Parquet Deformations is a paradigmatic design exercise introduced by William Huff at the Ulm School of Design in the 1960s, with the aim of enhancing students’ ability to investigate the configurational dimension of space through the sequential transformation of patterns. This paper proposes a multi-layered interpretation of the exercise, situating it within a framework of computational experimentation based on a comparison between Artificial Intelligence and Computational Design. The objective is to highlight the pedagogical significance of the exercise, both as an instrument of design thinking and as a methodological tool relevant to contemporary design representation. At the same time, the paper examines the similarities and differences between these two approaches, which, despite sharing a common computational foundation, differ considerably in their formal characteristics, functional principles, and practical applications.

La Parquet Deformations è un esercizio paradigmatico, introdotto da William Huff alla scuola di Ulm negli anni Sessanta, con lo scopo di migliorare l’attitudine degli studenti ad indagare la dimensione configurativa dello spazio, tramite la trasformazione sequenziale dei modelli. Questo scritto propone una lettura multilivello dell’esercizio per inquadrarlo in una prospettiva di sperimentazione computazionale effettuata tramite il confronto tra Intelligenza Artificiale e Computational Design. L’obbiettivo è evidenziare la valenza pedagogica dell’esercitazione e come strumento del pensiero progettuale e come dispositivo utile alla contemporaneità del disegno, evidenziando nel contempo similitudini e differenze tra due approcci che, pur avendo una comune matrice informatica, si differenziano sensibilmente dal punto di vista formale, funzionale e applicativo.

Parquet Deformations, Computational Design e IA. Esercizi grafici del passato per nuovi paradigmi

G. Buratti;G. Vignati
2025-01-01

Abstract

Parquet Deformations is a paradigmatic design exercise introduced by William Huff at the Ulm School of Design in the 1960s, with the aim of enhancing students’ ability to investigate the configurational dimension of space through the sequential transformation of patterns. This paper proposes a multi-layered interpretation of the exercise, situating it within a framework of computational experimentation based on a comparison between Artificial Intelligence and Computational Design. The objective is to highlight the pedagogical significance of the exercise, both as an instrument of design thinking and as a methodological tool relevant to contemporary design representation. At the same time, the paper examines the similarities and differences between these two approaches, which, despite sharing a common computational foundation, differ considerably in their formal characteristics, functional principles, and practical applications.
2025
ÈKPHRASIS Descrizioni nello spazio della rappresentazione
9788835182412
La Parquet Deformations è un esercizio paradigmatico, introdotto da William Huff alla scuola di Ulm negli anni Sessanta, con lo scopo di migliorare l’attitudine degli studenti ad indagare la dimensione configurativa dello spazio, tramite la trasformazione sequenziale dei modelli. Questo scritto propone una lettura multilivello dell’esercizio per inquadrarlo in una prospettiva di sperimentazione computazionale effettuata tramite il confronto tra Intelligenza Artificiale e Computational Design. L’obbiettivo è evidenziare la valenza pedagogica dell’esercitazione e come strumento del pensiero progettuale e come dispositivo utile alla contemporaneità del disegno, evidenziando nel contempo similitudini e differenze tra due approcci che, pur avendo una comune matrice informatica, si differenziano sensibilmente dal punto di vista formale, funzionale e applicativo.
Parquet deformations, computational design, intelligenza artificiale, reti neurali, disegno algoritmico.
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