Posto all’ingresso occidentale di Brescia, lungo la storica via Milano, il nuovo Teatro di Camillo Botticini e Brescia Infrastrutture, dedicato alla figura dell’influente direttore teatrale Renato Borsoni, rappresenta la prima opera realizzata di un più ampio piano di rigenerazione urbana dall’emblematico nome “Oltre la strada”. Si tratta infatti di un piano che parte dalla rivitalizzazione di un’area ex industriale, nel tempo decaduta a zona marginale e socialmente problematica, a partire da un sistema di piccoli interventi posti lungo la strada storica, dotata di una nuova pista ciclabile. L’edificio del nuovo teatro emerge con forza grazie alle scelte compositive adottate, divenendo vera a propria pietra miliare di una nuova rinascita urbana di questa frangia marginale della città. Tale urbanità è ottenuta, da un lato, grazie alla semplicità stereometrica del complesso, dall’altro grazie alla chiarezza delle soluzioni architettoniche adottate per il sistema dei prospetti principali. Se l’ingresso frontale si caratterizza per il grande atrio polilobato aperto verso la strada, i fronti simmetrici laterali si impongono con forza per la scelta del bugnato gigante con blocchi prefabbricati in cemento lisciato. Una soluzione che rimanda subito a celebri riferimenti storici, come il Palazzo dei Diamanti di Biagio Rossetti a Ferrara, ma anche – nelle intenzioni dell’architetto – al lungo muro a grandi conci irregolari di Palazzo Pitti a Firenze. La semplicità delle scelte architettoniche adottate non rischia tuttavia di scadere in facile minimalismo, oggi oramai abusato nelle sue diverse forme, e conferma invece la possibilità di realizzare opere urbane contemporanee con l’impiego del minimo dei mezzi a disposizione senza dimenticare la storia, come insegnava il grande Mies, appassionato sostenitore del lungo muro di Palazzo Pitti durante il suo viaggio in Italia.
Ein Theater für die Stadtentwicklung
michele Caja
2025-01-01
Abstract
Posto all’ingresso occidentale di Brescia, lungo la storica via Milano, il nuovo Teatro di Camillo Botticini e Brescia Infrastrutture, dedicato alla figura dell’influente direttore teatrale Renato Borsoni, rappresenta la prima opera realizzata di un più ampio piano di rigenerazione urbana dall’emblematico nome “Oltre la strada”. Si tratta infatti di un piano che parte dalla rivitalizzazione di un’area ex industriale, nel tempo decaduta a zona marginale e socialmente problematica, a partire da un sistema di piccoli interventi posti lungo la strada storica, dotata di una nuova pista ciclabile. L’edificio del nuovo teatro emerge con forza grazie alle scelte compositive adottate, divenendo vera a propria pietra miliare di una nuova rinascita urbana di questa frangia marginale della città. Tale urbanità è ottenuta, da un lato, grazie alla semplicità stereometrica del complesso, dall’altro grazie alla chiarezza delle soluzioni architettoniche adottate per il sistema dei prospetti principali. Se l’ingresso frontale si caratterizza per il grande atrio polilobato aperto verso la strada, i fronti simmetrici laterali si impongono con forza per la scelta del bugnato gigante con blocchi prefabbricati in cemento lisciato. Una soluzione che rimanda subito a celebri riferimenti storici, come il Palazzo dei Diamanti di Biagio Rossetti a Ferrara, ma anche – nelle intenzioni dell’architetto – al lungo muro a grandi conci irregolari di Palazzo Pitti a Firenze. La semplicità delle scelte architettoniche adottate non rischia tuttavia di scadere in facile minimalismo, oggi oramai abusato nelle sue diverse forme, e conferma invece la possibilità di realizzare opere urbane contemporanee con l’impiego del minimo dei mezzi a disposizione senza dimenticare la storia, come insegnava il grande Mies, appassionato sostenitore del lungo muro di Palazzo Pitti durante il suo viaggio in Italia.| File | Dimensione | Formato | |
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