Lo scopo è chiaro, «…contenere gli impatti ambientali connessi alle forniture di prodotti per l’arredo esterno, per l’arredo urbano e all’affidamento del servizio di manutenzione ordinaria e straordinaria di tali prodotti». Questo il fine del Decreto del 7 Febbraio del corrente anno emesso dal Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica, che stabilisce i Criteri Ambientali Minimi (CAM) per tali categorie di appalti pubblici. Se storicamente l’arredo delle piazze e dei luoghi pubblici veniva demandato a elementi monumentali (colonne, lapidi ecc.) o funzionali (fontane, sedute, ecc.), finalizzati soprattutto a rappresentare e comunicare il potere, la cultura e la storia del sito, oggi queste strutture tendono a perdere questa narrazione e la loro realizzazione viene demandata all’industria che adotta spesso e volentieri soluzioni e materiali innovativi. Di certo devono dimostrare di essere durevoli, esprimere una determinata qualità ambientale, favorire il loro recupero ed essere facilmente riciclabili. Dovranno essere scelti e collocati anche tenendo conto di un corretto inserimento paesaggistico, sia urbano che extraurbano. Così facendo, le attrezzature/gli elementi di arredo urbano e gli arredi per esterni divengono un vero strumento capace di condizionare la fruizione dello spazio pubblico e dunque indirizzare la socialità negli spazi collettivi, e di influire sulla sostenibilità ambientale dei luoghi quando la loro installazione partecipa a soluzioni progettuali integrate di inserimento paesaggistico-ambientale e di controllo microclimatico dei siti (pavimentazioni drenanti, alberature, fasce arbustive di protezione ecc.). Scelta dei prodotti da commercializzare e capacità di orientare il cliente verso soluzioni idonee sono le due azioni fondamentali attese dal distributore di materiali per l’edilizia.

Il green scende in piazza

R. Bolici
2023-01-01

Abstract

Lo scopo è chiaro, «…contenere gli impatti ambientali connessi alle forniture di prodotti per l’arredo esterno, per l’arredo urbano e all’affidamento del servizio di manutenzione ordinaria e straordinaria di tali prodotti». Questo il fine del Decreto del 7 Febbraio del corrente anno emesso dal Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica, che stabilisce i Criteri Ambientali Minimi (CAM) per tali categorie di appalti pubblici. Se storicamente l’arredo delle piazze e dei luoghi pubblici veniva demandato a elementi monumentali (colonne, lapidi ecc.) o funzionali (fontane, sedute, ecc.), finalizzati soprattutto a rappresentare e comunicare il potere, la cultura e la storia del sito, oggi queste strutture tendono a perdere questa narrazione e la loro realizzazione viene demandata all’industria che adotta spesso e volentieri soluzioni e materiali innovativi. Di certo devono dimostrare di essere durevoli, esprimere una determinata qualità ambientale, favorire il loro recupero ed essere facilmente riciclabili. Dovranno essere scelti e collocati anche tenendo conto di un corretto inserimento paesaggistico, sia urbano che extraurbano. Così facendo, le attrezzature/gli elementi di arredo urbano e gli arredi per esterni divengono un vero strumento capace di condizionare la fruizione dello spazio pubblico e dunque indirizzare la socialità negli spazi collettivi, e di influire sulla sostenibilità ambientale dei luoghi quando la loro installazione partecipa a soluzioni progettuali integrate di inserimento paesaggistico-ambientale e di controllo microclimatico dei siti (pavimentazioni drenanti, alberature, fasce arbustive di protezione ecc.). Scelta dei prodotti da commercializzare e capacità di orientare il cliente verso soluzioni idonee sono le due azioni fondamentali attese dal distributore di materiali per l’edilizia.
2023
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