L’architettura è disciplina eteronoma. In quanto tale aspira a rappresentare il futuro, il presente e il passato di una collettività, identificando un attendibile barometro volto a registrare gusti, tendenze, sogni. In epoca di ibridazione dei saperi e di compenetrazione delle discipline, l’atto di radiografare il significato profondo dell’architettura per mezzo del filtro del proprio livello di “autonomia” e/o “eteronomia”, traduce la dinamica delle tendenze in atto, alimentando la contemporaneizzazione di frammenti di un dibattito scolpito nella nostra cultura e tradizione disciplinare. Ne consegue che il concepimento di un’opera di architettura non identifichi la diretta risposta a un’esigenza, bensì traduca l’aspirazione concreta di materializzare desideri e tendenze, nel solco dinamico dei codici di una contemporaneità mutevole e assetata di riformulazioni. La parcellizzazione delle competenze, la spinta specializzazione dei saperi, la costante modificazione degli strumenti di lavoro, l’azione di digitalizzazione accompagnata da una tendenza di sopravvalutazione del comparto della comunicazione, rappresentano fenomeni che incidono in modo sostanziale sul riordino delle discipline. Il risultato è un evidente rafforzamento della reciproca interazione esistente tra i valori immateriali di una comunità e gli assetti materiali dei luoghi in cui essa vive e si esprime. Il concetto di “eteronomia”, affiancato dalla crescente complessità progettuale, realizzativa, gestionale, sollecita ulteriori istanze dialogiche che si evidenziano nei concetti di ibridazione, contaminazione, diffusione dei singoli saperi.
Architettura disciplina eteronoma. Temi e attori del sapere contemporaneo
E. Faroldi;M. P. Vettori
2025-01-01
Abstract
L’architettura è disciplina eteronoma. In quanto tale aspira a rappresentare il futuro, il presente e il passato di una collettività, identificando un attendibile barometro volto a registrare gusti, tendenze, sogni. In epoca di ibridazione dei saperi e di compenetrazione delle discipline, l’atto di radiografare il significato profondo dell’architettura per mezzo del filtro del proprio livello di “autonomia” e/o “eteronomia”, traduce la dinamica delle tendenze in atto, alimentando la contemporaneizzazione di frammenti di un dibattito scolpito nella nostra cultura e tradizione disciplinare. Ne consegue che il concepimento di un’opera di architettura non identifichi la diretta risposta a un’esigenza, bensì traduca l’aspirazione concreta di materializzare desideri e tendenze, nel solco dinamico dei codici di una contemporaneità mutevole e assetata di riformulazioni. La parcellizzazione delle competenze, la spinta specializzazione dei saperi, la costante modificazione degli strumenti di lavoro, l’azione di digitalizzazione accompagnata da una tendenza di sopravvalutazione del comparto della comunicazione, rappresentano fenomeni che incidono in modo sostanziale sul riordino delle discipline. Il risultato è un evidente rafforzamento della reciproca interazione esistente tra i valori immateriali di una comunità e gli assetti materiali dei luoghi in cui essa vive e si esprime. Il concetto di “eteronomia”, affiancato dalla crescente complessità progettuale, realizzativa, gestionale, sollecita ulteriori istanze dialogiche che si evidenziano nei concetti di ibridazione, contaminazione, diffusione dei singoli saperi.| File | Dimensione | Formato | |
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