L’articolo intende esplorare il progetto del verde e del sistema di spazi aperti nei centri minori in abbandono, in un caso-studio, Ebbio, un insediamento rurale di origine cinquecentesca dell’Appennino piacentino, in media val Nure. Il contributo adotta una doppia chiave di lettura: da un lato, indaga le figure spaziali messe in campo per attivare processi di rigenerazione dei centri minori interessati da svuotamento e spopolamento, aventi ampie potenzialità di contribuire alla rete ecologica e al riequilibrio ambientale e, dall’altro, esamina gli strumenti di pianificazione che utilizzano i materiali verdi per ricreare forme d’abitare, in luoghi dove questo è in crisi e il patrimonio è obsoleto, degradato e sembra volgere verso una ruderizzazione ineluttabile. L’articolo, in prima analisi, rilegge e discute la disciplina per gli spazi aperti nei nuclei storici inclusa nel Piano urbanistico comunale; in seconda analisi, presenta e commenta quattro scenari di intervento centrati sul disegno degli spazi aperti a dominante vegetale, esito di un workshop di progettazione urbanistica, restituiti anche attraverso una selezione degli elaborati prodotti. In chiusura si sottolineano alcune prerogative di strategie e dispositivi urbanistici basati sulla natura nei centri minori in abbandono che il caso propone alla discussione collettiva.
Il progetto del verde nei centri minori in abbandono. Strategie e dispositivi per l’azione urbanistica a partire dalla natura in un caso studio
M. Mareggi;L. Lazzarini
2023-01-01
Abstract
L’articolo intende esplorare il progetto del verde e del sistema di spazi aperti nei centri minori in abbandono, in un caso-studio, Ebbio, un insediamento rurale di origine cinquecentesca dell’Appennino piacentino, in media val Nure. Il contributo adotta una doppia chiave di lettura: da un lato, indaga le figure spaziali messe in campo per attivare processi di rigenerazione dei centri minori interessati da svuotamento e spopolamento, aventi ampie potenzialità di contribuire alla rete ecologica e al riequilibrio ambientale e, dall’altro, esamina gli strumenti di pianificazione che utilizzano i materiali verdi per ricreare forme d’abitare, in luoghi dove questo è in crisi e il patrimonio è obsoleto, degradato e sembra volgere verso una ruderizzazione ineluttabile. L’articolo, in prima analisi, rilegge e discute la disciplina per gli spazi aperti nei nuclei storici inclusa nel Piano urbanistico comunale; in seconda analisi, presenta e commenta quattro scenari di intervento centrati sul disegno degli spazi aperti a dominante vegetale, esito di un workshop di progettazione urbanistica, restituiti anche attraverso una selezione degli elaborati prodotti. In chiusura si sottolineano alcune prerogative di strategie e dispositivi urbanistici basati sulla natura nei centri minori in abbandono che il caso propone alla discussione collettiva.File | Dimensione | Formato | |
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