Design is also partly responsible for the desire to possess objects, to the det-riment of the desire to act through them. However, a trend reversal has been underway for some time now that conceives of the artefact as a stimulator of actions and behaviour; a design whose purpose focuses on the service it offers users, on the cognitive and emotional benefit that the artefact is able to en¬courage, on its cultural, economic, and anthropological consequences. The attention of design towards environmental sustainability, gender issues, multiculturalism, etc. is witness to this. As is the growing critical view of social reality. Hence the question: what can semiotics do for design? By retracing the history of the relationship between semiotics and design, it is proposed to overturn the conception of the text-artefact: from an object of analysis to in¬vestigate what it tells us, to a device that, because of the way it is conceived, triggers operations for the benefit of its users.

Del desiderio di possesso degli oggetti, a scapito del desiderio di agire attra-verso di essi, è in parte responsabile anche il design. Tuttavia, è in atto da tempo un’inversione di tendenza che concepisce l’artefatto come stimolatore di azioni e di comportamenti; un design il cui fine punta al servizio che offre all’utenza, al beneficio cognitivo ed emotivo che l’artefatto è in grado di favorire, alle sue conseguenze culturali, economiche, antropologiche. L’attenzione del design verso la sostenibilità ambientale, le questioni di genere, il multiculturalismo, ecc. ne è testimone. Così come la crescente visione critica della realtà sociale. Da qui una domanda: che cosa può fare la semiotica per il design? Ripercorrendo la storia dei rapporti fra semiotica e design, si propone di rovesciare la concezione del testo-artefatto: da oggetto di analisi per indagare che cosa esso ci dice, a congegno che, per il modo in cui è stato concepito, innesca operazioni a beneficio dei propri utenti.

Attraverso l’artefatto. Ovvero: cosa ha fatto e cosa può fare la semiotica per il design?

Salvatore Zingale
2024-01-01

Abstract

Design is also partly responsible for the desire to possess objects, to the det-riment of the desire to act through them. However, a trend reversal has been underway for some time now that conceives of the artefact as a stimulator of actions and behaviour; a design whose purpose focuses on the service it offers users, on the cognitive and emotional benefit that the artefact is able to en¬courage, on its cultural, economic, and anthropological consequences. The attention of design towards environmental sustainability, gender issues, multiculturalism, etc. is witness to this. As is the growing critical view of social reality. Hence the question: what can semiotics do for design? By retracing the history of the relationship between semiotics and design, it is proposed to overturn the conception of the text-artefact: from an object of analysis to in¬vestigate what it tells us, to a device that, because of the way it is conceived, triggers operations for the benefit of its users.
2024
Del desiderio di possesso degli oggetti, a scapito del desiderio di agire attra-verso di essi, è in parte responsabile anche il design. Tuttavia, è in atto da tempo un’inversione di tendenza che concepisce l’artefatto come stimolatore di azioni e di comportamenti; un design il cui fine punta al servizio che offre all’utenza, al beneficio cognitivo ed emotivo che l’artefatto è in grado di favorire, alle sue conseguenze culturali, economiche, antropologiche. L’attenzione del design verso la sostenibilità ambientale, le questioni di genere, il multiculturalismo, ecc. ne è testimone. Così come la crescente visione critica della realtà sociale. Da qui una domanda: che cosa può fare la semiotica per il design? Ripercorrendo la storia dei rapporti fra semiotica e design, si propone di rovesciare la concezione del testo-artefatto: da oggetto di analisi per indagare che cosa esso ci dice, a congegno che, per il modo in cui è stato concepito, innesca operazioni a beneficio dei propri utenti.
artefact, service, design intention, habit, performativity
artefatto, servizio, intenzione progettuale, abito, performatività
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