essere tramite un procedimento selettivo degli accadimenti e delle emozioni: siano questi dovuti al trascorrere della quotidianità, oppure provenienti dal mondo delle arti figurative. Il legame indissolubile tra il «noi» e la funzione mnemonica permette di comprendere quanto la creazione di strutture sociali possono influenzare i ricordi del singolo, collocandoli all’interno dei quadri della «memoria collettiva»: «non basta ricostruire pezzo a pezzo l’immagine di un avvenimento passato per ottenere un ricordo. Bisogna che questa ricostruzione sia fatta a partire da dati o da nozioni comuni che si trovano dentro di noi tanto quanto negli altri, perché passano senza sosta da noi a loro e reciprocamente; questo è possibile solo se tutti fanno parte, e continuano a far parte, di una medesima società. Soltanto così si può comprendere come un ricordo possa essere contemporaneamente riconosciuto e ricostruito». La memoria, anche quella suggerita dai fenomeni artistici e comunque culturali, intesa vieppiù quale deposito per la conservazione e la trasmissione del sapere, rappresenta il requisito indissolubile per la nascita, lo sviluppo e l’evoluzione della cultura di un popolo. Gli archivi, le biblioteche, i musei, i luoghi della conoscenza in generale, identificano ambiti essenziali primari della nostra vita, veri tramiti tra passato e futuro. Agire nella prospettiva di una valorizzazione del patrimonio culturale è un atto dovuto, mai prorogabile, in uno scenario che interpreta l’accesso ai beni culturali come un problema di palese democrazia e, specularmente, di azione di custodia e trasmissione della memoria. quale risorsa strategica di una comunità.
La memoria come bene culturale. Il Centro Studi e Archivio della Comunicazione dell’Università di Parma
E. Faroldi
2025-01-01
Abstract
La facoltà della mente di conservare e richiamare alla coscienza ricordi ed esperienze pregnanti la nostra esistenza rappresenta una variabile fondante dell’identità individuale e collettiva. Il momento di passaggio dalla raccolta e conservazione di informazioni funzionali alle proprie esigenze, legate all’hic et nunc, alla creazione di archivi istituzionalizzati è sicuramente da correlarsi all’evoluzione delle modalità aggregative delle persone e allo sviluppo di necessità più profonde rispetto a quelle sino a tale momento affrontate. Il trascorso, dunque, inteso come strumento fondamentale atto a definire la propria identità, è chiamato a ricostruire ciò che noi siamo o riteniamo di essere tramite un procedimento selettivo degli accadimenti e delle emozioni: siano questi dovuti al trascorrere della quotidianità, oppure provenienti dal mondo delle arti figurative. Il legame indissolubile tra il «noi» e la funzione mnemonica permette di comprendere quanto la creazione di strutture sociali possono influenzare i ricordi del singolo, collocandoli all’interno dei quadri della «memoria collettiva»: «non basta ricostruire pezzo a pezzo l’immagine di un avvenimento passato per ottenere un ricordo. Bisogna che questa ricostruzione sia fatta a partire da dati o da nozioni comuni che si trovano dentro di noi tanto quanto negli altri, perché passano senza sosta da noi a loro e reciprocamente; questo è possibile solo se tutti fanno parte, e continuano a far parte, di una medesima società. Soltanto così si può comprendere come un ricordo possa essere contemporaneamente riconosciuto e ricostruito». La memoria, anche quella suggerita dai fenomeni artistici e comunque culturali, intesa vieppiù quale deposito per la conservazione e la trasmissione del sapere, rappresenta il requisito indissolubile per la nascita, lo sviluppo e l’evoluzione della cultura di un popolo. Gli archivi, le biblioteche, i musei, i luoghi della conoscenza in generale, identificano ambiti essenziali primari della nostra vita, veri tramiti tra passato e futuro. Agire nella prospettiva di una valorizzazione del patrimonio culturale è un atto dovuto, mai prorogabile, in uno scenario che interpreta l’accesso ai beni culturali come un problema di palese democrazia e, specularmente, di azione di custodia e trasmissione della memoria. quale risorsa strategica di una comunità.| File | Dimensione | Formato | |
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