Territorio dalla storia antica, di cui anche in epoca recente sono emerse nuove testimonianze archeologiche, la Valle Trompia da sempre è riconosciuta come terra dal grande fascino e dalle vaste potenzialità industriali connesse all’orografia del terreno. “Le valli Trompia e Sabbia - scriveva Davide Bertolotti nel 1837 - sono le principali del Bresciano. Dalla prima che s’allunga 26 miglia, scende il Mella, picciol fiume che fa girar molte ruote di mulini e di opifici, giova all’irrigazione, indi si gitta nell’Oglio. Amministrativamente esso diede il nome al dipartimento, poeticamente lo diede al soggiorno de’ cigni . di Brescia. Abbonda la Val Trompia di miniere di ferro e di acque minerali, ed ivi e in Gardone la fabbrica di bellissime arme da fuoco”. Fucine e fabbriche note anche all’estero, che lo stesso Annibale Di Saluzzo, noto politico e generale dell’esercito sabaudo, pochi anni dopo (1845), riconosceva di grande importanza per la “fabbricazione di quelle armi tanto ricercate dai mercatanti di Francia, di Spagna e d’Alemagna, e di cui facevasi grande spaccio per tutta Europa” .
tesori nascosti della Valle Trompia: prolusione per una nuova guida di valorizzazione del territorio
Ferdinando Zanzottera
2020-01-01
Abstract
Territorio dalla storia antica, di cui anche in epoca recente sono emerse nuove testimonianze archeologiche, la Valle Trompia da sempre è riconosciuta come terra dal grande fascino e dalle vaste potenzialità industriali connesse all’orografia del terreno. “Le valli Trompia e Sabbia - scriveva Davide Bertolotti nel 1837 - sono le principali del Bresciano. Dalla prima che s’allunga 26 miglia, scende il Mella, picciol fiume che fa girar molte ruote di mulini e di opifici, giova all’irrigazione, indi si gitta nell’Oglio. Amministrativamente esso diede il nome al dipartimento, poeticamente lo diede al soggiorno de’ cigni . di Brescia. Abbonda la Val Trompia di miniere di ferro e di acque minerali, ed ivi e in Gardone la fabbrica di bellissime arme da fuoco”. Fucine e fabbriche note anche all’estero, che lo stesso Annibale Di Saluzzo, noto politico e generale dell’esercito sabaudo, pochi anni dopo (1845), riconosceva di grande importanza per la “fabbricazione di quelle armi tanto ricercate dai mercatanti di Francia, di Spagna e d’Alemagna, e di cui facevasi grande spaccio per tutta Europa” .| File | Dimensione | Formato | |
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