La deterritorializzazione consiste nella rottura del processo coevolutivo tra ambiente e insediamento umano, producendo territori funzionali decontestualizzati (Magnaghi, 2010, 2020). Questo fenomeno è frequente nei territori “intermedi” italiani (Lanzani, 2020), caratterizzati dapprima da un’urbanizzazione consistente, a cui spesso è seguito un declassamento e/o una contrazione recente. L’eredità di uno sviluppo spesso privo di regolamentazione urbanistico-ambientale e di una visione territoriale complessiva è un territorio contraddistinto da fragilità socio-ambientali, aggravate dal contesto dei cambiamenti climatici. L’articolo tratta il caso di Massafra, città pugliese di medie dimensioni situata a nord di Taranto, sorta lungo la via consolare Appia, oggi arteria logistica chiave per la connessione del meridione adriatico e ionico con il centro Italia. La sua posizione e le dinamiche a vasta scala hanno determinato uno sviluppo urbano caratterizzato da un alto consumo di suolo, una diffusione produttiva nel territorio agricolo e una frammentazione degli spazi aperti. Ne emerge un paesaggio di cesura caratterizzato da una sovrapposizione disordinata tra reti della mobilità, insediamenti produttivi, attrezzature della vita quotidiana, frammenti di campagna, terrains vagues (de Solà Morales, 1996) e emergenze architettoniche di rilievo storico-artistico. Attraverso l’esperienza progettuale nata da un concorso di idee , l’articolo analizza l’evoluzione del contesto storico-territoriale e propone delle direttive per future strategie e azioni da mettere in campo per ricostituire un patrimonio territoriale capace di includere sia le funzioni riproduttive del territorio che una rinnovata urbanità.
Riterritorializzare la cesura come paesaggio socio-ecologico. L'Appia, ecotone tra la città storica e territorio produttivo a Massafra.
M. Sandulli
2025-01-01
Abstract
La deterritorializzazione consiste nella rottura del processo coevolutivo tra ambiente e insediamento umano, producendo territori funzionali decontestualizzati (Magnaghi, 2010, 2020). Questo fenomeno è frequente nei territori “intermedi” italiani (Lanzani, 2020), caratterizzati dapprima da un’urbanizzazione consistente, a cui spesso è seguito un declassamento e/o una contrazione recente. L’eredità di uno sviluppo spesso privo di regolamentazione urbanistico-ambientale e di una visione territoriale complessiva è un territorio contraddistinto da fragilità socio-ambientali, aggravate dal contesto dei cambiamenti climatici. L’articolo tratta il caso di Massafra, città pugliese di medie dimensioni situata a nord di Taranto, sorta lungo la via consolare Appia, oggi arteria logistica chiave per la connessione del meridione adriatico e ionico con il centro Italia. La sua posizione e le dinamiche a vasta scala hanno determinato uno sviluppo urbano caratterizzato da un alto consumo di suolo, una diffusione produttiva nel territorio agricolo e una frammentazione degli spazi aperti. Ne emerge un paesaggio di cesura caratterizzato da una sovrapposizione disordinata tra reti della mobilità, insediamenti produttivi, attrezzature della vita quotidiana, frammenti di campagna, terrains vagues (de Solà Morales, 1996) e emergenze architettoniche di rilievo storico-artistico. Attraverso l’esperienza progettuale nata da un concorso di idee , l’articolo analizza l’evoluzione del contesto storico-territoriale e propone delle direttive per future strategie e azioni da mettere in campo per ricostituire un patrimonio territoriale capace di includere sia le funzioni riproduttive del territorio che una rinnovata urbanità.| File | Dimensione | Formato | |
|---|---|---|---|
|
Atti_XXVI_Conferenza_SIU_Napoli_Vol.10_Tira-Guida_Planum_Publisher_2025.pdf
accesso aperto
:
Publisher’s version
Dimensione
13.12 MB
Formato
Adobe PDF
|
13.12 MB | Adobe PDF | Visualizza/Apri |
I documenti in IRIS sono protetti da copyright e tutti i diritti sono riservati, salvo diversa indicazione.


