Sempre più spesso si sente parlare di edifici energeticamente flessibili, ovvero in grado di modulare la domanda per fornire flessibilità alla rete. L’edificio flessibile rappresenta un’evoluzione del costruito di nuova generazione, sia esso nuovo o ristrutturato, in grado di produrre e immagazzinare energia rinnovabile e partecipare attivamente nel demand response, avendo cura di non compromettere il comfort dell’utente. L’esigenza di flessibilità nasce dalla crescente penetrazione delle rinnovabili non programmabili nel sistema energetico, le quali si presentano potenzialmente inesauribili ma per loro natura intermittenti. Tra i diversi sistemi che possono concorrere a determinare la flessibilità energetica si pone l’attenzione sul potenziale legato alla massa termica dell’involucro, che permette di accumulare energia quando la domanda è bassa con lo scopo di ridurre la richiesta durante i periodi di picco. Una ricerca sviluppata dal gruppo eERG del Politecnico di Milano mostra i risultati della valutazione della capacità di accumulo energetico delle masse in un edificio recentemente sottoposto a ristrutturazione profonda, misurando la durata di tempo in cui gli ambienti interni rimangono in condizioni di comfort termico a seguito dello spegnimento dell’impianto. L’edificio, oltre a garantire una riduzione dei consumi di energia per il riscaldamento fino all’80% grazie ad un involucro altamente isolato e performante, è in grado di slegare il prelievo della rete fino a tre/quattro giorni a seguito di un solo giorno di carica termica. Lo studio effettuato alla scala di singolo fabbricato, necessario per valutare il contributo delle scelte tecnologiche dell’involucro, evidenzia significative potenzialità di flessibilità energetica, da esplorare in futuro a livello di cluster di edifici analizzandone l’impatto sulla rete.

Flessibilità energetica di edifici efficienti

S. Erba;L. Pagliano
2020

Abstract

Sempre più spesso si sente parlare di edifici energeticamente flessibili, ovvero in grado di modulare la domanda per fornire flessibilità alla rete. L’edificio flessibile rappresenta un’evoluzione del costruito di nuova generazione, sia esso nuovo o ristrutturato, in grado di produrre e immagazzinare energia rinnovabile e partecipare attivamente nel demand response, avendo cura di non compromettere il comfort dell’utente. L’esigenza di flessibilità nasce dalla crescente penetrazione delle rinnovabili non programmabili nel sistema energetico, le quali si presentano potenzialmente inesauribili ma per loro natura intermittenti. Tra i diversi sistemi che possono concorrere a determinare la flessibilità energetica si pone l’attenzione sul potenziale legato alla massa termica dell’involucro, che permette di accumulare energia quando la domanda è bassa con lo scopo di ridurre la richiesta durante i periodi di picco. Una ricerca sviluppata dal gruppo eERG del Politecnico di Milano mostra i risultati della valutazione della capacità di accumulo energetico delle masse in un edificio recentemente sottoposto a ristrutturazione profonda, misurando la durata di tempo in cui gli ambienti interni rimangono in condizioni di comfort termico a seguito dello spegnimento dell’impianto. L’edificio, oltre a garantire una riduzione dei consumi di energia per il riscaldamento fino all’80% grazie ad un involucro altamente isolato e performante, è in grado di slegare il prelievo della rete fino a tre/quattro giorni a seguito di un solo giorno di carica termica. Lo studio effettuato alla scala di singolo fabbricato, necessario per valutare il contributo delle scelte tecnologiche dell’involucro, evidenzia significative potenzialità di flessibilità energetica, da esplorare in futuro a livello di cluster di edifici analizzandone l’impatto sulla rete.
comfort termico
flessibilità energetica
ristrutturazioni profonde
capacità termica
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