In modern times, there has been a number of episodes of transnational mobility, of import and export of architectural projects and even larger master plans. Oftentimes architectural outfitting and design details get adapted to place during implementation. Famous buildings, in particular, have certain typological, technological and aesthetic features that motivate the imitation and eventual transfer of such features. Architects maintain that they derive their inspiration from multiple sources, they mix and match diverse solutions, and therefore a clear-cut transfer from one city to another is, in general, hard to detect and argue about. Within the framework of a broad research initiative1, this article discusses how transnational architects and planners attempt to transfer similar design solutions for central urban places, from their original location to one or more geographically distant destinations. This transfer can be observed, with different degrees of similarity, in several instances. The cases of one tower designed by Jean Nouvel in Barcelona and of one similar project also by Jean Nouvel in Doha are used here to show the processes, the characteristics of the urban environment and the urban effects of projects landing in different settings. By drawing on these examples, one can argue that the quality of urban space and even the recognition of one building as a landmark do not depend on bare architectural characteristics or the architect’s skills. On the contrary, they depend on contextual features and eventually on the complex and transnational process of designing meaningful places for different actors and diverse populations.

In epoca moderna non sono rari gli episodi di importazione ed esportazione di progetti architettonici, masterplan e grandi progetti urbani. Spesso, in simili circostanze, il progetto e i suoi dettagli tecnici vengono riadattati nella fase realizzativa e declinati in base al contesto. Sono in larga misura gli edifici noti, celebrati per le loro caratteristiche tipologiche, tecnologiche ed estetiche, a essere imitati e replicati in contesti differenti da quello di origine. I progettisti, dal canto loro, traggono ispirazione da più fonti, tendono a ibridare e coordinare soluzioni diverse; ne deriva che un’operazione di mera trasposizione di un progetto da un luogo a un altro sia difficile da individuare e analizzare. Nonostante la complessità di questa ricerca, è importante identificare e valutare questo fenomeno di trasposizione, per documentare e discutere non solo il tema dell’iconicità architettonica di per sé, ma anche e soprattutto il ruolo che pianificatori, progettisti e sviluppatori transnazionali giocano nel quadro della produzione e realizzazione di questi piani e progetti. Nell’ambito di un più ampio programma di ricerca1, questo articolo esamina le modalità con cui architetti e pianificatori transnazionali tentano di trasferire soluzioni progettuali dal loro contesto verso una o più destinazioni geograficamente distanti. Prenderemo in considerazione il caso specifico di due torri, a Barcellona e a Doha, entrambe progettate da Jean Nouvel e utili, come caso studio, per mostrare i processi e valutare gli effetti di scala urbana che derivano da progetti per molti aspetti simili in contesti geografici tra loro lontani e differenti. Basandosi su questo esempio, si può sostenere che la qualità dello spazio urbano e persino la riconoscibilità di uno specifico edificio non dipendono dalle sole caratteristiche architettoniche o dalle competenze del progettista, ma derivano, anche e soprattutto, dalle peculiarità del contesto e dalla natura dei complessi processi di carattere transnazionale che contribuiscono alla trasformazione di spazi urbani significativi per attori e popolazioni diverse.

Transnational Architecture and Urbanism. Transferring Projects and Relating to Urban Context

D. Ponzini
2021

Abstract

In epoca moderna non sono rari gli episodi di importazione ed esportazione di progetti architettonici, masterplan e grandi progetti urbani. Spesso, in simili circostanze, il progetto e i suoi dettagli tecnici vengono riadattati nella fase realizzativa e declinati in base al contesto. Sono in larga misura gli edifici noti, celebrati per le loro caratteristiche tipologiche, tecnologiche ed estetiche, a essere imitati e replicati in contesti differenti da quello di origine. I progettisti, dal canto loro, traggono ispirazione da più fonti, tendono a ibridare e coordinare soluzioni diverse; ne deriva che un’operazione di mera trasposizione di un progetto da un luogo a un altro sia difficile da individuare e analizzare. Nonostante la complessità di questa ricerca, è importante identificare e valutare questo fenomeno di trasposizione, per documentare e discutere non solo il tema dell’iconicità architettonica di per sé, ma anche e soprattutto il ruolo che pianificatori, progettisti e sviluppatori transnazionali giocano nel quadro della produzione e realizzazione di questi piani e progetti. Nell’ambito di un più ampio programma di ricerca1, questo articolo esamina le modalità con cui architetti e pianificatori transnazionali tentano di trasferire soluzioni progettuali dal loro contesto verso una o più destinazioni geograficamente distanti. Prenderemo in considerazione il caso specifico di due torri, a Barcellona e a Doha, entrambe progettate da Jean Nouvel e utili, come caso studio, per mostrare i processi e valutare gli effetti di scala urbana che derivano da progetti per molti aspetti simili in contesti geografici tra loro lontani e differenti. Basandosi su questo esempio, si può sostenere che la qualità dello spazio urbano e persino la riconoscibilità di uno specifico edificio non dipendono dalle sole caratteristiche architettoniche o dalle competenze del progettista, ma derivano, anche e soprattutto, dalle peculiarità del contesto e dalla natura dei complessi processi di carattere transnazionale che contribuiscono alla trasformazione di spazi urbani significativi per attori e popolazioni diverse.
In modern times, there has been a number of episodes of transnational mobility, of import and export of architectural projects and even larger master plans. Oftentimes architectural outfitting and design details get adapted to place during implementation. Famous buildings, in particular, have certain typological, technological and aesthetic features that motivate the imitation and eventual transfer of such features. Architects maintain that they derive their inspiration from multiple sources, they mix and match diverse solutions, and therefore a clear-cut transfer from one city to another is, in general, hard to detect and argue about. Within the framework of a broad research initiative1, this article discusses how transnational architects and planners attempt to transfer similar design solutions for central urban places, from their original location to one or more geographically distant destinations. This transfer can be observed, with different degrees of similarity, in several instances. The cases of one tower designed by Jean Nouvel in Barcelona and of one similar project also by Jean Nouvel in Doha are used here to show the processes, the characteristics of the urban environment and the urban effects of projects landing in different settings. By drawing on these examples, one can argue that the quality of urban space and even the recognition of one building as a landmark do not depend on bare architectural characteristics or the architect’s skills. On the contrary, they depend on contextual features and eventually on the complex and transnational process of designing meaningful places for different actors and diverse populations.
urban planning
transnational architecture
transnational urbanism
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Utilizza questo identificativo per citare o creare un link a questo documento: http://hdl.handle.net/11311/1205792
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