La pratica del muoversi e camminare dise¬gna il territorio e ne diventa invariante strutturale e riferimento topografico. Tale palinsesto viario esistente è essenziale per riabitare o riutilizzare, anche solo stagionalmente, luoghi marginali in semi abbandono. Il contributo intende trattare la vicenda della successione storica del disegno viario di un piccolo “paese” lungo una valle, che si definisce, nell’arco di duemila anni, attorno a diversi tracciati di collegamento territoriale, in grado di connotarne carattere, forma e abitabilità. La morfologia stessa del paese si dà in regione del carattere della strada. Il caso studio riguarda Ottone, in alta val Trebbia, un’area interna soggetta ad un forte spopolamento e abitata stagionalmente. Sono quattro le tappe del disegno territoriale riconoscibile: una prima relativa ad un cammino battuto che, valicando i monti, collega la pianura Padana al mar Ligure; la seconda vede svilupparsi, ai piedi del maniero, un borgo compatto disegnato dal tracciato viario commerciale; la terza si deve alla necessità di attraversare rapidamente il territorio in epoca napoleonica, che si realizza nel corso dell’Ottocento come strada nazionale; l’ultima tappa porta la strada di collegamento veloce all’esterno dell’abitato, in alveo fluviale e su viadotto. Ad ogni tappa corrisponde una velocità di movimento e un rapporto specifico con edificato e paesaggio. In conclusione, il contributo si interroga circa la condizione di riabitare e riutilizzare, anche solo stagionalmente, luoghi marginali in semi abbandono, siano essi spazi aperti rurali e urbani o il sistema insediativo storico e recente a bassissima densità edilizia e d’uso.

Camminare per riscoprire il palinsesto territoriale

M. Mareggi
2025-01-01

Abstract

La pratica del muoversi e camminare dise¬gna il territorio e ne diventa invariante strutturale e riferimento topografico. Tale palinsesto viario esistente è essenziale per riabitare o riutilizzare, anche solo stagionalmente, luoghi marginali in semi abbandono. Il contributo intende trattare la vicenda della successione storica del disegno viario di un piccolo “paese” lungo una valle, che si definisce, nell’arco di duemila anni, attorno a diversi tracciati di collegamento territoriale, in grado di connotarne carattere, forma e abitabilità. La morfologia stessa del paese si dà in regione del carattere della strada. Il caso studio riguarda Ottone, in alta val Trebbia, un’area interna soggetta ad un forte spopolamento e abitata stagionalmente. Sono quattro le tappe del disegno territoriale riconoscibile: una prima relativa ad un cammino battuto che, valicando i monti, collega la pianura Padana al mar Ligure; la seconda vede svilupparsi, ai piedi del maniero, un borgo compatto disegnato dal tracciato viario commerciale; la terza si deve alla necessità di attraversare rapidamente il territorio in epoca napoleonica, che si realizza nel corso dell’Ottocento come strada nazionale; l’ultima tappa porta la strada di collegamento veloce all’esterno dell’abitato, in alveo fluviale e su viadotto. Ad ogni tappa corrisponde una velocità di movimento e un rapporto specifico con edificato e paesaggio. In conclusione, il contributo si interroga circa la condizione di riabitare e riutilizzare, anche solo stagionalmente, luoghi marginali in semi abbandono, siano essi spazi aperti rurali e urbani o il sistema insediativo storico e recente a bassissima densità edilizia e d’uso.
2025
Cammini, Atti della XXVI Conferenza Nazionale SIU "Nuove ecologie territoriali. Coabitare mondi che cambiano"
978-88-99237-75-2
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