I materiali da costruzione rientrano in un campo di primaria importanza per chi si occupa di ricerca, progetto, produzione, commercializzazione (distribuzione di materiali per l’edilizia) e realizzazione di un’opera di architettura. La rilevanza è attribuibile da una parte all’ottimizzazione delle prestazioni dell’organismo edilizio nelle fasi d’uso, dall’altra alla sua efficacia ecologica negli altri momenti del ciclo di vita, nello specifico nella produzione e dismissione dei manufatti. Quest’ultimo punto, nel tempo ha assunto grande rilievo, non solo per una certa sensibilità nei confronti dell’ambiente, ma per due questioni oggettive. La prima riguarda l’enorme quantità dei materiali da scarto, provenienti da demolizione e costruzione (C&D), che rappresentano circa il 30% di tutti i rifiuti generati in Europa. La seconda, invece, riguarda la lunga durata di vita degli edifici e di conseguenza la lunga permanenza dei materiali impiegati all’interno dell’organismo edilizio. È indispensabile, dunque, incoraggiare una migliore progettazione, allo scopo di ridurre il loro impatto ambientale e migliorare la durabilità, ottimizzare inoltre la gestione e il recupero, puntando su alternative sostenibili quali il «riciclo» e il «riuso», capaci di incidere significativamente sull’economia/edilizia circolare. Per fare ciò va individuato, in coerenza con i cicli naturali, un nuovo modo di concepire i processi di produzione di manufatti e costruzioni, interpretando il «rifiuto» come «risorsa». Con l’entrata in vigore del decreto legislativo del 3 settembre 2020, n. 116, al distributore di materiali per l’edilizia si prospettano delle opportunità di business: servizio di deposito temporaneo prima della raccolta e servizio di computo dei materiali per l’audit pre-demolizione.

L'ARTE DELLA DISCARICA

R. Bolici
2021-01-01

Abstract

I materiali da costruzione rientrano in un campo di primaria importanza per chi si occupa di ricerca, progetto, produzione, commercializzazione (distribuzione di materiali per l’edilizia) e realizzazione di un’opera di architettura. La rilevanza è attribuibile da una parte all’ottimizzazione delle prestazioni dell’organismo edilizio nelle fasi d’uso, dall’altra alla sua efficacia ecologica negli altri momenti del ciclo di vita, nello specifico nella produzione e dismissione dei manufatti. Quest’ultimo punto, nel tempo ha assunto grande rilievo, non solo per una certa sensibilità nei confronti dell’ambiente, ma per due questioni oggettive. La prima riguarda l’enorme quantità dei materiali da scarto, provenienti da demolizione e costruzione (C&D), che rappresentano circa il 30% di tutti i rifiuti generati in Europa. La seconda, invece, riguarda la lunga durata di vita degli edifici e di conseguenza la lunga permanenza dei materiali impiegati all’interno dell’organismo edilizio. È indispensabile, dunque, incoraggiare una migliore progettazione, allo scopo di ridurre il loro impatto ambientale e migliorare la durabilità, ottimizzare inoltre la gestione e il recupero, puntando su alternative sostenibili quali il «riciclo» e il «riuso», capaci di incidere significativamente sull’economia/edilizia circolare. Per fare ciò va individuato, in coerenza con i cicli naturali, un nuovo modo di concepire i processi di produzione di manufatti e costruzioni, interpretando il «rifiuto» come «risorsa». Con l’entrata in vigore del decreto legislativo del 3 settembre 2020, n. 116, al distributore di materiali per l’edilizia si prospettano delle opportunità di business: servizio di deposito temporaneo prima della raccolta e servizio di computo dei materiali per l’audit pre-demolizione.
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