Located at the western entrance to Brescia, along the historic Via Milano, the new theatre designed by Camillo Botticini and Brescia Infrastrutture and dedicated to the influential theatre director Renato Borsoni is the first completed project within a broader urban regeneration plan bearing the emblematic name Oltre la strada (“Beyond the Road”). The plan seeks to revitalise a former industrial area that has gradually deteriorated into a marginal and socially disadvantaged district through a series of small-scale interventions along the historic road, now equipped with a new cycle lane. The new theatre stands out through its distinctive compositional choices, becoming a landmark in the urban renewal of this peripheral part of the city. Its urban character is achieved through both the stereometric simplicity of the building and the clarity of the architectural solutions adopted for its principal façades. While the main entrance is distinguished by a large, multi-lobed atrium opening onto the street, the symmetrical side façades make a striking impression through their monumental rustication, created using large precast blocks of smooth-finished concrete. This architectural solution immediately evokes celebrated historical precedents, such as Biagio Rossetti’s Palazzo dei Diamanti in Ferrara and, as explicitly intended by the architect, the long wall of massive, irregularly dressed stone blocks of Palazzo Pitti in Florence. The simplicity of the architectural choices nevertheless avoids lapsing into the facile minimalism that has become increasingly commonplace in its various forms. Instead, the project demonstrates the possibility of creating contemporary urban architecture with a minimum of means while remaining attentive to history, in keeping with the teachings of the great Mies van der Rohe, who was an enthusiastic admirer of the monumental wall of Palazzo Pitti during his journey to Italy.

Posto all’ingresso occidentale di Brescia, lungo la storica via Milano, il nuovo Teatro di Camillo Botticini e Brescia Infrastrutture, dedicato alla figura dell’influente direttore teatrale Renato Borsoni, rappresenta la prima opera realizzata di un più ampio piano di rigenerazione urbana dall’emblematico nome “Oltre la strada”. Si tratta infatti di un piano che parte dalla rivitalizzazione di un’area ex industriale, nel tempo decaduta a zona marginale e socialmente problematica, a partire da un sistema di piccoli interventi posti lungo la strada storica, dotata di una nuova pista ciclabile. L’edificio del nuovo teatro emerge con forza grazie alle scelte compositive adottate, divenendo vera a propria pietra miliare di una nuova rinascita urbana di questa frangia marginale della città. Tale urbanità è ottenuta, da un lato, grazie alla semplicità stereometrica del complesso, dall’altro grazie alla chiarezza delle soluzioni architettoniche adottate per il sistema dei prospetti principali. Se l’ingresso frontale si caratterizza per il grande atrio polilobato aperto verso la strada, i fronti simmetrici laterali si impongono con forza per la scelta del bugnato gigante con blocchi prefabbricati in cemento lisciato. Una soluzione che rimanda subito a celebri riferimenti storici, come il Palazzo dei Diamanti di Biagio Rossetti a Ferrara, ma anche – nelle intenzioni dell’architetto – al lungo muro a grandi conci irregolari di Palazzo Pitti a Firenze. La semplicità delle scelte architettoniche adottate non rischia tuttavia di scadere in facile minimalismo, oggi oramai abusato nelle sue diverse forme, e conferma invece la possibilità di realizzare opere urbane contemporanee con l’impiego del minimo dei mezzi a disposizione senza dimenticare la storia, come insegnava il grande Mies, appassionato sostenitore del lungo muro di Palazzo Pitti durante il suo viaggio in Italia.

Ein Theater für die Stadtentwicklung

michele Caja
2025-01-01

Abstract

Located at the western entrance to Brescia, along the historic Via Milano, the new theatre designed by Camillo Botticini and Brescia Infrastrutture and dedicated to the influential theatre director Renato Borsoni is the first completed project within a broader urban regeneration plan bearing the emblematic name Oltre la strada (“Beyond the Road”). The plan seeks to revitalise a former industrial area that has gradually deteriorated into a marginal and socially disadvantaged district through a series of small-scale interventions along the historic road, now equipped with a new cycle lane. The new theatre stands out through its distinctive compositional choices, becoming a landmark in the urban renewal of this peripheral part of the city. Its urban character is achieved through both the stereometric simplicity of the building and the clarity of the architectural solutions adopted for its principal façades. While the main entrance is distinguished by a large, multi-lobed atrium opening onto the street, the symmetrical side façades make a striking impression through their monumental rustication, created using large precast blocks of smooth-finished concrete. This architectural solution immediately evokes celebrated historical precedents, such as Biagio Rossetti’s Palazzo dei Diamanti in Ferrara and, as explicitly intended by the architect, the long wall of massive, irregularly dressed stone blocks of Palazzo Pitti in Florence. The simplicity of the architectural choices nevertheless avoids lapsing into the facile minimalism that has become increasingly commonplace in its various forms. Instead, the project demonstrates the possibility of creating contemporary urban architecture with a minimum of means while remaining attentive to history, in keeping with the teachings of the great Mies van der Rohe, who was an enthusiastic admirer of the monumental wall of Palazzo Pitti during his journey to Italy.
2025
Posto all’ingresso occidentale di Brescia, lungo la storica via Milano, il nuovo Teatro di Camillo Botticini e Brescia Infrastrutture, dedicato alla figura dell’influente direttore teatrale Renato Borsoni, rappresenta la prima opera realizzata di un più ampio piano di rigenerazione urbana dall’emblematico nome “Oltre la strada”. Si tratta infatti di un piano che parte dalla rivitalizzazione di un’area ex industriale, nel tempo decaduta a zona marginale e socialmente problematica, a partire da un sistema di piccoli interventi posti lungo la strada storica, dotata di una nuova pista ciclabile. L’edificio del nuovo teatro emerge con forza grazie alle scelte compositive adottate, divenendo vera a propria pietra miliare di una nuova rinascita urbana di questa frangia marginale della città. Tale urbanità è ottenuta, da un lato, grazie alla semplicità stereometrica del complesso, dall’altro grazie alla chiarezza delle soluzioni architettoniche adottate per il sistema dei prospetti principali. Se l’ingresso frontale si caratterizza per il grande atrio polilobato aperto verso la strada, i fronti simmetrici laterali si impongono con forza per la scelta del bugnato gigante con blocchi prefabbricati in cemento lisciato. Una soluzione che rimanda subito a celebri riferimenti storici, come il Palazzo dei Diamanti di Biagio Rossetti a Ferrara, ma anche – nelle intenzioni dell’architetto – al lungo muro a grandi conci irregolari di Palazzo Pitti a Firenze. La semplicità delle scelte architettoniche adottate non rischia tuttavia di scadere in facile minimalismo, oggi oramai abusato nelle sue diverse forme, e conferma invece la possibilità di realizzare opere urbane contemporanee con l’impiego del minimo dei mezzi a disposizione senza dimenticare la storia, come insegnava il grande Mies, appassionato sostenitore del lungo muro di Palazzo Pitti durante il suo viaggio in Italia.
Theatre
Urban regeneration
Palazzo Pitti
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Utilizza questo identificativo per citare o creare un link a questo documento: https://hdl.handle.net/11311/1283085
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