L’attuale discrasia rinvenibile con una linea culturale di matrice tardo-modernista, che considera l’autonomia dell’architettura quale espressione artistica, simbolica e di pura creazione formale, a partire dalla fine degli anni Settanta sembra individuare risposte coerenti con la contemporaneità: il progetto di architettura inizia a confrontarsi con la poesia dell’innovazione tecnologica, sia nelle trasformazioni del linguaggio, sia nell’evoluzione delle tecniche costruttive. Ne emerge un confronto sempre più intenso tra creatività e sapere tecnico, in cui le azioni della rigenerazione, della continuità, della tettonica, della resilienza, della costruzione, dello spazio e del tempo, interpretate per mezzo del filtro dell’eteronomia, evidenziano i contenuti teorici propri dell’anima della disciplina. La trasversalità delle competenze e il loro costituirsi in forma complementare e mai alternativa, individua la pluralità di approccio e il sapere diffuso come ingrediente imprescindibile di una ricerca teorica e progettuale nella quale la memoria rappresenta l’elemento di dialogo tra storia, contemporaneità e nuove ibridazioni. Il pensiero, altresì, stimola la sinergia e il confronto tra temi e attori di un teatro urbano – la città contemporanea – in grado di alimentare il dibattito sull’architettura, sul suo farsi attuale e nel suo essere in costante evoluzione.
Frammenti di cultura eteronoma. Ideazione, composizione, tecnica, poesia
E. Faroldi
2025-01-01
Abstract
L’attuale discrasia rinvenibile con una linea culturale di matrice tardo-modernista, che considera l’autonomia dell’architettura quale espressione artistica, simbolica e di pura creazione formale, a partire dalla fine degli anni Settanta sembra individuare risposte coerenti con la contemporaneità: il progetto di architettura inizia a confrontarsi con la poesia dell’innovazione tecnologica, sia nelle trasformazioni del linguaggio, sia nell’evoluzione delle tecniche costruttive. Ne emerge un confronto sempre più intenso tra creatività e sapere tecnico, in cui le azioni della rigenerazione, della continuità, della tettonica, della resilienza, della costruzione, dello spazio e del tempo, interpretate per mezzo del filtro dell’eteronomia, evidenziano i contenuti teorici propri dell’anima della disciplina. La trasversalità delle competenze e il loro costituirsi in forma complementare e mai alternativa, individua la pluralità di approccio e il sapere diffuso come ingrediente imprescindibile di una ricerca teorica e progettuale nella quale la memoria rappresenta l’elemento di dialogo tra storia, contemporaneità e nuove ibridazioni. Il pensiero, altresì, stimola la sinergia e il confronto tra temi e attori di un teatro urbano – la città contemporanea – in grado di alimentare il dibattito sull’architettura, sul suo farsi attuale e nel suo essere in costante evoluzione.| File | Dimensione | Formato | |
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