Dopo anni di appassionate e ostinate sperimentazioni, di intensi studi e frenetiche ricerche, la misura aurea, generata dalla più pregevole delle proporzioni mostrava in concreto la sua intrinseca ‘imperfezione’, la connotazione identitaria di rapporto approssimato e non concluso, non definitivamente calcolabile e dunque incontrovertibilmente non perfetto, agli occhi del suo più appassionato cultore fra gli architetti contemporanei. L’imperfezione investirebbe peraltro non solo l’architettura, ma l’intero universo di fenomeni e oggetti, universo cosmico incluso, in vario modo correlabile a quel celebrato aureo marchio di fabbrica. Una dismisura in apparenza portatrice di potenziale catastrofe teorica e metodologica, di cui però quel genio intuì viceversa l’enorme, insopprimibile potenziale generativo: “... non è chiuso, non è tappato; l’aria passa; la vita è là, fatta della ripetizione di una uguaglianza fatidica che non è del tutto rigorosamente uguale... Ciò che dona il movimento” [Le Corbusier 2004, p. 235]. L’asserzione, assunta quale exemplum, tratta dal primo dei due volumi Le Modulor di Le Corbusier, anticipa l’argomento di questo contributo, in cui la dismisura è considerata nelle sue prerogative di materia formativa del pensiero progettuale, distillabile attraverso i varchi dell’approssimazione.
PREFIGURAZIONE: DISMISURA IN ATTO / PREFIGURATION: OUT OF MEASURE AT WORK
L. Cocchiarella
2024-01-01
Abstract
Dopo anni di appassionate e ostinate sperimentazioni, di intensi studi e frenetiche ricerche, la misura aurea, generata dalla più pregevole delle proporzioni mostrava in concreto la sua intrinseca ‘imperfezione’, la connotazione identitaria di rapporto approssimato e non concluso, non definitivamente calcolabile e dunque incontrovertibilmente non perfetto, agli occhi del suo più appassionato cultore fra gli architetti contemporanei. L’imperfezione investirebbe peraltro non solo l’architettura, ma l’intero universo di fenomeni e oggetti, universo cosmico incluso, in vario modo correlabile a quel celebrato aureo marchio di fabbrica. Una dismisura in apparenza portatrice di potenziale catastrofe teorica e metodologica, di cui però quel genio intuì viceversa l’enorme, insopprimibile potenziale generativo: “... non è chiuso, non è tappato; l’aria passa; la vita è là, fatta della ripetizione di una uguaglianza fatidica che non è del tutto rigorosamente uguale... Ciò che dona il movimento” [Le Corbusier 2004, p. 235]. L’asserzione, assunta quale exemplum, tratta dal primo dei due volumi Le Modulor di Le Corbusier, anticipa l’argomento di questo contributo, in cui la dismisura è considerata nelle sue prerogative di materia formativa del pensiero progettuale, distillabile attraverso i varchi dell’approssimazione.| File | Dimensione | Formato | |
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