L’accesso equo alla casa rappresenta il motore della rigenerazione urbana e un contributo essenziale per il riequilibrio delle disparità sociali, che oggi sono indubbiamente un fattore di instabilità sociale in crescita soprattutto nei grandi centri urbani. Del resto, la questione abitativa costituisce un aspetto primario del welfare materiale di cui l’INU si è sempre fatto carico nella sua lunga storia di dibattiti, pubblicazioni, costruzione di politiche e di proposte legislative. Per queste ragioni è decisivo per l’Istituto indagare le condizioni abitative delle città e dei territori e discutere politiche, piani e pratiche che ne trattano, a maggior ragione nel contesto attuale in cui emergono nuove fragilità. Da tempo i numeri sulla povertà e sulle difficoltà di disporre di un alloggio per larghe fasce sociali sono preoccupanti e le condizioni conseguenti alla pandemia non possono che acuire il problema della casa accessibile. La questione attuale presenta molteplici aspetti. Nel settore delle locazioni il costo degli affitti sul libero mercato risulterà impervio per un numero crescente di famiglie, che risiedono soprattutto nelle città metropolitane e che soffriranno di ulteriori riduzioni dei redditi. Di conseguenza una notevole e diffusa crisi di insolvenza dei locatari avrà ricadute sulla piccola e media proprietà e sulle cooperative e ne risentirà il mercato ordinario di lungo periodo e quello transitorio. Altrettanto preoccupante è lo scenario per la parte di patrimonio pubblico residenziale, che attende da decenni una politica e un programma a sostegno di investimenti per il potenziamento, la riqualificazione urbana ed edilizia, l’efficientamento energetico e la messa in sicurezza. Da questo quadro emerge l’indifferibilità di una seria politica di rilancio dell’edilizia sociale e di rigenerazione ecologica delle città avviata, seppure debolmente, con il Programma innovativo nazionale per la qualità dell’abitare (a seguito della Finanziaria 2020) ma ora travolta dall’emergenza. Altrettanto necessaria è una forte attenzione negli strumenti urbanistici locali e di scala vasta per la realizzazione di un programma articolato di interventi, che si proponga il riequilibrio tra proprietà e affitto, nelle sue diverse dimensioni sociali e ovviamente in relazione anche ai diversi contesti territoriali. Ad esempio, l’occasione della pianificazione metropolitana, oggi fin troppo debole, potrebbe risultare proficua per definire contenuti e localizzazione degli insediamenti di rilevanza sovracomunale (tra i quali merita insistere sui programmi di edilizia sociale) sostenuti da un credibile programma di perequazione territoriale. Il fronte dell’housing sociale, che in questi anni ha saputo intercettare i mutamenti delle caratteristiche strutturali della domanda, offrendo risposte sostenute da una pluralità di soggetti anche privati, è stato in grado di innovare le pratiche e di proporre alcune soluzioni sperimentali (come quelle della gestione sociale dei quartieri), esperienze da cui attingere per rendere maggiormente efficiente anche la tradizionale sfera dell’edilizia pubblica.

Benessere e abitare: al centro l'equità

L. Pogliani
2021

Abstract

L’accesso equo alla casa rappresenta il motore della rigenerazione urbana e un contributo essenziale per il riequilibrio delle disparità sociali, che oggi sono indubbiamente un fattore di instabilità sociale in crescita soprattutto nei grandi centri urbani. Del resto, la questione abitativa costituisce un aspetto primario del welfare materiale di cui l’INU si è sempre fatto carico nella sua lunga storia di dibattiti, pubblicazioni, costruzione di politiche e di proposte legislative. Per queste ragioni è decisivo per l’Istituto indagare le condizioni abitative delle città e dei territori e discutere politiche, piani e pratiche che ne trattano, a maggior ragione nel contesto attuale in cui emergono nuove fragilità. Da tempo i numeri sulla povertà e sulle difficoltà di disporre di un alloggio per larghe fasce sociali sono preoccupanti e le condizioni conseguenti alla pandemia non possono che acuire il problema della casa accessibile. La questione attuale presenta molteplici aspetti. Nel settore delle locazioni il costo degli affitti sul libero mercato risulterà impervio per un numero crescente di famiglie, che risiedono soprattutto nelle città metropolitane e che soffriranno di ulteriori riduzioni dei redditi. Di conseguenza una notevole e diffusa crisi di insolvenza dei locatari avrà ricadute sulla piccola e media proprietà e sulle cooperative e ne risentirà il mercato ordinario di lungo periodo e quello transitorio. Altrettanto preoccupante è lo scenario per la parte di patrimonio pubblico residenziale, che attende da decenni una politica e un programma a sostegno di investimenti per il potenziamento, la riqualificazione urbana ed edilizia, l’efficientamento energetico e la messa in sicurezza. Da questo quadro emerge l’indifferibilità di una seria politica di rilancio dell’edilizia sociale e di rigenerazione ecologica delle città avviata, seppure debolmente, con il Programma innovativo nazionale per la qualità dell’abitare (a seguito della Finanziaria 2020) ma ora travolta dall’emergenza. Altrettanto necessaria è una forte attenzione negli strumenti urbanistici locali e di scala vasta per la realizzazione di un programma articolato di interventi, che si proponga il riequilibrio tra proprietà e affitto, nelle sue diverse dimensioni sociali e ovviamente in relazione anche ai diversi contesti territoriali. Ad esempio, l’occasione della pianificazione metropolitana, oggi fin troppo debole, potrebbe risultare proficua per definire contenuti e localizzazione degli insediamenti di rilevanza sovracomunale (tra i quali merita insistere sui programmi di edilizia sociale) sostenuti da un credibile programma di perequazione territoriale. Il fronte dell’housing sociale, che in questi anni ha saputo intercettare i mutamenti delle caratteristiche strutturali della domanda, offrendo risposte sostenute da una pluralità di soggetti anche privati, è stato in grado di innovare le pratiche e di proporre alcune soluzioni sperimentali (come quelle della gestione sociale dei quartieri), esperienze da cui attingere per rendere maggiormente efficiente anche la tradizionale sfera dell’edilizia pubblica.
Benessere e salute delle città contemporanee
978-88-7603-218-9
diritto all'abitare, questione abitativa, ERS, benessere urbano
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Utilizza questo identificativo per citare o creare un link a questo documento: http://hdl.handle.net/11311/1208541
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