The documentary retraces the life and works of Italian designer Piero Ottinetti (1927–2018) between Milan and Chicago. Graphic designer, photographer and illustrator, Ottinetti was a leading figure in 1960s Milan, and had a host of important clients, such as Montecatini, Pirelli, Philips, Salmoiraghi, OM, Busnelli, La Cimbali, Lorenz, Ceramiche Marazzi, Lebole, Cotonificio Cantoni. From native Piedmont, after the war Ottinetti went to Rome to attend the San Luca Art Academy, and later in Milan took courses in graphic design at the Convitto Rinascita, a professional school for ex-combatants. He made his debut as study assistant to Remo Muratore; then, after a stint at La Rinascente, went to work with Max Huber. By 1954 he opened his own studio. The first recognitions came thanks to his long-lasting collaboration with Montecatini and Pirelli, for whom over nearly two decades he produced print ads, catalogues, and exhibition graphics. Pushed by the economical recession and the political turmoil that gripped the country, in 1971 Ottinetti decided to move to the United States, settling in Chicago. Following a freelance experience, Ottinetti joined the Kemper Insurance group as art director, where he overhauled the whole corporate identity. He retired by the mid-eighties, devoting himself to painting. He lived in Waukegan, Illinois. Following his emigration to America, Ottinetti’s name was literally removed from all subsequent historical investigations. After an happenstance discovery in 2011, the author met and interviewed Ottinetti several times. From the start the encounter took the shape of a complex oral history investigation. The documentary format, while privileging a personal narrative dimension, allows a critical commentary and a comparison between the Italian and American cultural context in which Ottinetti operated. Moreover, Ottinetti's testimony offers an uncensored, behind-the-scenes account of the everyday reality of Milan’s design circles. In particular, the journalistic-style reconstruction of his career, rather than resorting to abstract notions of talent or merit, highlights the role of personal and social factors in determining a designer's path.

Il documentario ripercorre la vita e l’opera del designer Piero Ottinetti (1927–2018) tra Milano e Chicago. Grafico, fotografo e illustratore, Ottinetti è stato una figura di spicco della cosiddetta ‘scuola milanese’ degli anni cinquanta e sessanta. Fra i suoi clienti più importanti si annoverano Montecatini, Pirelli, Philips, Salmoiraghi, OM, Busnelli, La Cimbali, Lorenz, Ceramiche Marazzi, Lebole, Cotonificio Cantoni. Piemontese, ex-partigiano, dopo la guerra Ottinetti si trasferisce a Roma per frequentare l’Accademia d’arte San Luca, più tardi a Milano frequenta corsi di grafica presso il Convitto Rinascita, una scuola professionale per ex combattenti. Debutta come assistente di Remo Muratore; quindi, dopo un breve periodo alla Rinascente, va a lavorare con Max Huber. Nel 1954 apre un proprio studio: i primi riconoscimenti arrivano grazie alla lunga collaborazione con Montecatini e Pirelli, per i quali cura annunci stampa, cataloghi e grafica per allestimenti (Fiera di Milano). Spinto dalla recessione economica e dalla crisi politica che attanaglia il paese, nel 1971 Ottinetti si trasferisce negli Stati Uniti, stabilendosi a Chicago. Dopo un’esperienza freelance, Ottinetti assume il ruolo di art director per il gruppo assicurativo Kemper, di cui rinnova marchio e identità aziendale. Lascia la professione alla metà degli anni ottanta per dedicarsi alla pittura. A seguito della sua emigrazione in America, il nome di Ottinetti è stato letteralmente rimosso da ogni successiva indagine storica. Grazie a un primo fortuito incontro nel 2011, l’autore ha più volte intervistato Ottinetti. Fin dall’inizio l’incontro ha preso la forma di una complessa ricerca di storia orale. Il formato del documentario, pur privilegiando una dimensione narrativa personale, consente un commento critico e un confronto tra il contesto culturale italiano e quello americano in cui Ottinetti si è trovato a operare dagli anni settanta. La testimonianza di Ottinetti offre inoltre un racconto senza censure della realtà quotidiana nell’ambiente del design milanese. La ricostruzione ‘giornalistica’ della sua carriera, piuttosto che ricorrere a nozioni astratte di talento o di merito, mette in evidenza il ruolo dei fattori personali e sociali nel determinare il percorso e la fortuna critica di un designer.

Histoire de Piero, un designer entre deux mondes / Story of Piero. A designer between two worlds / Storia di Piero. Un designer fra due mondi

COLIZZI
2018

Abstract

Il documentario ripercorre la vita e l’opera del designer Piero Ottinetti (1927–2018) tra Milano e Chicago. Grafico, fotografo e illustratore, Ottinetti è stato una figura di spicco della cosiddetta ‘scuola milanese’ degli anni cinquanta e sessanta. Fra i suoi clienti più importanti si annoverano Montecatini, Pirelli, Philips, Salmoiraghi, OM, Busnelli, La Cimbali, Lorenz, Ceramiche Marazzi, Lebole, Cotonificio Cantoni. Piemontese, ex-partigiano, dopo la guerra Ottinetti si trasferisce a Roma per frequentare l’Accademia d’arte San Luca, più tardi a Milano frequenta corsi di grafica presso il Convitto Rinascita, una scuola professionale per ex combattenti. Debutta come assistente di Remo Muratore; quindi, dopo un breve periodo alla Rinascente, va a lavorare con Max Huber. Nel 1954 apre un proprio studio: i primi riconoscimenti arrivano grazie alla lunga collaborazione con Montecatini e Pirelli, per i quali cura annunci stampa, cataloghi e grafica per allestimenti (Fiera di Milano). Spinto dalla recessione economica e dalla crisi politica che attanaglia il paese, nel 1971 Ottinetti si trasferisce negli Stati Uniti, stabilendosi a Chicago. Dopo un’esperienza freelance, Ottinetti assume il ruolo di art director per il gruppo assicurativo Kemper, di cui rinnova marchio e identità aziendale. Lascia la professione alla metà degli anni ottanta per dedicarsi alla pittura. A seguito della sua emigrazione in America, il nome di Ottinetti è stato letteralmente rimosso da ogni successiva indagine storica. Grazie a un primo fortuito incontro nel 2011, l’autore ha più volte intervistato Ottinetti. Fin dall’inizio l’incontro ha preso la forma di una complessa ricerca di storia orale. Il formato del documentario, pur privilegiando una dimensione narrativa personale, consente un commento critico e un confronto tra il contesto culturale italiano e quello americano in cui Ottinetti si è trovato a operare dagli anni settanta. La testimonianza di Ottinetti offre inoltre un racconto senza censure della realtà quotidiana nell’ambiente del design milanese. La ricostruzione ‘giornalistica’ della sua carriera, piuttosto che ricorrere a nozioni astratte di talento o di merito, mette in evidenza il ruolo dei fattori personali e sociali nel determinare il percorso e la fortuna critica di un designer.
The documentary retraces the life and works of Italian designer Piero Ottinetti (1927–2018) between Milan and Chicago. Graphic designer, photographer and illustrator, Ottinetti was a leading figure in 1960s Milan, and had a host of important clients, such as Montecatini, Pirelli, Philips, Salmoiraghi, OM, Busnelli, La Cimbali, Lorenz, Ceramiche Marazzi, Lebole, Cotonificio Cantoni. From native Piedmont, after the war Ottinetti went to Rome to attend the San Luca Art Academy, and later in Milan took courses in graphic design at the Convitto Rinascita, a professional school for ex-combatants. He made his debut as study assistant to Remo Muratore; then, after a stint at La Rinascente, went to work with Max Huber. By 1954 he opened his own studio. The first recognitions came thanks to his long-lasting collaboration with Montecatini and Pirelli, for whom over nearly two decades he produced print ads, catalogues, and exhibition graphics. Pushed by the economical recession and the political turmoil that gripped the country, in 1971 Ottinetti decided to move to the United States, settling in Chicago. Following a freelance experience, Ottinetti joined the Kemper Insurance group as art director, where he overhauled the whole corporate identity. He retired by the mid-eighties, devoting himself to painting. He lived in Waukegan, Illinois. Following his emigration to America, Ottinetti’s name was literally removed from all subsequent historical investigations. After an happenstance discovery in 2011, the author met and interviewed Ottinetti several times. From the start the encounter took the shape of a complex oral history investigation. The documentary format, while privileging a personal narrative dimension, allows a critical commentary and a comparison between the Italian and American cultural context in which Ottinetti operated. Moreover, Ottinetti's testimony offers an uncensored, behind-the-scenes account of the everyday reality of Milan’s design circles. In particular, the journalistic-style reconstruction of his career, rather than resorting to abstract notions of talent or merit, highlights the role of personal and social factors in determining a designer's path.
Piero Ottinetti (1927–2018); Storia della grafica italiana; Scuola milanese; Chicago
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