A dispetto di una immagine che l’ha spesso associata alla dimensione urbana, l’Italia è disseminata di territori rurali marginali e poco esplorati. Territori spesso molto ampi su cui si sono sviluppate e consolidate economie, e che nel tempo hanno subito trasformazioni consistenti e silenziose, poiché considerati piuttosto come lo “sfondo” di altri avvenimenti. La modernità ha avuto, e continua ad avere, effetti dirompenti e radicali sulla campagna. Essa ha subito profondi cambiamenti sotto l’influenza del riscaldamento globale, dell’economia di mercato, della tecnologia e della politica. Ma la campagna, a differenza della città, è stata ignorata per molto tempo e solo negli ultimi tempi ha nuovamente iniziato a riscuotere interesse. I territori rurali sono spazi di espansione e contrazione: dove il patrimonio abitativo soffre di un progressivo degrado e abbandono e quello naturalistico continua ad essere saccheggiato; dove si manifestano in maniera evidente diseguaglianze e disagio e l’esercizio della cittadinanza si dimostra più difficile. Partendo dalla considerazione che forse questi luoghi sono decisivi per vincere alcune importanti sfide del Paese nei prossimi decenni, si intende esplorare quest’altra Italia che, anche se con maggior fatica, potrebbe riorganizzarsi, ripopolarsi grazie a giovani e immigrati, inventare nuove imprenditorialità, esprimere maggiori consapevolezze ecologiche. In linea con altre recenti ricerche in corso, e nel tentativo di individuare spazi di riflessione utili alla costruzione di una “nuova questione rurale”, questo testo propone l’approfondimento di alcune dinamiche evolutive del territorio ibleo. Un particolare affondo riguarda il contesto della fascia rurale-costiera di Scicli, che viene assunto come caso d’indagine, all’interno di un più vasto ragionamento che il Dipartimento di Architettura e Studi Urbani del Politecnico di Milano sta conducendo sulla rigenerazione dell’intero territorio comunale e sulla revisione degli strumenti di governo. Può la campagna contemporanea elaborare progetti propri? Per i territori rurali-costieri indagati, immaginare una combinazione tra agricoltura “contadina” insieme ad una diversa prospettiva di accoglienza - dove per contadina si vuole intendere il recupero di una certa cultura e sapienza più ecologica che è stata talvolta abbandonata insieme ai territori rurali e che torni ad essere meno dipendente dal mercato centralizzato, e per accoglienza, si fa riferimento ad un ampio spettro di “accolti”: immigrazione, terza età e giovani famiglie, turisti - può divenire una strada percorribile?

Interpretare e riscrive i territori rurali costieri degli Iblei. Scenari in costruzione

Chiara Nifosì
2021

Abstract

A dispetto di una immagine che l’ha spesso associata alla dimensione urbana, l’Italia è disseminata di territori rurali marginali e poco esplorati. Territori spesso molto ampi su cui si sono sviluppate e consolidate economie, e che nel tempo hanno subito trasformazioni consistenti e silenziose, poiché considerati piuttosto come lo “sfondo” di altri avvenimenti. La modernità ha avuto, e continua ad avere, effetti dirompenti e radicali sulla campagna. Essa ha subito profondi cambiamenti sotto l’influenza del riscaldamento globale, dell’economia di mercato, della tecnologia e della politica. Ma la campagna, a differenza della città, è stata ignorata per molto tempo e solo negli ultimi tempi ha nuovamente iniziato a riscuotere interesse. I territori rurali sono spazi di espansione e contrazione: dove il patrimonio abitativo soffre di un progressivo degrado e abbandono e quello naturalistico continua ad essere saccheggiato; dove si manifestano in maniera evidente diseguaglianze e disagio e l’esercizio della cittadinanza si dimostra più difficile. Partendo dalla considerazione che forse questi luoghi sono decisivi per vincere alcune importanti sfide del Paese nei prossimi decenni, si intende esplorare quest’altra Italia che, anche se con maggior fatica, potrebbe riorganizzarsi, ripopolarsi grazie a giovani e immigrati, inventare nuove imprenditorialità, esprimere maggiori consapevolezze ecologiche. In linea con altre recenti ricerche in corso, e nel tentativo di individuare spazi di riflessione utili alla costruzione di una “nuova questione rurale”, questo testo propone l’approfondimento di alcune dinamiche evolutive del territorio ibleo. Un particolare affondo riguarda il contesto della fascia rurale-costiera di Scicli, che viene assunto come caso d’indagine, all’interno di un più vasto ragionamento che il Dipartimento di Architettura e Studi Urbani del Politecnico di Milano sta conducendo sulla rigenerazione dell’intero territorio comunale e sulla revisione degli strumenti di governo. Può la campagna contemporanea elaborare progetti propri? Per i territori rurali-costieri indagati, immaginare una combinazione tra agricoltura “contadina” insieme ad una diversa prospettiva di accoglienza - dove per contadina si vuole intendere il recupero di una certa cultura e sapienza più ecologica che è stata talvolta abbandonata insieme ai territori rurali e che torni ad essere meno dipendente dal mercato centralizzato, e per accoglienza, si fa riferimento ad un ampio spettro di “accolti”: immigrazione, terza età e giovani famiglie, turisti - può divenire una strada percorribile?
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