Il saggio ripercorre, alla luce di documenti d’archivio, noti ed inediti, la misconosciuta storia costruttiva del convento eremitico di S. Maria dei Miracoli, eretto in Gonzaga (Mn) fra lo scadere del XV secolo e i primi anni del successivo. L’insediamento prese avvio, per volontà del marchese di Mantova Francesco II Gonzaga, con la costruzione, nel 1487, di una “cappeletta” dedicata ad un’icona della Vergine ritenuta miracolosa, in anticipo rispetto alle consuete datazioni che la riconducono al 1488 o al 1490. L’operazione, secondo tradizione concepita in forma di ex voto dopo una caduta da cavallo, è stata ricondotta dalla storiografia alle suggestioni di Girolamo Redini, religioso strettamente legato alla Corte di Mantova, fondatore e rettore di quell’ordine eremitico (riconosciuto con breve apostolico del 1496 di papa Alessandro VI Borgia), che nel plesso di Gonzaga ebbe sede. Nel 1493, accanto alla “giesiola”, erano in corso i lavori di costruzione del “monasteriolo et heremo”, nel 1495 opere edilizie e di decorazione pittorica. A partire dall’anno successivo, il 1496, fu iniziata, sotto la soprintendenza del superiore delle fabbriche gonzaghesche Bernardino Ghisolfo e la presidenza dello sconosciuto di Simone de Albrizzi, la costruzione della “Capella de nostra Donna”, ossia della nuova cappella maggiore o presbiteriale. L’opera fu avviata con il finanziamento del marchese di Mantova, in esplicito ricordo di Giovanni Maria Gonzaga, morto per le ferite riportate nella battaglia di Fornovo, combattuta il 6 luglio 1495. La storia del plesso si lega dunque, come quella della chiesa ed eremo di S. Maria della Vittoria in Mantova (anch’essi eretti sotto la soprintendenza del Ghisolfo, anch’essi affidati a Redini, ispiratore della mantegnesca Pala della Vittoria, oggi al Louvre), all’epico scontro armato fra le milizie della Lega italica e l’esercito di Carlo VIII di Francia. Nel 1497, secondo la consolidata prassi del recupero e dell’economia, il cantiere fu rifornito di mattoni, ricavati dalla demolizione di un precedente edificio religioso e sottratti alla parrocchiale di S. Benedetto, ai quali erano stati destinati e alla quale si stava lavorando. Quello stesso anno la chiesa doveva già essere in via di completamento (si registrano spese ancora nel 1503), mentre il convento era abitabile solo dal 1499. Alla luce delle carte d’archivio, delle successive modificazioni e dell’osservazione di quanto resta della fabbrica (il corpo della la chiesa è stato demolito nel 1777 o nel 1780) è stato quindi possibile restituire la cronologia, i nomi degli artefici, l’assetto planimetrico e distributivo originario. È stata gettata nuova luce su di un raro e misconosciuto esempio di edilizia conventuale eremitica, di transizione fra Medioevo ed età Moderna, eretto alla vigilia di quella Riforma che, dopo Lutero, indusse la Chiesa controriformata a decretare il definitivo declino di queste architetture e della spiritualità che esse incarnavano.

Il convento di S. Maria dei Miracoli a Gonzaga (Mantova)

Togliani C.
2020

Abstract

Il saggio ripercorre, alla luce di documenti d’archivio, noti ed inediti, la misconosciuta storia costruttiva del convento eremitico di S. Maria dei Miracoli, eretto in Gonzaga (Mn) fra lo scadere del XV secolo e i primi anni del successivo. L’insediamento prese avvio, per volontà del marchese di Mantova Francesco II Gonzaga, con la costruzione, nel 1487, di una “cappeletta” dedicata ad un’icona della Vergine ritenuta miracolosa, in anticipo rispetto alle consuete datazioni che la riconducono al 1488 o al 1490. L’operazione, secondo tradizione concepita in forma di ex voto dopo una caduta da cavallo, è stata ricondotta dalla storiografia alle suggestioni di Girolamo Redini, religioso strettamente legato alla Corte di Mantova, fondatore e rettore di quell’ordine eremitico (riconosciuto con breve apostolico del 1496 di papa Alessandro VI Borgia), che nel plesso di Gonzaga ebbe sede. Nel 1493, accanto alla “giesiola”, erano in corso i lavori di costruzione del “monasteriolo et heremo”, nel 1495 opere edilizie e di decorazione pittorica. A partire dall’anno successivo, il 1496, fu iniziata, sotto la soprintendenza del superiore delle fabbriche gonzaghesche Bernardino Ghisolfo e la presidenza dello sconosciuto di Simone de Albrizzi, la costruzione della “Capella de nostra Donna”, ossia della nuova cappella maggiore o presbiteriale. L’opera fu avviata con il finanziamento del marchese di Mantova, in esplicito ricordo di Giovanni Maria Gonzaga, morto per le ferite riportate nella battaglia di Fornovo, combattuta il 6 luglio 1495. La storia del plesso si lega dunque, come quella della chiesa ed eremo di S. Maria della Vittoria in Mantova (anch’essi eretti sotto la soprintendenza del Ghisolfo, anch’essi affidati a Redini, ispiratore della mantegnesca Pala della Vittoria, oggi al Louvre), all’epico scontro armato fra le milizie della Lega italica e l’esercito di Carlo VIII di Francia. Nel 1497, secondo la consolidata prassi del recupero e dell’economia, il cantiere fu rifornito di mattoni, ricavati dalla demolizione di un precedente edificio religioso e sottratti alla parrocchiale di S. Benedetto, ai quali erano stati destinati e alla quale si stava lavorando. Quello stesso anno la chiesa doveva già essere in via di completamento (si registrano spese ancora nel 1503), mentre il convento era abitabile solo dal 1499. Alla luce delle carte d’archivio, delle successive modificazioni e dell’osservazione di quanto resta della fabbrica (il corpo della la chiesa è stato demolito nel 1777 o nel 1780) è stato quindi possibile restituire la cronologia, i nomi degli artefici, l’assetto planimetrico e distributivo originario. È stata gettata nuova luce su di un raro e misconosciuto esempio di edilizia conventuale eremitica, di transizione fra Medioevo ed età Moderna, eretto alla vigilia di quella Riforma che, dopo Lutero, indusse la Chiesa controriformata a decretare il definitivo declino di queste architetture e della spiritualità che esse incarnavano.
Architettura eremitica. Sistemi progettuali e paesaggi culturali
978-88-9280-002-1
Storia dell'Architettura eremitica
Gonzaga (Mn)
Chiesa e convento di S. Maria dei Miracoli, Gonzaga (Mn)
Girolamo Redini, religioso
Francesco II Gonzaga, marchese di Mantova
Ordine eremitico di S. Maria dei Miracoli
Ghisolfo Bernardino, superiore delle fabbriche gonzaghesche
Albrizzi (de) Simone, presidente "della fabbrica"
Isabella d'Este, marchesa di Mantova
Giovanni Maria Gonzaga
Alessandro VI Borgia, pontefice
File in questo prodotto:
File Dimensione Formato  
Architettura eremitica 2_compressed.pdf

Accesso riservato

Descrizione: copertina, colophon, indice, saggio, editore, data, isbn
: Publisher’s version
Dimensione 4.57 MB
Formato Adobe PDF
4.57 MB Adobe PDF   Visualizza/Apri

I documenti in IRIS sono protetti da copyright e tutti i diritti sono riservati, salvo diversa indicazione.

Utilizza questo identificativo per citare o creare un link a questo documento: http://hdl.handle.net/11311/1170662
Citazioni
  • ???jsp.display-item.citation.pmc??? ND
  • Scopus ND
  • ???jsp.display-item.citation.isi??? ND
social impact