L’INTENSA RELAZIONE TRA MATERIA ED EVOCAZIONE Il progetto di riqualificazione come rilettura sincera dell’edificio sacro per una rinnovata presenza comunitaria. Collocata nel pieno centro di Milano, all’inizio della magnifica ed inaspettatamente silenziosa via alberata Marco de Marchi, la Chiesa Cristiana Protestante di Milano appare gentilmente immersa in un meraviglioso giardino, quasi insospettabile quanto attraente: una promessa di quiete, capace di rinfrancare il corpo e risollevare lo spirito. Distante pochi metri dagli imponenti edifici moderni di piazza Donegani, concepiti dall’architetto milanese Giò Ponti per l’allora sede della Montecatini, secondo linee e volumi elegantemente squadrati ed autorevoli, sorge, dunque, questa chiesa dall’aspetto discreto, disegnato dalle sue linee slanciate che si richiamano al tipico linguaggio gotico lombardo, qui semplificato e reso quasi essenziale. Luogo di riferimento per l’intera comunità evangelica milanese, originariamente in gran parte di estrazione svizzera e tedesca, essa rappresenta oggi «uno spazio di incontro tra cristiani evangelici di nazioni diverse (...) esempio di integrazione possibile nella nuova Europa» ed è testimone, già in queste poche, illuminanti parole, del suo essere una “casa”, ovvero uno spazio dove accogliere ed essere accolti, da Dio così come dall’uomo e quindi, contemporaneamente, riferimento individuale e collettivo, luogo della meditazione personale, della celebrazione collettiva e soprattutto dell’incontro e dello stare assieme.

In neuem licht. In nuova luce.

M. Borsotti
2022

Abstract

L’INTENSA RELAZIONE TRA MATERIA ED EVOCAZIONE Il progetto di riqualificazione come rilettura sincera dell’edificio sacro per una rinnovata presenza comunitaria. Collocata nel pieno centro di Milano, all’inizio della magnifica ed inaspettatamente silenziosa via alberata Marco de Marchi, la Chiesa Cristiana Protestante di Milano appare gentilmente immersa in un meraviglioso giardino, quasi insospettabile quanto attraente: una promessa di quiete, capace di rinfrancare il corpo e risollevare lo spirito. Distante pochi metri dagli imponenti edifici moderni di piazza Donegani, concepiti dall’architetto milanese Giò Ponti per l’allora sede della Montecatini, secondo linee e volumi elegantemente squadrati ed autorevoli, sorge, dunque, questa chiesa dall’aspetto discreto, disegnato dalle sue linee slanciate che si richiamano al tipico linguaggio gotico lombardo, qui semplificato e reso quasi essenziale. Luogo di riferimento per l’intera comunità evangelica milanese, originariamente in gran parte di estrazione svizzera e tedesca, essa rappresenta oggi «uno spazio di incontro tra cristiani evangelici di nazioni diverse (...) esempio di integrazione possibile nella nuova Europa» ed è testimone, già in queste poche, illuminanti parole, del suo essere una “casa”, ovvero uno spazio dove accogliere ed essere accolti, da Dio così come dall’uomo e quindi, contemporaneamente, riferimento individuale e collettivo, luogo della meditazione personale, della celebrazione collettiva e soprattutto dell’incontro e dello stare assieme.
In neumem licht. In nuova luce
979-12-200-9159-6
architettura sacra, retsauro, riqualificazione, aggiornamento liturgico
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