Il bando Reinventing Cities è una interessante innovazione nel processo di trasformazione urbana degli ultimi anni. Partito nel 2014 dall’esperienza di Réinventer Paris, si è arricchito della collaborazione con la rete internazionale di città C40 Cities Climate Leadership Group e si propone come uno degli strumenti per realizzare su base competitiva progetti di recupero da parte di soggetti privati, improntato a criteri di sostenibilità ambientale di aree urbane di proprietà pubblica abbandonate o sottoutilizzate. Milano, al pari di altre città europee, è giunta alla terza edizione e conta nove aree – di dimensioni, localizzazioni e ruolo urbano molto differenti – che sono state aggiudicate e sono ora in fase di sviluppo della parte definitiva. I bandi sono stati salutati come strumenti interessanti per diversi: per la modalità competitiva; per l’accento posto sulle sfide ambientali e la necessità di una architettura decisamente improntata al risparmio energetico; per l’attenzione alla fattibilità economica delle proposte attraverso la richiesta di cordate capaci di garantire i progetti e il loro sviluppo; per l’inclusione - tra le richieste del bando - di modalità di coinvolgimento della società locale attraverso forme di ascolto, co-progettazione dei servizi etc. D’altro canto, il meccanismo e la forma del bando ha degli effetti sui progetti e le procedure di loro realizzazione e gestione - dalle forme di valorizzazione e alienazione di aree pubbliche alla densità volumetrica e qualità architettonica di certi interventi, dalle relazioni urbane agli effetti economici più o meno attesi sui contesti limitrofi - che devono essere osservati con attenzione. Con il presente contributo si intende discutere criticamente e selettivamente uno dei tanti temi implicati dal bando: la natura e la qualità dello spazio pubblico e dei servizi pubblici o a uso pubblico che alcuni di questi progetti propongono. Si possono riconoscere delle ricorrenze relative agli spazi pubblici proposti? Quale effetto ha la valorizzazione e alienazione non solo sulle dimensioni e forma degli spazi pubblici ma anche sulla loro gestione? Al netto delle differenze tra le aree, attraverso l’analisi di alcuni casi milanesi e il confronto con alcuni protagonisti, l’obiettivo è proporre una riflessione sull’eventuale nesso che intercorre tra la forma del bando e gli esiti sulla parte più a diretto contatto con l’uso pubblica delle aree.

Lo spazio pubblico nei progetti di Reinventing Cities a Milano: il ruolo del bando nelle scelte progettuali

A. Bruzzese
2022-01-01

Abstract

Il bando Reinventing Cities è una interessante innovazione nel processo di trasformazione urbana degli ultimi anni. Partito nel 2014 dall’esperienza di Réinventer Paris, si è arricchito della collaborazione con la rete internazionale di città C40 Cities Climate Leadership Group e si propone come uno degli strumenti per realizzare su base competitiva progetti di recupero da parte di soggetti privati, improntato a criteri di sostenibilità ambientale di aree urbane di proprietà pubblica abbandonate o sottoutilizzate. Milano, al pari di altre città europee, è giunta alla terza edizione e conta nove aree – di dimensioni, localizzazioni e ruolo urbano molto differenti – che sono state aggiudicate e sono ora in fase di sviluppo della parte definitiva. I bandi sono stati salutati come strumenti interessanti per diversi: per la modalità competitiva; per l’accento posto sulle sfide ambientali e la necessità di una architettura decisamente improntata al risparmio energetico; per l’attenzione alla fattibilità economica delle proposte attraverso la richiesta di cordate capaci di garantire i progetti e il loro sviluppo; per l’inclusione - tra le richieste del bando - di modalità di coinvolgimento della società locale attraverso forme di ascolto, co-progettazione dei servizi etc. D’altro canto, il meccanismo e la forma del bando ha degli effetti sui progetti e le procedure di loro realizzazione e gestione - dalle forme di valorizzazione e alienazione di aree pubbliche alla densità volumetrica e qualità architettonica di certi interventi, dalle relazioni urbane agli effetti economici più o meno attesi sui contesti limitrofi - che devono essere osservati con attenzione. Con il presente contributo si intende discutere criticamente e selettivamente uno dei tanti temi implicati dal bando: la natura e la qualità dello spazio pubblico e dei servizi pubblici o a uso pubblico che alcuni di questi progetti propongono. Si possono riconoscere delle ricorrenze relative agli spazi pubblici proposti? Quale effetto ha la valorizzazione e alienazione non solo sulle dimensioni e forma degli spazi pubblici ma anche sulla loro gestione? Al netto delle differenze tra le aree, attraverso l’analisi di alcuni casi milanesi e il confronto con alcuni protagonisti, l’obiettivo è proporre una riflessione sull’eventuale nesso che intercorre tra la forma del bando e gli esiti sulla parte più a diretto contatto con l’uso pubblica delle aree.
2022
Oltre il futuro: emergenze, rischi, sfide, transizioni, opportunità
reinventing cities, spazio pubblico, rigenerazione urbana
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