Place of undisputed artistic value, whose original foundation dates back to 1349 and to the cultural and political projects of Giovanni Visconti, the Certosa di Milano (Garegnano) has been subject to mistreatment and partial destruction since the suppression of the Cartusian monastery in 1782. To remedy the lack of maintenance and damage caused by the repeated robberies of the eighteenth century, in the nineteenth and twentieth centuries there were numerous restorations which, however, were very often carried out economically and without an unitary plan of intervention and protection of the monument and of the its pictorial cycles, including the frescoes by Simone Peterzano, a pupil of Tiziano and master of Caravaggio, and Daniele Crespi. The essay, after outlining the salient steps of the construction of this noble Carthusian dwelling also described by Petrarch, pauses to analyze the didactic-narrative and iconographic value of Crespian paintings and the restoration interventions that affected it in the nineteenth-twentieth century , also describing the tearing of the sixth lunette performed by prof. Ottemi della Rotta in the late sixties.

Luogo di indiscusso valore artistico, la cui originaria fondazione risale al 1349 e ai progetti culturali e politici di Giovanni Visconti, la Certosa di Milano (Garegnano) è stata oggetto di angherie e parziali distruzioni a partire dalla soppressione del cenobio cartusiano avvenuta nel 1782. Per porre rimedio alla mancata manutenzione e ai danni provocati dalle ruberie che si sono reiterate nel Settecento, nel XIX e XX secolo si sono succeduti numerosi restauri che, tuttavia, molto spesso vennero eseguiti in economia e senza un piano unitario di intervento e salvaguardia del monumento e dei cicli pittorici ivi contenuti, tra i quali gli affreschi di Simone Peterzano, allievo di Tiziano e maestro di Caravaggio, e di Daniele Crespi. Il saggio, dopo aver tratteggiato le tappe salienti della realizzazione di questa nobile dimora certosina descritta anche dal Petrarca, si sofferma ad analizzare il valore didascalico-narrativo e iconografico dei dipinti crespiani e gli interventi di restauro che l’hanno interessato nell’Otto-Novecento, descrivendo anche l’intervento di strappo della sesta lunetta eseguito dal prof. Ottemi della Rotta sul finire degli anni sessanta.

Dall’impiego di pannolini bucati all’utilizzo della termografia: i restauri otto-novecenteschi degli affreschi di Daniele Crespi alla Certosa di Milano

F. Zanzottera
2019

Abstract

Luogo di indiscusso valore artistico, la cui originaria fondazione risale al 1349 e ai progetti culturali e politici di Giovanni Visconti, la Certosa di Milano (Garegnano) è stata oggetto di angherie e parziali distruzioni a partire dalla soppressione del cenobio cartusiano avvenuta nel 1782. Per porre rimedio alla mancata manutenzione e ai danni provocati dalle ruberie che si sono reiterate nel Settecento, nel XIX e XX secolo si sono succeduti numerosi restauri che, tuttavia, molto spesso vennero eseguiti in economia e senza un piano unitario di intervento e salvaguardia del monumento e dei cicli pittorici ivi contenuti, tra i quali gli affreschi di Simone Peterzano, allievo di Tiziano e maestro di Caravaggio, e di Daniele Crespi. Il saggio, dopo aver tratteggiato le tappe salienti della realizzazione di questa nobile dimora certosina descritta anche dal Petrarca, si sofferma ad analizzare il valore didascalico-narrativo e iconografico dei dipinti crespiani e gli interventi di restauro che l’hanno interessato nell’Otto-Novecento, descrivendo anche l’intervento di strappo della sesta lunetta eseguito dal prof. Ottemi della Rotta sul finire degli anni sessanta.
Place of undisputed artistic value, whose original foundation dates back to 1349 and to the cultural and political projects of Giovanni Visconti, the Certosa di Milano (Garegnano) has been subject to mistreatment and partial destruction since the suppression of the Cartusian monastery in 1782. To remedy the lack of maintenance and damage caused by the repeated robberies of the eighteenth century, in the nineteenth and twentieth centuries there were numerous restorations which, however, were very often carried out economically and without an unitary plan of intervention and protection of the monument and of the its pictorial cycles, including the frescoes by Simone Peterzano, a pupil of Tiziano and master of Caravaggio, and Daniele Crespi. The essay, after outlining the salient steps of the construction of this noble Carthusian dwelling also described by Petrarch, pauses to analyze the didactic-narrative and iconographic value of Crespian paintings and the restoration interventions that affected it in the nineteenth-twentieth century , also describing the tearing of the sixth lunette performed by prof. Ottemi della Rotta in the late sixties.
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