Garantire accessibilità di prossimità rappresenta una politica non solo per favorire la mobilità attiva (ciclo-pedonale), ma anche per offrire l’accesso ai servizi di prossimità a tutti, concorrendo a costruire città e territori più accessibili e quindi più equi e inclusivi. Le condizioni necessarie per un’accessibilità di prossimità riguardano l’offerta di servizi e commercio di vicinato, fruibili a una distanza massima di 800 metri, l’offerta di reti digitali diffuse ed efficienti che consentano il remote working/ learning, la telemedicina e l’accesso a beni e servizi disponibili online, e la presenza di un ambiente sano e vitale. La sfida proposta nel saggio è ripensare la scala di queste iniziative, estendendola a territori a bassa densità insediativa, a contesti non urbani e a territori fragili in termini di accesso a servizi, beni e relazioni rilevanti per l’inclusione sociale e la qualità di vita dei cittadini. Al fine di ricomporre i divari e incrementare la qualità della vita in questi territori risulta fondamentale migliorare l’accessibilità e la fruibilità dei servizi di base, per garantire inclusione sociale e fronteggiare i processi di spopolamento, potenziando l’attrattività di queste aree. Per raggiungere questi obiettivi, il saggio argoimenta circa la necessutà di garantire accessibilità di prossimità, oltre che con forme di mobilità attiva, anche attraverso interventi con una regia a scala intercomunale, partnership pubblico-privato e il coinvolgimento attivo degli stessi abitanti. Tra queste: 1. l’integrazione di alcuni servizi di trasporto già esistenti, ad esempio combinando servizio postale, servizio scolastico, ma anche servizi di delivery dell’ultimo miglio (es. acquisti, farmaci, pasti) e servizi socio-sanitari integrati con i servizi commerciali; 2. l’accesso ai servizi digitali e a nuove piattaforme (MaaS – Mobility as a Service) per migliorare e facilitare un’accessibilità di prossimità ai servizi offerti nelle aree suburbane e rurali, sulla base degli esperimenti già avviati in altri contesti ; 3. la pianificazione di forme di accessibilità indiretta, in grado di garantire l’accesso anche in situazioni in cui per le persone sia impossibile o più difficile muoversi direttamente, prendendo come riferimento le iniziative già intraprese in vari ambiti, quali l’assistenza domiciliare, la telemedicina, l’erogazione di servizi di conciliazione famiglia-lavoro con forme di sostegno alle famiglie e ai lavoratori .

ACCESSIBILITÀ DI PROSSIMITÀ IN CONTESTI A BASSA DENSITÀ: RETI E SERVIZI DI MOBILITÀ PER TERRITORI INCLUSIVI

Paola Pucci;Bruna Vendemmia
2021

Abstract

Garantire accessibilità di prossimità rappresenta una politica non solo per favorire la mobilità attiva (ciclo-pedonale), ma anche per offrire l’accesso ai servizi di prossimità a tutti, concorrendo a costruire città e territori più accessibili e quindi più equi e inclusivi. Le condizioni necessarie per un’accessibilità di prossimità riguardano l’offerta di servizi e commercio di vicinato, fruibili a una distanza massima di 800 metri, l’offerta di reti digitali diffuse ed efficienti che consentano il remote working/ learning, la telemedicina e l’accesso a beni e servizi disponibili online, e la presenza di un ambiente sano e vitale. La sfida proposta nel saggio è ripensare la scala di queste iniziative, estendendola a territori a bassa densità insediativa, a contesti non urbani e a territori fragili in termini di accesso a servizi, beni e relazioni rilevanti per l’inclusione sociale e la qualità di vita dei cittadini. Al fine di ricomporre i divari e incrementare la qualità della vita in questi territori risulta fondamentale migliorare l’accessibilità e la fruibilità dei servizi di base, per garantire inclusione sociale e fronteggiare i processi di spopolamento, potenziando l’attrattività di queste aree. Per raggiungere questi obiettivi, il saggio argoimenta circa la necessutà di garantire accessibilità di prossimità, oltre che con forme di mobilità attiva, anche attraverso interventi con una regia a scala intercomunale, partnership pubblico-privato e il coinvolgimento attivo degli stessi abitanti. Tra queste: 1. l’integrazione di alcuni servizi di trasporto già esistenti, ad esempio combinando servizio postale, servizio scolastico, ma anche servizi di delivery dell’ultimo miglio (es. acquisti, farmaci, pasti) e servizi socio-sanitari integrati con i servizi commerciali; 2. l’accesso ai servizi digitali e a nuove piattaforme (MaaS – Mobility as a Service) per migliorare e facilitare un’accessibilità di prossimità ai servizi offerti nelle aree suburbane e rurali, sulla base degli esperimenti già avviati in altri contesti ; 3. la pianificazione di forme di accessibilità indiretta, in grado di garantire l’accesso anche in situazioni in cui per le persone sia impossibile o più difficile muoversi direttamente, prendendo come riferimento le iniziative già intraprese in vari ambiti, quali l’assistenza domiciliare, la telemedicina, l’erogazione di servizi di conciliazione famiglia-lavoro con forme di sostegno alle famiglie e ai lavoratori .
RICOMPORRE I DIVARI. Politiche e progetti territoriali contro le disuguaglianze e per la transizione ecologica
978-88-15-29228-5
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