Architettura e corpo umano sono uniti da un legame intimo e antico. Potremmo persino leggere la storia dell’architettura come la materializzazione dell’idea di spazio che l’uomo ha costruito attorno al proprio corpo in risposta all’esigenza di immaginare e dar forma ad un habitat. In numerose realizzazioni degli ultimi anni, tuttavia, la corporeità degli abitanti sembra aver perso la sua centralità nella progettazione architettonica in favore di altre istanze. Molte delle strutture più significative per la società contemporanea richiedono sempre meno interazione fisica con l’essere umano. Nell’era post-industriale in cui viviamo, dove quasi ogni aspetto della vita è digitalizzato e gran parte della realtà avviene su uno schermo, la nostra esistenza fisica appare sempre più superflua: nel momento in cui i corpi non sono più elementi agenti della nostra esistenza non sappiamo più che farcene. Rispetto alla possibilità, forse inesorabile, di un futuro fatto di oggetti e corpi iperperformanti ma sempre meno umani, l’opera architettonica e sociale di IFdesign e Noivoiloro è un esempio concreto di come sia possibile progettare gli edifici che abitiamo come organismi aperti alla molteplicità, in una prospettiva relazionale dove gli abitanti tornino ad essere protagonisti con tutte le loro differenze e le loro imperfezioni.
IL CORPO NUDO DELL’ARCHITETTURA
f. tagliabue
2023-01-01
Abstract
Architettura e corpo umano sono uniti da un legame intimo e antico. Potremmo persino leggere la storia dell’architettura come la materializzazione dell’idea di spazio che l’uomo ha costruito attorno al proprio corpo in risposta all’esigenza di immaginare e dar forma ad un habitat. In numerose realizzazioni degli ultimi anni, tuttavia, la corporeità degli abitanti sembra aver perso la sua centralità nella progettazione architettonica in favore di altre istanze. Molte delle strutture più significative per la società contemporanea richiedono sempre meno interazione fisica con l’essere umano. Nell’era post-industriale in cui viviamo, dove quasi ogni aspetto della vita è digitalizzato e gran parte della realtà avviene su uno schermo, la nostra esistenza fisica appare sempre più superflua: nel momento in cui i corpi non sono più elementi agenti della nostra esistenza non sappiamo più che farcene. Rispetto alla possibilità, forse inesorabile, di un futuro fatto di oggetti e corpi iperperformanti ma sempre meno umani, l’opera architettonica e sociale di IFdesign e Noivoiloro è un esempio concreto di come sia possibile progettare gli edifici che abitiamo come organismi aperti alla molteplicità, in una prospettiva relazionale dove gli abitanti tornino ad essere protagonisti con tutte le loro differenze e le loro imperfezioni.| File | Dimensione | Formato | |
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