Nonostante la proliferazione di nuovi modelli didattici e strumenti di trasmissione della conoscenza sempre più avanzati, il workshop rappresenta ancora un passaggio cardinale nel percorso formativo universitario. Il workshop, di fatto, è forse l’unico momento in cui è possibile raggiungere un’intensità di concentrazione e un ritmo di produzione tale da permettere un sensibile miglioramento delle relazioni tra produzione di pensiero, applicazione pratica e comunicazione del progetto. L’organizzazione flessibile della didattica e una maggiore libertà di interazione tra i partecipanti, offre condizioni adatte all’erogazione di una formazione process-focused invece di una product-based . Ciò significa poter liberare dai vincoli della didattica tradizionale − tendenzialmente legata all’elaborazione di uno specifico prodotto finale − la dimensione più libera ed energica del pensiero progettuale. Landscape Of[f] Limits (LOL) è il titolo del workshop internazionale di progettazione erogato dal corso di Laurea Magistrale in Soustainable Architecture and Landscape Design, presso il Polo Territoriale di Piacenza del Politecnico di Milano. Un evento stanziale che ospita ogni anno nelle prime due settimane di settembre una ricca comunità di studenti, docenti, professionisti e stakeholders di varia natura negli spazi del Campus Arata. LOL guarda al paesaggio da un'angolazione inequivocabile, che rifugge da quella dimensione romantica, pacificata e rassicurante, sorprendentemente ancora troppo presente nelle narrazioni accademiche. LOL si concentra su una serie di temi particolarmente rappresentativi del dibattito culturale contemporaneo circa il passaggio da un mondo antropocentrico e pieno di risorse ad uno dove coesistenza e mediazione sono presupposti essenziali per la pratica del progetto. Ogni edizione ha un tema specifico, di forte attualità e concretezza: nel 2020 la gestione ‘estrattiva’ dei grandi sistemi fluviali, nel 2021 il post-pandemia, nel 2022 infrastrutturazione e consumo di suolo, nel 2023 siccità e inondazioni, quest’anno (2024) il conflitto, declinato nelle sue varie articolazioni di tossicità/salute, costruzione/inselvatichimento, consumo/produzione, umano/non umano, etc. L'articolo chiama in una serie di riflessioni che la didattica è chiamata ad affrontare, con obiettivi formativi e pedagogici che si ritengono urgenti e non più procrastinabili per gli aspiranti architetti.
Una didattica ad alto contenuto conoscitivo ma a basso grado di controllo
Federico Di Cosmo;
2025-01-01
Abstract
Nonostante la proliferazione di nuovi modelli didattici e strumenti di trasmissione della conoscenza sempre più avanzati, il workshop rappresenta ancora un passaggio cardinale nel percorso formativo universitario. Il workshop, di fatto, è forse l’unico momento in cui è possibile raggiungere un’intensità di concentrazione e un ritmo di produzione tale da permettere un sensibile miglioramento delle relazioni tra produzione di pensiero, applicazione pratica e comunicazione del progetto. L’organizzazione flessibile della didattica e una maggiore libertà di interazione tra i partecipanti, offre condizioni adatte all’erogazione di una formazione process-focused invece di una product-based . Ciò significa poter liberare dai vincoli della didattica tradizionale − tendenzialmente legata all’elaborazione di uno specifico prodotto finale − la dimensione più libera ed energica del pensiero progettuale. Landscape Of[f] Limits (LOL) è il titolo del workshop internazionale di progettazione erogato dal corso di Laurea Magistrale in Soustainable Architecture and Landscape Design, presso il Polo Territoriale di Piacenza del Politecnico di Milano. Un evento stanziale che ospita ogni anno nelle prime due settimane di settembre una ricca comunità di studenti, docenti, professionisti e stakeholders di varia natura negli spazi del Campus Arata. LOL guarda al paesaggio da un'angolazione inequivocabile, che rifugge da quella dimensione romantica, pacificata e rassicurante, sorprendentemente ancora troppo presente nelle narrazioni accademiche. LOL si concentra su una serie di temi particolarmente rappresentativi del dibattito culturale contemporaneo circa il passaggio da un mondo antropocentrico e pieno di risorse ad uno dove coesistenza e mediazione sono presupposti essenziali per la pratica del progetto. Ogni edizione ha un tema specifico, di forte attualità e concretezza: nel 2020 la gestione ‘estrattiva’ dei grandi sistemi fluviali, nel 2021 il post-pandemia, nel 2022 infrastrutturazione e consumo di suolo, nel 2023 siccità e inondazioni, quest’anno (2024) il conflitto, declinato nelle sue varie articolazioni di tossicità/salute, costruzione/inselvatichimento, consumo/produzione, umano/non umano, etc. L'articolo chiama in una serie di riflessioni che la didattica è chiamata ad affrontare, con obiettivi formativi e pedagogici che si ritengono urgenti e non più procrastinabili per gli aspiranti architetti.| File | Dimensione | Formato | |
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