Lo studio Boatti Paolini Architetti Associati ha portato a compimento la realizzazione del Centro Polifunzionale di Bussero, un comune che fa parte della Città Metropolitana di Milano. Il complesso si articola in due edifici multifunzionali e un sistema di spazi aperti minerali, inseriti all’interno di un’area verde collocata lungo il tracciato che collega la stazione della metropolitana con il centro storico. Una motivazione importante, che ha orientato le scelte di progetto è l’idea di massima inclusività, che ha trovato applicazione formale nella libera disposizione dei due volumi. Si intuisce subito che il manto erboso e la vegetazione, salvata durante le operazioni di cantiere, come rivendicano orgogliosamente i progettisti, sono parti fondamentali del progetto e non lo sfondo neutro e amorfo su cui si stagliano le architetture. Al contrario, insieme agli altri spazi aperti e al monumento dedicato a Peppino Impastato, e anche grazie alla coraggiosa scelta di non recintare il perimetro dell’area, diventano i materiali urbani di cui si compone la dimensione civica del progetto e fanno del Centro Polifunzionale un luogo di socializzazione aperto a molteplici usi e fruizioni. Da questa prospettiva, quindi, può essere letta la scelta linguistica dei manufatti, nel tentativo di ricostruire un paesaggio urbano quasi domestico in cui tutti possano riconoscersi e ritrovarsi. Le scelte materiche e l’uso del colore vanno proprio in questa direzione, a suggerire un possibile carattere identitario facendo leva sulla vivacità cromatica e accostamenti inattesi.

Tutti insieme tra i volumi

G. Semprebon
2021-01-01

Abstract

Lo studio Boatti Paolini Architetti Associati ha portato a compimento la realizzazione del Centro Polifunzionale di Bussero, un comune che fa parte della Città Metropolitana di Milano. Il complesso si articola in due edifici multifunzionali e un sistema di spazi aperti minerali, inseriti all’interno di un’area verde collocata lungo il tracciato che collega la stazione della metropolitana con il centro storico. Una motivazione importante, che ha orientato le scelte di progetto è l’idea di massima inclusività, che ha trovato applicazione formale nella libera disposizione dei due volumi. Si intuisce subito che il manto erboso e la vegetazione, salvata durante le operazioni di cantiere, come rivendicano orgogliosamente i progettisti, sono parti fondamentali del progetto e non lo sfondo neutro e amorfo su cui si stagliano le architetture. Al contrario, insieme agli altri spazi aperti e al monumento dedicato a Peppino Impastato, e anche grazie alla coraggiosa scelta di non recintare il perimetro dell’area, diventano i materiali urbani di cui si compone la dimensione civica del progetto e fanno del Centro Polifunzionale un luogo di socializzazione aperto a molteplici usi e fruizioni. Da questa prospettiva, quindi, può essere letta la scelta linguistica dei manufatti, nel tentativo di ricostruire un paesaggio urbano quasi domestico in cui tutti possano riconoscersi e ritrovarsi. Le scelte materiche e l’uso del colore vanno proprio in questa direzione, a suggerire un possibile carattere identitario facendo leva sulla vivacità cromatica e accostamenti inattesi.
2021
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